Verona disastroso, il Toro passa in scioltezza al Bentegodi (1-3)

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Il Verona si presenta alla sfida casalinga contro il Torino (reduce di un ottimo 5 a 1 contro la più quotata Sampdoria) dopo la sconfitta di Palermo per 2 reti ad 1.

La formazione presenta qualche novità; tra i pali, ormai, il solito Francesco Benussi, linea difensiva formata da Marquez, Marques, Moras, Agostini e il neo acquisto Pisano (dal Palermo), davanti giocano Greco, Tachtsidis, Halfreddsona supporto di Toni e di (finalmente titolare) Saviola.

Il Verona parte molto bene rispetto a ciò a cui eravamo abituati nelle ultime giornate, manca il bersaglio in diverse occasioni, ma tutto ciò fa ben sperare i tifosi (anche se lo stadio era quasi vuoto!) presenti in Curva e nelle tribune.

Alla mezz’ora il Torino affonda (fino a questo momento non aveva fatto praticamente nulla) con Martinez che sfrutta un errore da principiante di Rafa Marquez in fase difensiva a trafigge l’incolpevole Benussi. Il primo tempo finisce quindi 1 a 0 per gli ospiti, ma dopo pochi minuti dall’inizio del secondo tempo lo stesso Martinez avanza e mette in difficoltà la difesa gialloblu costretta a fermarlo con un brutto intervento di Marques in area di rigore, concedendo il penalty.

S’incarica della battuta l’uomo forte di questa squadra, ex di tante big italiane, Fabio Quagliarella (proprio lui era stato accostato al Verona durante il mercato estivo, peccato non sia arrivato!!!) e con un tiro che sfiora la traversa batte ancora una volta Benussi.

Il Verona prova a reagire ma questo gol ha davvero tagliato le gambe ai giocatori, non tanto ai tifosi che non smettono mai un secondo di sostenere la propria squadra del cuore.

A pochi minuti dal termine con un incursione di Toni dentro l’area piccola e in scivolata, i gialloblu dimezzano il vantaggio granata, ma nel recupero il nuovo entrato El Kaddouri chiude la partita al termine di una bella azione personale e permette ai granata di vincere la quarta partita consecutiva.

Le tribune dello stadio appaiono semi-deserte ancora prima che l’arbitro fischi la fine, una cosa che non vedevo veramente da molti anni (non sono nemmeno sicuro di averlo mai visto!). Dalla Curva non si è smesso un secondo di cantare e di far sentire la nostra presenza ai giocatori in campo.

Ricordando che a Verona vanno sostenuti prima i colori e la fede, e successivamente la squadra e i relativi giocatori, mi chiedo… ma questi “giocatori” si meritano davvero tutto questo palcoscenico?

Stefano Saleri

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Italiano di nascita, veronese per fortuna. Nato nel 1991, appassionato di sport e di informatica. Da sempre amante dei colori gialloblu dell' Hellas Verona, gira su e giù, destra e sinistra, in lungo e in largo l'Italia (sperando il prima possibile anche in Europa) a seguito della propria squadra del cuore. Decide di tatuarsi per ben due volte il Verona sulla pelle ancora quando stava nei bassifondi della Lega Pro (ex serie C). La passione non si esaurisce da spettatore perchè la domenica diventa portiere di calcio a 11. Fra le tante passioni, colleziona sciarpe delle squadre di tutta europa, che compra negli stadi in cui fa visita (tra cui lo Stamford Bridge e Upton Park di Londra, il Parc des Princes di Parigi, il Camp Nou di Barcellona, l'Allianz Arena di Monaco e lo Yankee Stadium di New York).

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