Will Thomas: dalla George Mason ad Avellino col verde nel cuore

William Benson ThomasContinua la nostra rassegna dei giocatori del roster Sidigas Scandone Avellino. Dopo Daniele Cavaliero, di cui dicemmo un gran bene in tempi non sospetti, ora A? il momento di puntare i riflettori sul pivottone di Baltimora William Benson Thomas. Nato ventisette anni fa, cresce cestisticamente frequentando la Mount Saint Joseph High School prima e il George Mason College poi, dove lascia buonissimi ricordi sia dal punto di vista realizzativo (ottavo point scorer di tutti i tempi) sia dal punto di vista atletico (miglior rimbalzista di tutti i tempi).

Vede il basket che conta calcando il parquet del Verizon Center nella NBA Summer League 2008 con la canotta dei Washington Wizards che lascerA� per intraprendere la carriera europea. Inizia la nuova avventura in Belgio nella squadra di Liegi dove resterA� per 2 anni. Nella stagione 2008/2009, ottiene in campionato 10 punti medi a partita e 8 rimbalzi (4A� rimbalzista del campionato). Nei playoff dello stesso anno conquista il ragguardevole numero di 15.3 rimbalzi a partita. Con il Liegi conquisterA� anche il titolo di MVP del campionato. Grazie a queste statistiche nella stagione 2010/2011 viene acquistato dalla��Oostende, squadra vincitrice di 14 scudetti e altrettante coppe del Belgio.

Terminata la��esperienza in terra belga, si trasferisce alla BC Armia, squadra militante nel massimo campionato georgiano dove incrocerA� la strada di un altro beniamino del basket avellinese, la��ala piccola Jeremy Richardson. In Georgia, oltre ad acquisire il passaporto che gli consentirA� di giocare come comunitario, assieme ai suoi compagni riesce a non perdere un incontro in tutta la regular season. Di lui e di quella��incrocio di destini J.R. dirA�: a�?Sotto canestro sa fare tutto, gioca per la squadra e soprattutto A? un gran combattentea�?.

La scorsa stagione si accasa in Turchia al PA�nar KarAYA�yaka provando a fare il salto di qualitA� in un campionato certamente piA? difficile di quello georgiano. Con il suo team arriverA� quinto in campionato fermandosi alle semifinali dei play off sconfitto con un secco 3-0 dal Galatasaray che poi andrA� a vincere lo scudetto. Pur disputando una stagione di buon livello, non entra in nessuna statistica dei migliori del campionato evidenziando qualche difficoltA� sia a rimbalzo che dal punto di vista realizzativo (56% da due e 18% nei tiri da tre).

Questa estate arriva ad Avellino dopo che, con qualche imbarazzo da parte di tifosi e societA�, almeno due centri targati NBA avevano rifiutato di indossare la maglia biancoverde. Da subito viene messo in discussione e visto come una seconda scelta rispetto alla��impianto di gioco di coach Vitucci. I piA? critici sono i tifosi che lo considerano leggero e non adatto a rivestire il ruolo di pivot nel campionato italiano. Nonostante i tanti detrattori e le voci che lo vogliono vittima sacrificale del primo stop in campionato, dimostra invece di avere una mano dolce sia da due che da tre. La presunta sofferenza dal punto di vista fisico nella��area pitturata viene smentita nella seconda di campionato dove, ricompattato il reparto lunghi con il ritorno di Ivanov, gioca una��ottima partita risultando il miglior realizzatore di Avellino con 20 punti in 28 minuti di utilizzo, conquistando ben 9 rimbalzi.

A nostro avviso e lasciando fuori dalla porta qualsiasi intento polemico, crediamo che un giocatore di tale qualitA� dovrebbe avere maggior rispetto da parte di tutti quelli che, per un motivo o per un altro, seguono la Scandone Avellino. Ea�� intollerabile che dopo 40 minuti un giocatore venga messo in discussione e ancor di piA? che vengano giA� fatti nomi degli eventuali sostituti. Questo pomeriggio (21 ottobre per chi legge nei giorni successivi), il caso ha voluto farcelo incontrare in un centro commerciale della cittA�. Gioia da parte nostra che volevamo complimentarci con lui per la vittoria del giorno prima. Tristezza sul suo viso che ci ha impedito di avvicinarlo. Un omone di oltre due metri che col suo carrello faceva la spesa decidendo, probabilmente, cosa avrebbe cenato la sera. Un omone che potrebbe camminare a testa alta dando il cinque e ricevendo i complimenti di chi lo riconosce e che invece sembrava un orso ferito, se non nel fisico, almeno nella��orgoglio. Ovviamente A? possibile che sia una questione di carattere o ti atteggiamento, che il gigante buono del Maryland abbia sempre quella��aria un poa�� spaesata e un poa�� malinconica. Di certo vorremmo che Avellino e i tifosi si stringessero attorno a lui accogliendolo come merita e dandogli quella approvazione che fino ad ora A? mancata in tutto la��ambiente del basket irpino. Good luck Will, o meglio in bocca al lupo!

Angelo Michele Santoro

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Nato nel lontano 1975, percorro l’Italia in lungo e in largo più della maglia rosa al Giro. Prima Como, poi Avellino, passando per Modena e Novara ma non disdegnando qualche capatina a Roma. Qualcuno dice che io sia leggermente sovrappeso ma è solo invidia. Sport preferiti: basket e sollevamento forchetta che pratico entrambi da amatore con risultati pessimi da una parte e fin troppo buoni dall’altra. Da 15 anni dico tutte le mattine di andare in ufficio dedicandomi in realtà alla mia passione: guardo gli operai dei cantieri in città. Lettore accanito, giornalista, scrittore prolisso e parlatore logorroico, mi riconosco soltanto un grande difetto. Non finisco mai ciò che iniz...

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