Verona – Torino, il match visto dalla curva sud

cerciC’erano tutte le carte in regola per fare bene questa sera e battere i rivali del Torino, i circa ventimila tifosi attesi al Bentegodi, un sesto posto da mantenere e che vorrebbe dire Europa (non mi vergogno e tanto meno mi nascondo a dire questa parola grossa, perché è vero che il nostro obiettivo primario rimane la salvezza, ma perché dovremmo “buttare” un campionato così bello per far entrare nei primi sei posti squadre che di certo meriterebbero soltanto per storia e non per gioco come il Milan, Lazio per citarne alcune?!), insomma sembrava una serata da 3 punti anche se tutti conoscevano le difficoltà che si potevano incontrare contro un Torino che esprime un bel gioco e ben messo in campo da un certo Ventura (ex Verona l’anno della retrocessione dalla B alla Lega Pro).
Il tempo per un paio di birre e un panino da “L’onto” con tanto di salsiccia peperoni e cipolla e si entra. Mandorlini che schiera il solito Rafael in porta, Marques e Moras centrali (Maietta ancora ai box)  Agostini e Cacciatore i due esterni, centrocampo a tre con Halfreddson Donadel (a mio parere ottimo il suo contributo) e l’instancabile Romulo, e l’attacco tipo con Gomez e Iturbe esterni a giocare e servire palle al campione del mondo Luca Toni.
Orrendo il primo tempo, pochissime occasioni sia da una parte sia dall’altra, ma al 36′ Gomez viene strattonato da Bovo in area sugli sviluppi di un corner, Rocchi indica il dischetto e si incarica proprio il trascinatore del Verona, al secolo Toni, a battere il rigore; detto fatto, Padelli da una parte e palla dall’altra, 1 a 0 Verona ed esplode la festa al Bentegodi. Finisce il primo tempo e il Verona attualmente raggiunge l’Inter in classifica vincitore sabato sera nell’anticipo contro la Fiorentina per due a uno. L’avvio dei granata è furente (è osceno invece quello del Verona, sembra rimanere in spogliatoio per i primi 15 minuti della ripresa, mai visto un Verona così addormentato e brutto!!!) e già al 4′ minuto pareggia i conti con l’amico (non lo è affatto e mai lo sarà!) Ciro Immobile che parte in posizione NETTAMENTE in fuorigioco che batte l’incolpevole Rafael e dopo 3 minuti un gol (ahimè) bellissimo di Cerci che da fuori area al volo di sinistro insacca il vantaggio ospite e 8 minuti dopo El Kaddouri fa lo stesso di destro e batte forse il non proprio incolpevole numero uno gialloblù.
Dunque, dopo 15 minuti della ripresa il Torino è in vantaggio per 3 a 1 in un campo come quello del Verona in cui veramente poche squadre hanno raccolto punti (c’è da dire anche, però, che il Verona non vince in casa dal 22 Dicembre scorso quando batteva per 4 a 1 la Lazio). Il Verona potrebbe aver giocato altre 3 ore ma la palla non sarebbe mai più entrata; ci prova Toni in un paio di occasioni, ma non riesce a centrare lo specchio della porta e ad impensierire la difesa torinese.
Rimane il tempo soltanto per alcuni cori ad Immobile (chiunque si ricorda il verso delle mani dietro le orecchie dello stesso quando giocava nel Pescara di Zeman al nostro indirizzo dopo averci segnato un gol), e il signor Rocchi dichiara la fine dell’incontro.
Torino dunque che raggiunge a 36 punti il Verona e il Parma (vittorioso clamorosamente a Bergamo domenica pomeriggio con un netto 4 a zero), tutte al 6° posto e ancora un campionato in ballo.

Stefano Saleri

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Italiano di nascita, veronese per fortuna. Nato nel 1991, appassionato di sport e di informatica. Da sempre amante dei colori gialloblu dell' Hellas Verona, gira su e giù, destra e sinistra, in lungo e in largo l'Italia (sperando il prima possibile anche in Europa) a seguito della propria squadra del cuore. Decide di tatuarsi per ben due volte il Verona sulla pelle ancora quando stava nei bassifondi della Lega Pro (ex serie C). La passione non si esaurisce da spettatore perchè la domenica diventa portiere di calcio a 11. Fra le tante passioni, colleziona sciarpe delle squadre di tutta europa, che compra negli stadi in cui fa visita (tra cui lo Stamford Bridge e Upton Park di Londra, il Parc des Princes di Parigi, il Camp Nou di Barcellona, l'Allianz Arena di Monaco e lo Yankee Stadium di New York).