Zona Zulie: Bye bye Mou

Edizione sui generis, questa settimana, per ‘Zona Zulie’.

Innanzitutto usciamo di mercoledì, invece che di martedì, per via dello “spezzatino” che ha visto l’ultimo turno di Serie A completarsi solo nella serata di ieri.
Ma la novità è anche l’apertura non dedicata, come di consueto, al nostro campionato, bensì alla Premier League.

La notizia calcistica della settimana, infatti, è la conclusione del rapporto tra José Mourinho e il Manchester United.
Lo ‘Special One’ non è più il tecnico dei ‘Red Devils’, anche se non è chiaro se si sia trattato di una scelta di comune accordo, di dimissioni o, ipotesi più probabile, di esonero.

Il portoghese conclude dopo due anni e mezzo un’avventura sulla quale, chi scrive, è stato scettico sin da subito, rimanendo della medesima convinzione anche dopo gli iniziali successi dell’ex tecnico interista.
Successi che, peraltro, vanno anche “pesati”: 2 su 3, ad esempio, portano – almeno in parte – il marchio del suo predecessore, Louis Van Gaal, Senza la vittoria della FA Cup da parte di quest’ultimo, Mourinho non si sarebbe giocato né il Community Shield (vinto contro un Leicester che, dopo il clamoroso successo in campionato, non aveva più niente da chiedere), né l’Europa League, peraltro non certo torneo europeo principale.
Tutta sua è la Coppa di Lega, ossia il meno ambito dei trofei inglesi, più utile a poter dire che qualcosa si è comunque vinto che altro…

La verità è che Mourinho e il suo stile nulla hanno e avevano a che fare con la legacy del Manchester United, proprio come era successo a Madrid con il Real (e pazienza se, in fondo, il presidente Florentino Perez con Mou ci si trova alla grande): il tecnico lusitano è più tecnico da underdog, vedi Porto ma anche Inter, o da parvenu arricchiti tipo Chelsea.
Quindi, se proprio, a Manchester si è seduto sulla panchina sbagliata: avrebbe avuto più senso vederlo al City, magari con lil suo arcirivale Guardiola, che guida proprio i ‘Citizens’, sulla panchina che fu di sir Alex Ferguson.

Ciò detto, entriamo nel merito: Mourinho paga, infine, la brutta sconfitta con il Liverpool capolista (3-1), ma anche e soprattutto, come hanno scritto altri commentatori, anche Oltremanica, sconta l’essere diventato la macchietta di se stesso, arroccandosi sulle sue posizioni, tecnico-tattiche e gestionali, convinto di aver trovato LA formula vincente.
Un appunto che, nel mio piccolo, già da tempo faccio risalire al ‘Triplete’: il successo con l’Inter è stato l’apoteosi del “mourinhanesimo”, probabilmente anche per l’interessato. Che, infatti, non ha pressoché più modificato le sue idee, come fatto precedentemente.
Al Porto giocava con il 4-3-1-2, al Chelsea adottò il 4-3-3 e a Milano, dopo vari esperimenti, puntò tutto sul 4-2-3-1. Riproposto, senza soluzione di continuità e in barba alla rosa a disposizione, anche al Real, nell’avventura bis a Stamford Bridge e di fatto anche allo United, dove si è trasformato in 4-3-3 de facto per via di Pogba, che in campo ha giocato comunque da mezzala, nonostante venisse schierato nei 2 della mediana.

Senza sprecare il “solito” Guardiola, guardiamo cosa ha fatto (e fa tuttora) Max Allegri alla Juventus in 4 anni e mezzo: personalmente non mi sono trovato sempre d’accordo con le scelte del tecnico livornese, ma non si può certo dire che non abbia cercato di cambiare, modificare, reinventare, a seconda delle circostanze, delle campagne acquisti, degli infortuni, ecc.

Al posto di Mou arriva, come traghettatore, la vecchia gloria Ole Gunnar Solskjaer, l’eroe della finale di Champions League 1999, con lo United che al 90imo era ancora sotto 1-o contro il Bayern Monaco, e con 2 reti nel recupero trionfò a Barcellona, e fu proprio il norvegese a siglare il gol-vittoria.
In quella stagione, Solskjaer e compagni fecero il ‘Treble’, ossia il ‘Triplete’: ironia della sorte…

L’ex guida del Molde rimarrà alla guida della squadra fino a fine stagione, affiancato da Mike Phelan, già braccio destro di Fergie, e da Carrick e McKenna, già nello staff di Mou.
Poi, a giugno, si vedrà…

Già che stiamo parlando di Inghilterra, vediamo il resto del quadro: del Liverpool primo abbiamo già detto, lo segue sempre a un punto il City che, in un curioso incrocio nordista, ha battuto l’altra squadra di Liverpool, l’Everton, con un altro 3-1.
Il Tottenham si tiene la terza piazza con il minimo sforzo (1-0 in casa contro il Burnley), sempre tallonato dal Chelsea di Sarri, che espugna Brighton (1-2).

