Zona Zulie: Al giro di boia sbuca il Napoli

Buon anno e ben ritrovati, care lettrici e cari lettori di a�?Zona Zuliea��!

Iniziamo questo 2016 con la chiusura del girone da��andata che ci regala un Napoli campione da��inverno dopo il rotondo successo per 5 a 1 a Frosinone e la contemporanea sconfitta casalinga della��Inter contro il Sassuolo.

I partenopei offrono una prova suntuosa, che sarebbe semplicistico ascrivere alla caratura della��avversario: il Frosinone non A? una squadra materasso, ha una precisa identitA� di gioco e unitA� di intenti tra spogliatoio, staff tecnico e societA� (cosa che, magari, per un verso o un altro, manca o A? mancata alle dirette concorrenti, vedi i ribaltoni tecnico-societari a Carpi o il a�?lungo esoneroa�� di Mandorlini a Verona).

La squadra di Sarri ha tutti gli uomini giusti al posto giusto (anche se in difesa potrebbe rafforzarsi, dato che specie a livello di centrali non ha esattamente dei a�?topo di gammaa��a��), un allenatore che sa di calcio e lo sa insegnare, e una societA� che a�� indipendentemente dalla simpatia o dalla��antipatia che puA? suscitare il presidente a�� sa il fatto suo, solida.

Cosa che invece non A? la prima caratteristica della��Inter: forse certi allarmismi sulla proprietA� indonesiana sono esagerati, cosA� come le facili sparate contro il DS Ausilio, ma A? innegabile come i nerazzurri siano soprattutto Roberto Mancini, e questo non solo a bordocampo o alla Pinetinaa��

Ma fare il tecnico-manager coi petrodollari di Mansour A? un conto, farlo coi a�?fichi secchia�� di Appiano Gentile A? un altro.

Il a�?Mancioa�� ha potuto operare sul mercato fin dove si poteva arrivare, non ha certo imbarcato flotte di a�?top playera�� o aspiranti tali.

Ma resta il fatto che il a�?gioielloa�� del mercato nerazzurro, Jovetic, si sta rivelando un enigma che tende al flop, nonostante la��exploit iniziale.

Senza parlare del carissimo Kondogbia o della��uomo che forse Mancini ha inseguito piA? di tutti: Felipe Melo. Si dice, anzi, che il brasiliano sia giA� finito nella a�?lista neraa��, vedi Shaqiri la scorsa stagionea��

La��Inter, finora, ha sostanzialmente viaggiato al di sopra delle proprie possibilitA�, contando piA? sulla fortuna che su qualcosa di concreto.

Non a caso, appena ha trovato chi, per un motivo o per un altro avesse la forza necessaria, ha imbarcato.

Con le squadre che le fanno compagnia ai piani alti della classifica non ha vinto uno scontro diretto: pareggio a reti bianche con la Juve (che ai punti avrebbe pure meritato) e sconfitte con Napoli e Fiorentina.

Nei confronti diretti non ha fatto sfaceli nemmeno la Juventus, ma A? anche vero che ha affrontato quasi tutte le big quando era ancora in crisi, inanellando poi 9 vittorie consecutive, che la��hanno portata ad agguantare la��Inter a�� con cui condivide ora il secondo posto a�� portandosi a soli 2 punti dalla vetta.

La��obiettivo, quando la squadra si trovava clamorosamente invischiata a ridosso della zona retrocessione, era quello di stare in zona Champions al termine del girone da��andata, e cosA� A? stato.

Certo, la compagine di Allegri non ha ancora raggiunto la (sua) perfezione, e anche contro uno Sampdoria che comincia a sentire gli effetti della a�?cura Montellaa�� un poa�� ha sofferto.

Ma ora che ha risistemato le cose ed A? ancora pienamente in corsa per tutto, puA? permettersi di ragionare con piA? tranquillitA� avendo praticamente completato la rincorsa, e magari fare un poa�� di turnover, vistosi pochissimo nella necessitA� di una stabilitA� pratica dettata dalla contingenza.

