Vince lo Spezia, recrimina l’Avellino

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Ardemagni illude gli irpini, poi rimonta delle aquile firmata Djokovic (erroraccio di Radunovic) e Granoche. Il signor Ghersini di Genova sorvola però su due limpidi penalty per gli irpini.

L’Avellino perde a La Spezia, inanella la sua seconda sconfitta consecutiva dopo la clamorosa cinquina incassata a domicilio sabato scorso dal Perugia, ma ha tantissimo da recriminare. Non solo perché ha sciupato l’iniziale vantaggio siglato da Ardemagni facendosi rimontare da uno Spezia sicuramente più vivace e tonico, ma agevolato oltremodo non solo dall’erroraccio di Radunovic sul momentaneo pareggio di Djokovic, ma anche e soprattutto  da una direzione di gara (l’ennesima in questa stagione…), quella del signor Ghersini di Genova, che ha negato ai biancoverdi almeno due clamorosi e limpidi calci di rigore.

Indisponibili per squalifica Gonzales e Djimsiti, Novellino è costretto a cambiare in difesa e decide anche di apportare qualche modifica al suo credo tattico varando un camaleontico 4-2-3-1 che in fase difensiva diventa un più accorto 4-5-1. Linea difensiva dunque rinnovata con l’esordiente Solerio sulla corsia mancina (senza infamia e senza lode la sua prestazione), Laverone su quella opposta, coppia centrale formata da Jiday e il redivivo Migliorini. In mediana Moretti e Paghera supportati da D’Angelo, Lasik e Verde pronti a dar man forte anche all’unica punta Ardemagni. Di contro uno Spezia a trazione anteriore con un temibile tridente formato da Piccolo, Granoche e Fabbrini.

Primo quarto d’ora di marca spezzina, con le aquile che pressano a tutto campo e schiacciano l’Avellino nella sua trequarti, che da far suo prova a rispondere ripartendo in contropiede. Granoche e Fabbrini mettono i brividi, ma Radunovic fa buona guardia. Al 16esimo un po’ a sorpresa il vantaggio dei lupi: calcio di punizione dalla trequarti, bello schema Paghera-Verde con palla in profondità per D’Angelo che dalla sinistra pennella al centro per lo stacco imperioso di Ardemagni che manda in visibilio i circa 300 supporters biancoverdi accorsi in Liguria.

I padroni di casa non ci stanno e ricominciano ad attaccare a testa bassa trovando il pareggio otto minuti più tardi: tiro dalla distanza senza pretese di Djokovic che Radunovic respinge goffamente, la palla piena di effetto rotola verso la rete e vi entra prima ancora che Granoche possa spingerla in fondo al sacco. Lo squadra di Di Carlo ringalluzzita preme e va vicino al raddoppio al 31esimo con un colpo di testa di Valentini ben smanacciato dal numero 22 biancoverde. Ad un minuto dalla fine della prima frazione di gioco si rivede Ardemagni con una bella girata su imbeccata di D’Angelo fortunosamente respinta da Valentini  a Chichizola battuto.

Novellino nell’intervallo lascia uno spento Verde nello spogliatoio e inserisce Castaldo nella speranza di dare vivacità e intraprendenza al suo attacco. Lo Spezia riparte attaccando a testa bassa e va vicina alla rete per due volte con Piccolo. Poi al 61esimo il primo episodio dubbio: cross di Laverone dalla destra, Valentini tocca di mano impedendo ad Ardemagni di raggiungere la palla, ma il signor Ghersini lascia correre…Al 20esimo seconda sostituzione nelle fila dell’Avellino: out un abulico e compassato Moretti, dentro Omeonga per rinvigorire la mediana. I lupi crescono e sfiorano il vantaggio con una bella rasoiata di destro dal limite dallo slovacco Lasik. Ma sono i liguri a portarsi in vantaggio con il Diablo Granoche che al 69esimo ben imbeccato da Piccolo al centro dell’area insacca di testa. Il tecnico di Montemarano non ci sta a perdere e le prova tutte giocandosi anche la carta Camarà per Lasik: forcing dei lupi, che si scoprono pericolosamente rischiando di capitolare, ma anche di trovare il pari prima con Ardemagni e poi con D’Angelo che spediscono di poco fuori. A cinque minuti dal termine altro episodio dubbio in area: Castaldo prende posizione e viene atterrato da Terzi, Ghersini lascia correre e fa lo stesso quando Ardemagni entra in contatto con Chichizola e Camarà viene ostacolato nel tentativo di riprendere il suo tiro ribattuto. Al terzo minuto di recupero l’episodio più clamoroso: Chichizola in uscita disperata su Ardemagni lo atterra, ma per il fischietto genovese e il suo assistente è tutto regolare.

Vince lo Spezia (prima volta nella sua storia contro gli irpini), recrimina giustamente l’Avellino che se l’è giocata fino in fondo, mostrando quel  carattere e quella grinta che era mancata sette giorni fa, ma ha anche palesato una condizione fisica precaria in alcuni elementi e forse anche un po’ di confusione tattica. Novellino da esperto allenatore qual è, saprà come e dove intervenire per rimettere in carreggiata una squadra che nelle ultime tre uscite ha ottenuto un solo punto,  incassando 8 reti e realizzandone  solo 2. Arbitri a parte, qualcosa si è inceppato… urge correre ai ripari e invertire la rotta già da sabato prossimo quando al Partenio arriverà il tignoso Novara.

Nicola Iannaccone

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"In una serata primaverile di un lontano aprile del XX sec., nasceva nella ridente e verde Avellino, Nicola Iannaccone, per tutti NIKO… l’insegnante precario, l’archeologo fossilizzato, il giornalista sfaccendato, il fotografo movimentato, l’incallito viaggiatore, l’inguaribile sognatore, l’autista impaziente, il calciatore scalciato, il Gascoigne misurato, il tennista smanettato, lo sportivo attapirato, ma soprattutto il tifoso sfegatato. Di chi? Dei lupi biancoverdi ovviamente, che non hai mai tradito, né abbandonato, al punto da aver fatto richiesta per avere residenza e domicilio presso la curva Sud del Partenio!"

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