Zona Zulie: Annata Scoppiettante

lucas2

Visti in una��ottica da tifosi, i risultati della sesta giornata della��italica Serie A hanno certamente fatto gioire taluni, e incazzare (molti) altri.

Ma, in una visione complessiva, non si puA? che essere contenti di avere finalmente un campionato aperto, dedito alla��incertezza e ai colpi di scena.

E cosA�, se uno scivolone della Juventus campione in carica non fa ormai (tristemente, ahimA?) nemmeno piA? notizia, stavolta A? il clamoroso rovescio casalingo della��Inter capolista a fare rumore.

I nerazzurri, a punteggio pieno fino a ieri sera, sono evaporati tra le mura a�?amichea�� al cospetto di una Fiorentina organizzatissima, brillante e piacevole da vedere. Che, col suo perentorio 4 a 1 agguanta la squadra del Mancio in testa alla classifica, ponendosi ad oggi come vera rivelazione del campionato.

Segno, appunto, della��imprevedibilitA� di questo torneo: la Viola, infatti, non era certo partita coi favori della critica, specializzata o da bar che fosse. La fuga di Salah, la traumatica rottura con Montella, la scelta di un successore a�?enigmaticoa�� a�� Paulo Sousa – (per quelli che il calcio ne straparlano, ovviamentea��) e per giunta dal passato bianconero e un mercato senza particolari squilli (ma, invece, oculato e mirato) avevano fatto storcere la bocca ai piA?.

E invece i gigliati hanno giA� battuto entrambe le milanesi, comandano la classifica e giocano bene. Con un allenatore che ha inoltre saputo valorizzare elementi che con il suo predecessore non avevano convinto del tutto, quanto non addirittura stentato sempre e comunque. Il portoghese ha rivitalizzato Roncaglia, creduto in Vecino dopo la��apprendistato empolese, completato il rilancio di Ilicic e, soprattutto, fatto esplodere il talento di Marcos Alonso. A ciA? vanno aggiunti da un lato non la��aver sminuito il fulcro del gioco di Montella, ossia Borja Valero; e dalla��altro la��aver voluto fortemente il centravanti Kalinic, che con la sua tripletta ha devastato la Benamata.

Ma, oltre agli indubbi meriti di Sousa e della sua Fiorentina, nel 4 a 1 di San Siro vanno messi a�?a verbalea�� pure i demeriti della��Inter, e soprattutto di Roberto Mancini.

La squadra, come ha giustamente fatto notare il mitico Corrado Orrico alla a�?Domenica Sportivaa��, pare essersi un poa�� montata la testa. I successi, invero tutti piuttosto fortunosi, in serie e la contemporanea crisi delle principali rivali hanno forse caricato eccessivamente Icardi e compagni, dando loro la��errata convinzione di essere giA� al a�?livello superiorea��.

Il resto la��ha fatto la��allenatore, con una��inedita difesa a 3, per giunta piuttosto a�?sbilencaa��: comporla infatti con un mediano adattato e un terzino puro non A? stata una genialataa��

Guardiola sarA� pure un modello da imitare, ma il sarto deve anche sapere con che tessuto ha a che farea��

Tanto per intenderci: Santon non A? nA� Lahm nA� Alaba, con tutto il rispettoa��

Ca��A? ora da capire se il crollo contro la Fiorentina porterA� la��Inter a tuffarsi in un sano e rigenerante bagno di umiltA�, o se la��improvvisa perdita di certezze minerA� la soliditA� (almeno apparente) del Biscione.

Ho accennato prima alla��ennesimo rovescio della Vecchia Signora: i bianconeri hanno si perso di misura (2 a 1) su un campo difficile come quello del Napoli, ma A? stata la prestazione della squadra a deludere le speranze anche dei piA? ottimisti.

Ed A? vero che non si puA? sempre attaccare la��allenatore, perA?a��

Premesso che trovo una��idiozia sentenziare, ora, che quanto conquistato la scorsa stagione sia da ascrivere alla a�?mano di Contea�? (perchA� il cambiamento tattico ca��A? stato eccome; perchA� sono quasi spariti i lanci di Bonucci a�� purtroppo tornati in voga questa��annoa�� -; perchA� A? mancato Barzagli quasi tutta la stagione e Pirlo per lunghi tratti; perchA� Allegri non ha mai avuto il Vidal di cui ha potuto godere il proprio predecessore; perchA� a�� di contro a�� Conte non ha mai avuto un Morata), non si puA? non sottolineare che come la��attuale tecnico dei campioni da��Italia appaia in confusione da un lato, e inutilmente incaponito su certe idee dalla��altra.

