Vietato sognare

ladro di sognia�?Con Bergessio era tutto fatto ma A�Ederson non ha risposto al telefono e l’affare A? saltato”. A�Il popolo biancoceleste, A�rassegnato da tempo, memore del consolidato comportamento di questa dirigenza, A�preparava sondaggi circa quella che sarebbe stata la scusante di turno per l’ennesima occasione persa. Ed invece la beffa perchA? tra fax difettosi, mogli capricciose, procuratori pretenziosi e trattative visionarie, A�spunta inaspettata una originale new-entry nel manuale lotitiano delle scuse: il cellulare di un giocatore. Ecco la geniale trovata del funambolico direttore sportivo laziale a giustificare il nuovo nulla di fatto nella sessione del mercato invernale appena conclusasi.

Questa volta la colpa A? di Ederson, reo di non aver risposto al proprio telefono. Alibi fin troppo palesemente incredibile perchA? lo stesso Tare possa minimamente pensare che l’ormai navigato supporter laziale possa anche solo pensare diA�A�”abboccare” o forse no. Ma la trovata A? davvero sensazionale perchA? in una sola siffatta dichiarazione non solo si scaricano le colpe agli altri (come consuetudine) ma si prepara il terreno per una futura cessione di un giocatore ormai scartato e che ora si vuol rendere particolarmente inviso ai tifosi tanto da volerlo implicitamente costringerlo a lasciare il gioioso spogliatoio di Formello. A�Davvero da applausi, anche perchA? in parte il fido braccio destro di Lolito ha colto nel segno, leggendo ed ascoltando i commenti del giorno dopo. A�L’inaspettato dietro-front della tifoseria lo scorso settembre, deve aver dato nuova forza e convinzione nel poter aggirare la passione per la prima squadra della capitale. A�In molti, infatti, A�purtroppo hanno creduto alla favoletta di turno, additando il povero centrocampista brasiliano come l’uomo nero invece di individuare nella ferma volontA�A�della dirigenza A�nel non voler acquistare. Almeno questa volta perA?, A? stata risparmiata la filippica sullo spogliatoio.

AldilA� dell’effimera entitA� della dichiarazione che ad un iniziale sorriso lascia il posto all’amaro, la veritA� A? un’altra ed A? sempre la stessa. VIETATO SOGNARE. A�Ancora una volta, quando bastava poco per quel famoso salto di qualitA� -complice lo squallore di una serie A ormai in caduta libera- si resta fermi al palo. Il consuntivo del mercato invernale nella casella “acquisti” annovera il solo Mauricio per la difesa mentre in quella “cessioni” registriamo solo l’uscita di Gonzales. Poco, pochissimo. E’ vero, si A? lavorato per giugno assicurandosi (almeno pare) un altro difensore olandese – Hoedt- che per pochi spicci non A? approdato subito a Roma ed un centrocampista – Ravel Morrison- che in molti malignano siaA�l’apripista della cessione di Anderson se il talentuoso brasiliano, che ha recuperato miracolosamente in tempi brevissimi dall’infortunio patito, si confermerA� sui livelli del girone di andata.

Per Giugno, certo, iniziativa lodevole che vorrebbe far pensare ad una societA� che programma ma si poteva farlo da febbraio dedicando gennaio quantomeno a non indebolire una rosa che ancora una volta ha fatto bene nel girone di andata e che resta numerosa considerato che i vari Onazi, Cavanda, Ciani, Cana, Pererinha e Novaretti non sono stati piazzati. Neanche l’infortunio Djordjevic ha indotto la societA� a trovare un sostituto di livello e regalare nuovo entusiasmo alla tifoseria. Eppure tutto girava dalla parte di Lotito, la nuova aria di partecipazione e coinvolgimento che avvolgeva la squadra, complici le recenti vittorie su Milan e Samp, l’iniziativa della rievocazione della storica maglia del meno nove con annessi grandi segnali di distensione.

Il buon Pioli, dal canto suo, si guarda bene dal puntare i piedi, ben conscio di quanto accaduto ai suoi predecessori Rossi e Petkovic, A� e come d’incanto, si ricorda di un certo KeitA�, ignorato o quasi per tutto il girone di andata fino a improvvisare Mauri come punta. Del resto, all’indomani del goffo infortunio dell’attacante serbo, Lotito si A? affrettato a richiamare quel Brian Perea che in un giro di prestiti stava svernando a Perugia in serie B col misero bottino di un gol e una manciata di presenze, freddando le speranze della tifoseria. Detto fatto, il grifone A? stato ben felice di riconsegnare il ragazzo al mittente ed ora si dividerA� con Klose il ruolo di prima punta per il resto della stagione con il pressante rischio di una definitiva bocciatura od una attesa consacrazione – opzione sperata-.

Il consuntivo A? presto fatto. Mauricio sembrerebbe sui livelli di Gentiletti per cui il reparto difensivo, che perA? deve registrare il nuovo stop di DeVrij, risulta invariato. A centrocampo non ci sono stati importanti movimenti e la cessione di Gonzales, ai margini della considerazione di Pioli, non ne altera il valore. Davanti invece, almeno sulla carta, Perea, rimpiazzo di Djordjevic, fa perdere qualcosa alla squadra che cosA� non solo non A? stata rinforzata ma addirittura, sperando in una smentita, indebolita.

E’ evidente ormai che quel famoso punto per fare “trentuno” non si vuole fare. Troppe le occasioni perse per poter additare questo ritardo sempre alla sfortuna od all’inesperienza di questo o quel dirigente. A�Ogni qualvolta la Lazio al giro di boa A? ai vertici della classifica, in lotta per un posto di prestigio, puntualmente a gennaio si opera a smontare e con esso anche a distruggere quello che i tifosi stavano ricostruendo. Un altro castello infranto, un qualcosa che non potrA� mai essere e che lascia tutti esterrefatti in un mare di delusione, consapevoli di essere forse in parte “causa del proprio male”.

E mentre tutte le altre societA�, realmente ambiziose, si rafforzano, la Lazio sta a guardare con la speranza che almeno la Coppa Italia salvi una stagione destinata ancora una volta all’oblio.

Massimiliano Marsili

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Romano de Roma, è ormai prossimo alle 50 primavere. Dopo la famiglia, la vita all'aperto è stato da sempre il suo secondo amore. Una vita nello sport con il grande hobby del giornalismo sportivo. Per poco non è diventata la principale attività lavorativa ma la passione non si è mai sopita. Basket e Calcio hanno rappresentato ed in parte tutt'ora lo sono parte della sua vita.... sport praticati a tutti i livelli, giocatore allenatore ed arbitro. Parimenti le esperienze radiofoniche con diverse emittenti e strutture locali e nazionali, sia web che FM. Laziale doc, amante di tutto il movimento biancoceleste che segue in diversi siti e blog. Con grande piacere ed entusiasmo si è lasciato coinvolgere dal progetto di SportBloggers.

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