E veniamo ora alla Serie A: una Juve un po’ stanca vince, di rigore, il ‘Derby della Mole’ (1-0, trasforma Cristiano Ronaldo), e mantiene le 8 lunghezze di vantaggio sul Napoli, a sua volta costretto agli straordinari per avere la meglio sul Cagliari (0-1 al 91°).
I bianconeri hanno evidente bisogno di tirare il fiato, compreso CR7: l’essersi complicati la vita nel girone di Champions ha costretto Allegri a ridurre il turnover, il resto lo hanno fatto gli infortuni e il “peso specifico” di certi giocatori.
Ma, per fortuna dei bianconeri, la sosta si avvicina…

Torna a vincere, anch’essa di rigore (Icardi), l’Inter, che supera così in casa l’Udinese e può concentrarsi sul rinnovo del suo capitano, viste le intemperanze di Wanda Nara, moglie-manager del giocatore.
Sicuri, in casa nerazzurra, che tenersi a tutti i costi l’argentino sia la scelta più oculata?

Sull’altra sponda dei Navigli, intanto, il Milan non va oltre un pauroso 0-0 in quel di Bologna: la sfida tra ex compagni “traballanti”, Rino Gattuso e Pippo Inzaghi, regala poche emozioni, ma al momento quel punticino andava bene a entrambi.

Nella “zona calda”, spartiscono il bottino SPAL e Chievo (0-0) a Ferrara: per i veronesi è il quinto pari consecutivo. Sicuramente un passo avanti, rispetto alla preoccupante serie di sconfitte precedenti, ma ora ai ‘Mussi Volanti’ necessita vincere…

Stop, invece, per Empoli e Frosinone: i primi cadono nel derby toscano contro la Fiorentina (3-1), mentre i ciociari vengono superati in casa dal Sassuolo.

Bella vittoria della Samp contro il Parma: un 2-0 di un certo peso, visto che il Parma è una delle sorprese di questo campionato.

Stop, invece, per l’altra squadra del capoluogo ligure: il Genoa battaglia, ma alla fine perde 3-2 all’Olimpico contro la Roma, che avvicina così i ‘cugini’ laziali, battuti a Bergamo dall’Atalanta (1-0).

In Germania cade a sorpresa la capolista Borussia Dortmund, che ieri è stata sconfitta 2-1 in casa del Fortuna Dusseldorf.
Ne approfitta il Borussia M’Gladbach, che batte 2-1 il Norimberga e si porta a -6, in attesa del risultato del Bayern, impegnato stasera in casa contro il redivivo Lipsia.

Vincono tutte le big, in Liga: il Barcellona capolista rifila una cinquina (a 0) in trasferta al Levante, mentre il Siviglia secondo (a -3) batte 2-0 in casa il Girona.
Vittorie anche per le madrilene: l’Atlético fatica a Valladolid ma alla fine ha la meglio (2-3), mentre al Real basta il minimo sforzo nel “derby povero” contro il Rayo Vallecano (1-0 al Bernabeu).

Rinvio, in Francia, per il PSG, che non ha quindi giocato la sfida con il Digione, mentre il Lilla si porta a -10 grazie al 3-2 esterno contro il Nimes.
Il Lione strapazza 3-0 il Monaco, mentre finisce 0-0 la sfida tra “nobili appannate” Marsiglia e Bordeaux.

Bene, per via delle festività e del turno nel Boxing Day, ci si rivede giovedì 27 dicembre, intanto Buon Natale a tutti!

Federico Zuliani

About Federico Zuliani

View all Posts

Classe '82, juventino dalla placenta, nonostante la laurea in Scienze Politiche ha ben presto capito che la politica era meglio prenderla in giro che studiarla. Messe quindi da parte le varie ipotesi di riforma del sistema elettorale, ha scelto di dar libero sfogo al proprio umorismo abrasivo col ‘Pagellone’, attraverso cui dà i voti ai protagonisti della politica locale. Del medesimo argomento, di Sport e di tanto altro scrive sul settimanale LegnagoWeek. Collabora inoltre con altre testate cartacee e online, occupandosi di vari temi. Per ovviare allo stress dell’attività giornalistica nell’agone politico, si dedica alla “cultura del cibo”. In seguito a questa passione, ha intrapreso l’attività di food blogger, recensendo ristoranti, discutendo di ricette e litigando coi buchi della cintura. Mangia, prega, ama e impreca a Legnago.