E se A? vero, come A? vero, che la societA� ha complessivamente portato avanti un mercato schizofrenico, scontentando i desiderata di Allegri, A? altrettanto vero che comunque la qualitA� ca��A? eccome. E, come si diceva prima, un bravo sarto capisce cosa fare in base ai tessuti che haa��

Una squadra tanto rinnovata, dovrebbe aggrapparsi alle poche certezze che le sono rimaste: la��unica cosa che non A? stata toccata in sede di mercato A? stato il pacchetto arretrato titolare.

E allora perchA�, visto anche la��innesto di esterni di ottima qualitA� come Cuadrado e Alex Sandro, non tornare alla difesa a 3, magari dando pure qualche chance a�� visto il logorio di Barzagli e Chiellini, propensi alla��infortunio a�� al finora assurdamente inutilizzato Rugani?

La��ostracismo per Dybala in attacco, poi, ha del sorprendente. A? sacrosanto che un allenatore decida con la sua testa ed abbia le sue idee. Ma ci sarA� un motivo se praticamente chiunque, dal piA? becero dei tifosi ai massimi commentatori, passando per un piccolo e insignificante blogger come il sottoscritto per arrivare fino a�� come trapela a�� alla societA� chiedono un maggior utilizzo del a�?Picciriddua��a��

Che, oltretutto, A? ancora il miglior marcatore bianconero nonostante la��utilizzo col contagocce.

Stando a quanto si legge, il problema sta nel fatto che Allegri lo vede solo come prima punta.

Ma se Morata puA? addirittura, come fatto a Manchester, agire da attaccante esterno, sarA� mica un problema accoppiarlo con la��ex palermitano?!

Tanto piA? adesso che manca per infortunio Mandzukic, che purtroppo la��allenatore a�� per tipica mentalitA� a�?alla��italianaa��, considera indispensabile per il lavoro a�?sporcoa�? che sa fare.

Davvero Morata puA? giocare col croato e non con la��argentino, quando il primo A? certamente piA? staticamente prima punta del secondo? Misteria��

Poi, ovviamente, ca��A? anche la sfortuna dei diversi acciacchi a centrocampo (sicuramente il ritorno di Marchisio e Khedira farA� salire di tono la squadra), dove ca��A? il vero grande mistero a�� ad oggi a�� di questa annata juventina: Paul Pogba.

Un errore caricarlo di responsabilitA� ed assecondarne le voglie di leadership (vedi il concedergli, su sua richiesta, la maglia numero 10): il francese si A? fatto un poa�� troppo superbo nel carattere, rimpicciolendosi perA? in campo.

Si A? messo in testa di essere un trequartista e, benchA� Allegri continui a schierarlo nella vecchia posizione di mezzo sinistro, lui cerca comunque di fare lo Zidane, anche quando non A? previsto.

Risultato? Fa male sia quello, sia nei compiti che sarebbero i suoi.

Ma a chi tocca metterlo in riga?

Diciamo che nella Juve pre-Calciopoli, tra Moggi e Capello gli avrebbero giA� spiegato un paio di cose.

Purtroppo, oggi, a Vinovo mancano la��uno e anche la��altro. In questo si, un Conte avrebbe fatto meglio rispetto al suo successore. E lo dice uno che, notoriamente, il CT azzurro non lo poteva e non lo puA? vederea��

Lo specchio della crisi juventina A? il Napoli, dove la mano della��allenatore si vede eccome: partito balbettando, Sarri ha avuto la��intelligenza di fare delle correzioni. Ecco quindi il passaggio dal 4-3-1-2 al 4-3-3, che riporta ad un ruolo a loro congeniale i vari esterni da��attacco della rosa partenopea (Callejon, Mertens e Insigne, con questa��ultimo intermittente da trequartista e gli altri due poco a loro agio come seconde punte) e lascia piA? spazio negli ultimi venti metri a Higuain, cecchino formidabile. Ecco inoltre la��avvicendamento tra Jorginho e Valdifiori: il primo era considerato quasi un reietto, mentre il secondo A? arrivato questa��estate come proiezione in campo del tecnico. Ma nonostante si tratti di un suo pupillo, Sarri non ha esitato a mettere in panchina la��ex empolese per dar spazio alla��italo-brasiliano, che puA? finalmente giocare nel suo ruolo, dopo che Benitez aveva inutilmente cercato di adattarlo alla sua mediana a due.