Continua, invece, il momento altalenante della Fiorentina, sfortunata anche nel trovare una Lazio che A? invece in ripresa, e a cui va dato atto di non essere andata nel panico quando le cose andavano male.

Cacciare la��allenatore che a�� senza tante fanfare a�� la stagione scorsa ha portato i biancazzurri ai preliminari di Champions esprimendo anche un gioco apprezzabile sarebbe stato un errore.

Pioli ha dimostrato di saper invertire la rotta e di avere ancora in mano lo spogliatoio, come pure di saper apportare degli accorgimenti invece di impuntarsi sulle proprie convinzioni.

Forse adesso dovrebbe fare lo stesso Paulo Sousa, la cui formula pare essersi un poa�� inceppata, e magari necessiterebbe di una revisione.

La��altra metA� della Capitale A? in subbuglio: la Roma non va oltre il pareggio casalingo contro un Milan non certo in salute, e gli alibi per Garcia cominciano oggettivamente a scarseggiare.

Anche perchA�, a differenza del suo dirimpettaio, lui A? giA� un poa�� che sta dimostrando di non riuscire a dare quel cambio di passo per uscire dalla spirale in cui i giallorossi si sono cacciati.

E certo non giovano le indecisioni societarie, se A? vero (e lo stanno dicendo praticamente tutti) che il presidente Pallotta sarebbe (e non da oggi) orientato per la��esonero del tecnico francese, mentre il duo Baldissoni-Sabatini cerca di traghettare la��ex guida del Lilla fino a giugno.

Probabilmente i due dirigenti italiani preferiscono dare per buttata (anche) questa stagione e scegliere di far partire a giugno un nuovo progetto tecnico con un allenatore scelto in maniera ponderata.

Cosa che cozza con il cambio in corsa ora, dato che tutti i nomi di un certo peso accetterebbero il subentro solo con determinate garanzie per il futuro.

Detta piA? chiaramente: un ritorno di Spalletti con contratto almeno fino al 2017 vorrebbe dire rinunciare sul nascere alla��idea di ingaggiare Antonio Conte o Eusebio Di Francesco.

Gli stessi due nomi sono tra i papabili anche per il Milan dove, se da un lato Mihajlovic appare piA? saldo di Garcia, A? anche vero che qui A? meno problematica la questione del cambio in corsa.

La societA�, infatti, ha in caldo un ruolo da traghettatore per Christian Brocchi, tecnico della Primavera (affiancato eventualmente da Marcello Lippi, che avrebbe poi un ruolo dirigenziale: addirittura in giornata si sono scatenate voci di un incontro tra la��ex CT azzurro e Silvio Berlusconi), per cui a fine stagione non avrebbe eventualmente il problema di trovarsi sul groppone la��ennesimo tecnico a stipendio.

Spendiamo ora un paio di doverose parole di elogio per un paio di a�?piccolea�� che stanno facendo veramente bene: Empoli e Chievo.

Solo le imprese del Sassuolo stanno oscurando (ma nemmeno poi troppo, a dirla tutta), quanto di buono stanno facendo toscani e veronesi.

I quali si stanno certamente prendendo una bella soddisfazione cittadina, viste le disgrazie dei a�?cuginia�� maggiori e snob della��Hellas, che langue in fondo alla classifica ed A? riuscito a perdere (in casa) persino contro un Palermo che giocava contro la��allenatore.

Anzi, stando alle ricostruzioni, di fatto un allenatore i siciliani non ce la��avevano giA� piA?, anche se regolarmente presente in panchina: pare infatti che, dopo esser stato sfiduciato dai senatori della squadra, la formazione la��abbiano di fatto decisa i giocatori in autogestione.

Non a caso, nonostante la vittoria, Ballardini A? saltato: ad interim va in panchina il collaboratore tecnico Fabio Viviani, in attesa che dalla��Argentina sbarchi Guillermo Barros Schelotto, che ha appena lasciato il Lanus.

