WrestleMania XXX, una “visione” lunga trent’anni

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In principio fu una visione. La visione di Vincent Kennedy McMahon, promoter di terza generazione che, rilevata la a�?baraccaa�? dal padre, immaginA? un evento in pay-per-view che andasse oltre i classici confini delle riunioni di wrestling, ma che sapesse mischiare lo sport-entertainment con lo show business, la musica, Hollywood e quanta��altro.

Puntando sulla��hype mediatico della sua stella piA? luminosa, Hulk Hogan, VKM riuscA� a mettere in piedi quel sogno, e lo chiamA? a�?WrestleManiaa�?. Il 31 marzo 1985, dal a�?Madison Square Gardena�� di New York, non solo Tito Santana e AndrA� The Giant, non solo Ricky Steamboat o The Iron Sheik, non solo appunto Hulk Hogan. Ma anche Cyndi Lauper, Liberace, Muhammad AlA� e Mr. T della��A-Team. Che, in coppia con Hogan, vinse il main event, un match di coppia contro a�?Rowdya�? Roddy Piper e a�?Mr. Wonderfula�? Paul Orndorff.

Da quella notte, il wrestling non A? piA? stato lo stesso. Da quella notte, ogni anno lo a�?Showcase of Immortalsa�? A? il massimo appuntamento della��anno a livello globale per lo sport-entertainment.

La seconda edizione si svolge in tre cittA� contemporaneamente (Uniondale, Rosemont e Los Angeles), e nella��incontro principale vede Hulk Hogan difendere con successo il titolo mondiale contro King Kong Bundy dentro una gabbia da��acciaio.

Nella terza, ben 93.173 persone sono assiepate alla��interno del Pontiac Silverdome, di Pontiac in Michigan, per vedere il a�?match del secoloa�?: Hulk Hogan contro AndrA� The Giant. La��eroe in rosso e giallo riesce a sollevare e sbattere a terra il gigante francese, schienandolo e conservando il titolo.

Alla quarta edizione, dal Trump Plaza di Atlantic City, emerge la figura di a�?Macho Mana�? Randy Savage che, grazie alla��aiuto del solito Hogan, conquista il vacante titolo mondiale. Che perderA� poi la��anno successivo, nella stessa location, contro lo stesso Hogan, col quale A? passato da amico ad un odio profondo.

Arriviamo alla WM VI, quella del mitico incontro tra la��Hulkster e Ultimate Warrior, i due principali beniamini del pubblico, uno contro la��altro, col Guerriero a prevalere.

Ma Hogan si rifA� la��anno dopo quando, in piena Guerra del Golfo, in un tripudio di bandiere americane, strappa il titolo a Sgt. Slaughter, il militare USA schieratosi dalla parte di Saddam Hussein.

La��Immortale A? protagonista anche nelle due edizioni successive: nella��ottava, batte Sid Justice e, quando questi viene affiancato da Papa Shango, ecco arrivare Ultimate Warrior a far pulizia sul ring. Nella nona, invece, in pochi secondi stende il gigante giapponese Yokozuna, che poco prima aveva strappato in maniera sporca la cintura a Bret a�?Hitmana�? Hart.

Il leggendario wrestler canadese, preferito di sempre di chi scrive, si vendica della sua nemesi orientale nella��edizione numero dieci, che segna un definitivo cambio generazionale e di stile sul ring.

Negli anni successivi Hart stesso passerA� il testimone a Shawn Michaels (WM XII), che a sua volta lo passerA� a a�?Stone Colda�? Steve Austin (WM XIV, con la��aiuto di Mike Tyson in persona), protagonista poi di grandi battaglie con The Rock (WM XV e XVII). Il quale otterrA� una storica vittoria su Hulk Hogan, in versione a�?Hollywooda�?, nella��edizione numero diciotto, per poi riuscire finalmente a chiudere i conti con Austin in quella successiva.

La ventesima, A? quella dello spettacolare main event a tre che vede protagonisti Triple H (vincitore nel main event della��edizione del 2000), Shawn Michaels (detto a�?Mr. WrestleManiaa�? perchA� quasi sempre il miglior incontro della serata A? il suo) e Chris Benoit, che diverrA� poi un personaggio scomodo per via della tragedia personale che la��ha visto protagonista in negativa.