Balbetta anche il Milan, sconfitto per 1 a 0 dal Genoa e ancora in fase a�?cantiere apertoa��: Mihajlovic non ha ancora trovato la quadra in mediana e la giusta integrazione tra le sue punte, dove in effetti il trio Bacca-Luiz Adriano-Balotelli appare decisamente male assortito.

Incomprensibile, poi, la��insistenza su De Jong: capito che la��olandese come finto regista non funzionava, il tecnico pur di non rinunciarvi la��ha schierato interno destro, dove ha fatto ancora peggio. Eppure ci sarebbe Poli, di ruoloa��

Sempre in mezzo, continua il mistero Bertolacci: tralasciando la diatriba sul prezzo, A? a livello tattico che qualcosa nella scelta non torna.

Al Genoa, la��ex del vivaio romanista giocava centrocampista centrale, in coppia con un mediano, in una linea a 4. Davvero si A? pensato che la sua propensione alla��inserimento bastasse per farne una perfetta mezzala?!

Spendiamo ora due parole per il Toro, secondo a soli due punti dalla��accoppiata di testa.

Ieri sarA� pure stato fortunato, con quei due legni del Palermo, ma A? anche vero che ha portato a casa una vittoria difesa in 9 contro 11, dimostrando un carattere da piani altia��

In ripresa anche la Lazio, e la cosa non puA? che farmi piacere, vista la stima personale verso il tecnico dei biancocelesti Stefano Pioli.

Il quale, a differenza (almeno ad oggi) di Allegri, ha saputo riprendere le fila di una squadra che sembrava pericolosamente in fase di sbandamento.

A? vero che, rispetto al collega bianconero, non gli hanno smontato il giocattolo, ma A? altresA� vero che il mercato a lui non ha regalato granchA�, se non giocatori poco contenti di essere rimasti, come giA� dicevamo.

Nella Capitale, invece, continua ad essere interlocutoria la stagione della Roma: il 5 a 1 al Carpi, vuoi per la pochezza (con tutto il rispetto) della��avversario, vuoi per gli infortuni (ben 3), non ha regalato quella serenitA� che Garcia va cercando.

In una��annata che appare stortissima per la Juve, questa Roma (seconda nei due anni precedenti e rinforzatasi ulteriormente sul mercato) avrebbe quasi la��obbligo di essere la favorita per lo Scudetto. E proprio questa pressione, in un ambiente peraltro giA� a�?soffocantea��, evidentemente non aiuta una squadra che A? in veritA� partita giA� con diversi problemi. Dalle frizioni tecnico-societA� alla sempre complicata gestione di Totti, la a�?Maggicaa�� ha iniziato questo campionato giA� con una zavorra a�?interiorea�� pesantuccia.

Lasciamo ora la��Italia per andare Oltremanica, dove finalmente (almeno per me che ne sono un acceso simpatizzante) il Manchester United torna in solitaria vetta alla classifica. Era dalla��addio di Ferguson che ai a�?Red Devilsa�� non succedeva, e pare logico che a completare la a�?traversata nel desertoa�� sia stato un altro a�?santonea�� come Van Gaal.

La��olandese, troppo presto criticato, ha invece lavorato bene alla ricostruzione della squadra: il primo anno, nonostante abbia potuto cominciare a lavorare relativamente tardi (dato che con la��Olanda A? arrivato fino in fondo al Mondiale), ha saputo gettare le basi per la ricostruzione, anche a costo di qualche a�?steccaa�� sul mercato (Falcao e Di Maria, per motivi diversi, sono stati dei a�?flopa��), riconquistando subito la zona Champions.

E, soprattutto, usando una stagione a�?interlocutoriaa�� per capire del tutto chi fosse da United e cosa servisse veramente.