E passiamo ora al calcio internazionale: Premier League a riposo per lasciar spazio alla FA e Bundesliga ferma come di consueto per la lunga pausa invernale, ci lanciamo direttamente sulla Liga spagnola, dove il Real Madrid ha cambiato allenatore: alla fine Rafa Benitez A? stato esonerato e, al suo posto, A? subentrato Zinedine Zidane (qualcuno dice dopo il rifiuto a tornare di Mourinho).

Zizou ha debuttato benissimo, con un netto 5 a 0 casalingo contro il Deportivo La Coruna, dove hanno brillato soprattutto Bale (tripletta) e Benzema (doppietta e tanto a�?lavoro sporcoa��), ma comunque il neo-tecnico merengue si A? affrettato a sottolineare come ci sia sempre e comunque Cristiano Ronaldo al centro della squadra.

Vince in maniera rotonda anche il Barcellona: 4 a 0 al Granada con tripletta di Messi e ciliegina finale di Neymar.

I catalani rimangono a 2 punti dalla��AtlA�tico Madrid primo in classifica (e vittorioso in trasferta a Vigo contro il Celta per 2 a 0), ma devono ancora recuperare il match saltato per la��impegno nel Mondiale per Club.

In Francia il PSG potrebbe considerare la��ipotesi di far giocare le riserve da qui in avanti, visto che dopo 20 giornate ha ben 20 punti di vantaggio sulla seconda, che A? ancora il comunque sorprendente Angers, che ha battuto 2 a 0 la��altra sorpresa (finora) del torneo, il Caen.

Terzo A? il Monaco, che non va oltre il 2 a 2 casalingo contro la��Ajaccio, mentre producono risultati altalenanti le (piA? o meno) a�?biga�� tradizionali: il Marsiglia fa 0 a 0 in casa col Guingamp, il St. Etienne cade (2 a 1) a Nantes, mentre il Bordeaux va a vincere 1 a 0 a Montpellier e il Lione spazza via per 4 a 1 il Troyes.

Chiudiamo coi premi FIFA, che si stanno assegnando a Zurigo mentre scrivo: la formazione FIFPro a�?#WorldXI, che mette (virtualmente) in campo la squadra dei migliori della��anno vede Neuer (Bayern) in porta; Dani Alves (Barcellona)-Sergio Ramos (Real Madrid)-Thiago Silva (PSG)-Marcelo (Real Madrid) in difesa; Pogba (Juventus)-Modric (Real Madrid)-Iniesta (Barcellona) a centrocampo e il trio dei finalisti del Pallone da��Oro a�� Messi e Neymar del Barcellona e il madridista Cristiano Ronaldo a�� in attacco.

Il Pallone da��Oro 2015 non lo hanno ancora annunciato, ma pare non ci siano dubbi che sia andato a Leo Messi, che lo metterebbe in bacheca per la quinta volta.

E per questa prima edizione del 2016 A? tutto, alla settimana prossima!

Federico Zuliani

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Classe '82, juventino dalla placenta, nonostante la laurea in Scienze Politiche ha ben presto capito che la politica era meglio prenderla in giro che studiarla. Messe quindi da parte le varie ipotesi di riforma del sistema elettorale, ha scelto di dar libero sfogo al proprio umorismo abrasivo col ‘Pagellone’, attraverso cui dà i voti ai protagonisti della politica locale. Del medesimo argomento, di Sport e di tanto altro scrive sul settimanale LegnagoWeek. Collabora inoltre con altre testate cartacee e online, occupandosi di vari temi. Per ovviare allo stress dell’attività giornalistica nell’agone politico, si dedica alla “cultura del cibo”. In seguito a questa passione, ha intrapreso l’attività di food blogger, recensendo ristoranti, discutendo di ricette e litigando coi buchi della cintura. Mangia, prega, ama e impreca a Legnago.

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