Victory ( Fuga per la vittoria)

fuga_2Nell’agosto del 1942 si disputò una partita di calcio con mille significati, senza i punti o una coppa in palio, ma parecchio di più. Quella che divenne tristemente celebre come la partita della morte si giocò a Kiev tra una selezione di ufficiali della Luftwaffe e lo Start, squadra composta da giocatori delle locali squadre della Dinamo e della Lokomotiv (prigionieri che sotto la guerra lavoravano in una fabbrica di pane).

Si trattò di una rivincita, infatti a luglio i tedeschi erano già stati sonoramente sconfitti per 5-1 e questa volta ovviamente tutti erano certi, ucraini compresi, che sarebbe finita diversamente. Ma le ali di folla che accolsero lo Start all’arrivo allo stadio fecero cambiare idea ai giocatori, che decisero di vincere anche questa (5 reti a 3) firmando in pratica la propria condanna.

Il cinema ricordò più volte questa vicenda, con l’ungherese Due tempi all’inferno, il sovietico Il terzo tempo (entrambi del 1962) e quello che riprendendo la vicenda e aggiungendoci il lieto fine divenne il più celebre film sul calcio: Fuga per la vittoria.

La forza di questo film di John Huston del 1981 sta principalmente nel fatto che a interpretare la parte dei giocatori alleati furono chiamati numerosi professionisti di grande fama come Pelè, Moore, Ardiles, Van Himst e Deyna. Il calciatore Roth, statunitense di origine tedesca, recitò invece nella parte del capitano tedesco Baumann.

A completare il cast di stelle calcistiche furono ingaggiati attori di grandissima fama:  Max von Sydow, protagonista di un capolavoro assoluto della storia del cinema, Il settimo sigillo; Silvester Stallone fresco di successo con i primi due capitoli di Rocky ; Michael Caine, icona del cinema britannico.

Il film è incentrato su una partita di calcio che il maggiore Von Stainer, ufficiale tedesco ed ex calciatore, decide di organizzare dopo aver riconosciuto tra i prigionieri inglesi il capitano Jhon Colby, anch’egli ex calciatore.

La partita viene organizzata nei pressi di Parigi e questo permette alla resistenza francese di organizzare la fuga della squadra dagli spogliatoi, durante l’intervallo.  Il match è chiaramente la parte principale della pellicola, con le prodezze dei campioni (su tutte ovviamente la celebre rovesciata di Pelè) , il gioco duro dei tedeschi, la coraggiosa scelta degli alleati che barattano la libertà con la gloria eterna che può dare la vittoria sul campo.

Il finale è dolce, a differenza della vera partita della morte: dopo essere stati sotto di quattro reti i prigionieri riescono a pareggiare e ad evitare la sconfitta grazie a un rigore parato dall’americano Hutch (Stallone) , riuscendo a fuggire grazie all’aiuto del pubblico francese che invade il campo dopo aver cantato la Marsigliese e urlato ‘Victoire!’

Curiosità: lo stadio della partita è quello di Colombes, nelle vicinanze di Parigi. Nella finzione gli spettatori francesi si esaltano e cantano per le prodezze degli Alleati, nella realtà fischiarono sonoramente la nazionale italiana, che in maglia nera e con il braccio teso durante l’esecuzione degli inni, conquistò in quel campo il mondiale del 1938.

Daniele Serra

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Daniele Serra nasce a Cagliari nel 1982 d.C. , sull ’isola più bella del mondo. Nel cassetto (chiusa bene) una triennale in lettere guadagnata con la tesi “Parola di Ultras – un’analisi linguistica degli striscioni delle tifoserie calcistiche italiane”. Ama scrivere, il buon cinema, le corse in riva al mare e con la palestra cerca di mantenere in condizioni accettabili la sua carcassa. Da sempre cagliaritano, nel bene e nel male.