Magari poi la��annata finirA� senza aver vinto nulla, dato che alla squadra manca un poa�� di esperienza e una��altra vera stella dopo Rooney, ma sicuramente il potenziale ca��A?, soprattutto in ottica futura.

Il ritorno in vetta della United, poi, ha un sapore ancora piA? dolce, essendo avvenuto ai danni dei a�?cuginia�� del City, in crisi nera dopo essere partiti a razzo. Arrivati al debutto in Champions a punteggio pieno in campionato, hanno dapprima perso in casa contro una Juventus disastrata, per poi incappare in due sconfitte consecutive in Premier, prima di misura a�� sempre in casa a�� contro il West Ham, e poi con un sonoro 1 a 4 incassato sul campo del redivivo Tottenham.

Continua il a�?momento noa�� del Chelsea di Mourinho, a cui evidentemente non A? basta la a�?solitaa�� vittoria contro la��Arsenal per rigenerarsi.

I a�?Bluesa�� hanno a stento strappato un punto a Newcastle, contro la squadra a�� al netto del Chelsea stesso a�� piA? deludente della stagione, rimontando dal 2 a 0.

Si riprende, invece, la��Arsenal stesso, che grazie a una tripletta di Alexis Sanchez batte in trasferta il comunque sempre positivo Leicester di Claudio Ranieri.

Bundesliga di nuovo a tinte bavaresi: il Bayern continua a viaggiare a punteggio pieno e, per il momento, si scrolla di dosso un Borussia Dortmund inceppatosi dopo la partenza a razzo, che la��aveva visto inanellare 5 vittorie su 5 in campionato proprio come la squadra di Guardiola.

I gialloneri, pur avendo dominato la partita, non vanno oltre il 2 a 2 casalingo contro il Darmstadt, e ora sono a -4 dalla vetta.

Terzo posto, un poa�� a sorpresa, per lo Schalke04, a un solo punto dagli storici rivali, e giA� a +4 sul Wolfsburg.

Nella Liga va sorprendentemente al comando, in solitaria, il Villareal, che approfitta dello scialbo 0 a 0 casalingo del Real contro il Malaga, che fa scivolare CR7 (nervosissimo) e compagni al terzo posto, in coabitazione col Celta di Vigo, altra sorpresa stagionale. Che potrebbe addirittura sopravanzare i blancos, dato che il prossimo turno lo vedrA� impegnato in casa contro il Getafe, mentre la squadra di Benitez sarA� impegnata in trasferta nel caldissimo derby con la��AtlA�tico.

Secondo A? il Barcellona, che fatica non poco per sbarazzarsi in casa del Las Palmas ma che, soprattutto, perde Leo Messi per almeno 2 mesi, causa infortunio a un ginocchio.

Turno favorevole al PSG, in Ligue1: i parigini, seppur con qualche affanno iniziale, escono da Nantes con i tre punti, mentre il St. Etienne crolla a sorpresa in casa contro il Nizza, perdendo con un sonoro 4 a 1.

Male tutte le altre tradizionali rivali: il Monaco pareggia 3 a 3 a Guingamp, mentre perdono sia il Lione (1 a 3 a Bordeaux) sia la��Olympique Marsiglia (1 a 2 in casa con la��Angers).

Bene, ora (quasi) tutti di nuovo in campo con la��Europa!

Federico Zuliani

Federico Zuliani

About Federico Zuliani

View all Posts

Classe '82, juventino dalla placenta, nonostante la laurea in Scienze Politiche ha ben presto capito che la politica era meglio prenderla in giro che studiarla. Messe quindi da parte le varie ipotesi di riforma del sistema elettorale, ha scelto di dar libero sfogo al proprio umorismo abrasivo col ‘Pagellone’, attraverso cui dà i voti ai protagonisti della politica locale. Del medesimo argomento, di Sport e di tanto altro scrive sul settimanale LegnagoWeek. Collabora inoltre con altre testate cartacee e online, occupandosi di vari temi. Per ovviare allo stress dell’attività giornalistica nell’agone politico, si dedica alla “cultura del cibo”. In seguito a questa passione, ha intrapreso l’attività di food blogger, recensendo ristoranti, discutendo di ricette e litigando coi buchi della cintura. Mangia, prega, ama e impreca a Legnago.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.