La��ultimo decennio A? stato soprattutto quello di John Cena, che ha sconfitto tra gli altri Triple H, Shawn Michaels, Batista e persino The Rock. Ma A? stato anche il decennio dei grandi addii: il leggendario a�?Nature Boya�? Ric Flair perde il match-carriera a WM24 contro Michaels che, due anni dopo, ne perde uno con la medesima stipulazione contro The Undertaker. Il quale, tra un main event (con o senza titolo in palio, vedi i match con Edge e Batista, o quelli contro Michaels, Triple H e CM Punk, solo per restare nella��ultimo decennio) e un incontro con un avversario improponibile (Albert, Mark Henry), A? sulla breccia della manifestazione da piA? di venta��anni, con la sua striscia di vittorie che dice 21, al fronte di zero sconfitte.

E arriviamo alla��edizione di questa��anno, la numero trenta. Partita in sordina, e con un pubblico insoddisfatto e piuttosto scettico, ha saputo in veritA� catturare piA? attenzioni di altre edizioni magari partite con maggiori aspettative. E il motivo A? uno e uno soltanto: il destino di Daniel Bryan.

Era dai tempi di Hulk Hogan, che un uomo solo non faceva tanta differenza per la WWE. Per un Steve Austin ca��era un The Rock, per un Bret Hart ca��era uno Shawn Michaels, per un Triple H ca��era un Kurt Angle, per un John Cena ca��era un Randy Orton, e per tutti loro ca��era The Undertaker.

Ora no, ora al popolo del wrestling, al WWE Universe interessa solo e soltanto una cosa: che il ragazzo dal fisico tutta��altro che da gigante, con la barba da caprone e quello a�?Yes!a�? ripetuto fino allo sfinimento per caricarsi, vinca il titolo mondiale nel main event. Hanno fischiato e contestato tutto e tutti, per il loro beniamino, che alla��incontro titolato potrA� arrivarci solo se prima batterA� Triple H, il a�?direttorea�? della compagnia.

Ci riuscirA�? Ancora poche ore e sapremo. Nel frattempo lancio il mio pronostico, dicendo che ci riuscirA�, magari in maniera a�?confusionariaa�?, ma ce la farA�. Altrettanto, penso non riuscirA� nemmeno Brock Lesnar ad interrompere la striscia vincente di The Undertaker. La logica detterebbe il contrario, ma non di sola logica A? fatto questo businessa��

Sono poi certo che Hulk Hogan, da presentatore, metterA� su un gran spettacolo, e penso di non mettere troppo a rischio le mie finanze, scommettendo su una presenza attiva anche di The Rock e Steve Austin.

Penso che AJ Lee perderA� il titolo femminile, ma proprio non saprei a chi potrebbe andare, visto la��incontro a�?opena�? indetto per la categoria.

Cena lo vedo perdente contro il nuovo a�?cattivoa�? del momento, Bray Wyatt, con la sua sgangherata famiglia modello a�?Non aprite quella portaa�?.

I titoli di coppia li vedo ancora alle vite degli Usos, lo Shield lo immagino tutto sommato vincente e non mi sorprenderei se fosse uno tra Sheamus e Cesaro a vincere la battle royal dedicata alla memoria di AndrA� The Giant.

Mi pare di aver detto tutto, non mi resta che augurarvi una buona WrestleMania XXX!

 

Federico Zuliani

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Classe '82, juventino dalla placenta, nonostante la laurea in Scienze Politiche ha ben presto capito che la politica era meglio prenderla in giro che studiarla. Messe quindi da parte le varie ipotesi di riforma del sistema elettorale, ha scelto di dar libero sfogo al proprio umorismo abrasivo col ‘Pagellone’, attraverso cui dà i voti ai protagonisti della politica locale. Del medesimo argomento, di Sport e di tanto altro scrive sul settimanale LegnagoWeek. Collabora inoltre con altre testate cartacee e online, occupandosi di vari temi. Per ovviare allo stress dell’attività giornalistica nell’agone politico, si dedica alla “cultura del cibo”. In seguito a questa passione, ha intrapreso l’attività di food blogger, recensendo ristoranti, discutendo di ricette e litigando coi buchi della cintura. Mangia, prega, ama e impreca a Legnago.

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