Vigilia amara per la Salernitana, dolcissima per l’Avellino!

8-7

Finisce 3 a 2 per gli irpini l’acceso derby campano: grande protagonista Verde con due assist (per Jidayi e Ardemagni), un salvataggio sulla linea e una rete. Primo tempo di marca biancoverde, ripresa più equilibrata con i granata vicini al pari… Prima vittoria per Novellino che preparerà più serenamente l’ultima trasferta dell’anno a Latina.

Botti di Natale nel derby tra Avellino e Salernitana. Al termine di una gara al cardiopalma ricca di emozioni e colpi di scena, brindano i padroni di casa che tornano alla vittoria dopo quattro giornate conquistando tre punti d’oro in chiave salvezza. Protagonista assoluto del match è stato Daniele Verde autore di due assist, un salvataggio sulla sua linea di porta sul 2 a 1 e un goal. A lui va l’oscar di migliore in campo e la standing ovation di un Partenio finalmente tornato ad essere una bolgia, nonostante il mancato sold out. Spettacolo in campo e anche sugli spalti con gli ultras biancoverdi di gran lunga superiori agli 800 supporters salernitani mortificati da una sconfitta che avrà fatto loro andare il cenone di traverso. Sorride il tecnico dei lupi Novellino al triplice fischio, scatenato ultras sugli spalti della tribuna Terminio dopo la sua espulsione, mastica amaro invece Bollini che in sala stampa ha recriminato per l’atteggiamento e i soliti errori di distrazione in fase difensiva commessi dai suoi nel primo tempo e per alcune discutibili decisioni arbitrali.

La verità è che l’Avellino ha fatto sua la gara perché è stato insolitamente più concreto ed ha dimostrato di avere più fame, ma il risultato rocambolesco e l’andamento del match fotografa alla perfezione sia la precarietà della squadra biancoverde che di quella granata.  Due formazioni che nel mese di gennaio necessitano assolutamente di correttivi specie in mediana e nel reparto arretrato se vogliono evitare il rischio di rimanere insabbiati nei bassifondi della classifica.

 

IL MATCH

Inizio equilibrato e nervoso contrassegnato dopo soli tre minuti di gioco dall’infortunio del terzino sinistro Asmah, sostituito da Perrotta. L’Avellino con il passare dei minuti diventa più intraprendente, alzando il pressing e accelerando in velocità sugli esterni. La Salernitana si affida all’estro di Rosina, ma praticamente non riesce mai a rendersi pericolosa dalle parti di Frattali., se si eccettuano un paio di mischie ribattute dalla difesa di casa. Al 17esimo quasi inaspettato arriva il vantaggio degli irpini: Verde calcia in area una punizione dalla trequarti sulla quale si avventa indisturbato Jidayi che di testa insacca il vantaggio. I granata accusano il colpo, soffrono la velocità e la freschezza atletica dei lupi (che intanto avevano perso per infortunio anche Gonzales rilevato da Donkor) e nei quattro minuti di recupero affondano: prima Mantovani commette un ingenuo fallo su Ardemagni lanciato a rete, facendosi espellere. Poi lo stesso bomber irpino infila con un potente destro di controbalzo Terracciano per il 2 a 0 su delizioso e furbo assist di Verde sempre da palla inattiva. Si va al riposo in un tripudio biancoverde sugli spalti, coi supporters granata completamente ammutoliti.

Nella ripresa la Salernitana, nonostante l’inferiorità numerica, ha un altro piglio, ma è sempre l’Avellino a rendersi pericoloso in contropiede con Ardemagni prima e Castaldo poi. I granata alzano i ritmi, l’Avellino soffre, arretra il proprio baricentro e puntualmente al 18esimo incassa la rete: splendido lancio di Rosina per Busellato che sul secondo palo si fa trovare pronto al tap-in. Gara riaperta. Maggiormente quando cinque minuti più tardi il mediocre signor Abisso di Palermo (capace di scontentare tutti) espelle Belloni per doppia ammonizione causa veniale fallo su Busellato. Gli uomini di Bollini ci credono e rinvigoriti dalla parità numerica costringono l’Avellino a giocare di rimessa: il neo entrato Camarà chiama al miracolo Terracciano al 34esimo, esattamente un minuto dopo l’espulsione per proteste di un Novellino assatanato, ultras in tribuna per venti miuti. Ma è la Salernitana che in due occasioni va vicinissima al pari: prima con Zito che da due passi tutto solo schiaccia di testa su Frattali e poi al 43esimo con Perico la cui sforbiciata viene salvata sulla linea da Verde. E proprio il folletto romano due minuti più tardi si invola a rete lanciato da Castaldo e infila il 3 a 1. Finita? Nemmeno per sogno. Il tempo di battere a centrocampo, con Verde ancora out per l’esultanza, che Busellato si procura un rigore sacrosoanto per atterramento di Omenonga. Donnarumma dal dischetto sigla il 3 a 2, ma dopo un minuto giunge puntuale il triplice fischio.

L’Avellino respira e si gode una vittoria tutto sommato meritata che renderà più serena l’ultima trasferta dell’anno a Latina; la Salernitana, contestata e delusa per una sconfitta che sarebbe stata evitabile se solo il primo tempo fosse stato giocato diversamente, vivrà con una certa tensione la viglia del match casalingo contro il Perugia.

 

TIFOSERIE

Tutto è filato liscio sotto il profilo dell’ordine pubblico. Non si sono registrati episodi di violenza, grazie all’ingente dispiegamento di forze dell’ordine. Sugli spalti come al solito non sono mancati cori e striscioni di sfottò da ambo le parti. Fa specie però notare come alcuni giornalisti di Salerno hanno esaltato la prova degli 800 supporters granata giunti al Partenio mutando la realtà e la verità dei fatti. Gli ultras granata praticamente non si sono mai sentiti (se non in occasione della rete di Busellato), hanno esposto due striscioni, uno per tempo, coi “soliti riferimenti”. Gli avellinesi hanno accolto le squadre in campo con una “fumogenata flash” ed hanno incoraggiato i propri beniamini per i tutti 95 minuti, intervallo compreso, con cori potenti ed incessanti… a nostro giudizio se in campo la gara è stata tirata specie nei secondi quarantacinque minuti, sugli spalti non c’è stata storia. Di parte sì, ma obiettivi…

Nicola Iannaccone

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"In una serata primaverile di un lontano aprile del XX sec., nasceva nella ridente e verde Avellino, Nicola Iannaccone, per tutti NIKO… l’insegnante precario, l’archeologo fossilizzato, il giornalista sfaccendato, il fotografo movimentato, l’incallito viaggiatore, l’inguaribile sognatore, l’autista impaziente, il calciatore scalciato, il Gascoigne misurato, il tennista smanettato, lo sportivo attapirato, ma soprattutto il tifoso sfegatato. Di chi? Dei lupi biancoverdi ovviamente, che non hai mai tradito, né abbandonato, al punto da aver fatto richiesta per avere residenza e domicilio presso la curva Sud del Partenio!"

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