Zona Zulie: Che Signora!

Care amiche e cari amici, per quanto la mia fede bianconera sia nota, cerco comunque di mantenere un certo distacco quando mi accingo a vergare questa rubrica ma, in questo caso, penso sia doveroso da parte mia lasciar scorrere tutta la mia juventinità, dopo il successo di Chiellini e compagni sul Napoli, in quello che nelle ultime stagioni è diventato IL big match per antonomasia del campionato italiano.

La Vecchia Signora si è imposta per 3-1, e per di più in rimonta, sulla compagine partenopea, disputando anche un’ottima prova dal punto di vista del gioco, con in particolare un Cristiano Ronaldo scatenatissimo che, seppur senza trovare la via del gol (per sfortuna o per eccessiva foga), è stato protagonista assoluto, firmando 3 assist su 3 (anche se non tutti voluti…).
A beneficiarne principalmente è stato Mario Mandzukic, che dapprima ha insaccato con un imperioso colpo di testa il perfetto cross del portoghese, e quindi ha ribadito in rete un pallone che il portiere napoletano Ospina aveva deviato sul palo dopo una staffilata di CR7.
A chiudere il cerchio ci ha pensato Bonucci, lesto e deviare in rete un colpo di testa un dell’ex madrileno, non si sa quanto fuori bersaglio rispetto alla porta, o quanto volutamente indirizzato verso i compagni al centro dell’area.

I bianconeri, come si diceva, questa volta hanno anche giocato a calcio, e non semplicemente soverchiato l’avversario grazie alla propria solidità e al livello altissimo dei singoli: con Dybala ottimo nel lavoro di cucitura, Mandzukic impiegato nel suo vero ruolo e Ronaldo finalmente calato nel contesto di squadra, la Juve gira che è una meraviglia, e questa volta Max Allegri si merita i complimenti, come tante volte si è beccato le critiche.

Il Napoli, dal canto suo, non deve certo disperare: ha comunque messo qualche paura ai bianconeri con quel vantaggio iniziale, ed è ancora più “cantiere” di quanto non siano i campioni in carica, che alla fine devono solo far quadrare i giochi con Ronaldo, dato che quello di Bonucci è un ritorno, e che l’addio di Buffon era stato adeguatamente preparato.
Ma, soprattutto, non è cambiato il tecnico, cosa che invece è avvenuta all’ombra del Vesuvio: Ancelotti la quadra non l’ha ancora trovata, ma la squadra comunque gira abbastanza, e non appena l’assetto sarà definitivo (nell’idea, se non negli interpreti, che Carletto pare decisamente più propenso al turnover rispetto al suo predecessore…), ecco che gli azzurri saranno un osso duro per tutti.
E comunque va detto che qualcosa è già cambiato: l’approccio. La polemica, spesso fine a se stessa, di Sarri, ha portato a una squadra psicologicamente non all’altezza del livello top, come si è visto con il crollo di Firenze dopo la vittoria in rimonta della Juve con l’Inter lo scorso anno, solo una settimana dopo lo scontro diretto in cui lo Scudetto sembrava scucito dalle maglie zebrate per opera di Hamsik e soci.
Con Ancelotti c’è più serenità, e questa paga nei momenti che scottano…

L’altro match di rilievo di giornata è stato il derby di Roma, che ha segnato la definitiva uscita dal tunnel dei giallorossi, che si sono imposti per 3-1 sui ‘cugini’.
Bravo Di Francesco a tenere unito il gruppo e a capire che, con la rosa a disposizione, al momento fosse il caso di derogare dal suo abituale 4-3-3: chapeau.

La Lazio, invece, ha qualche problema di continuità, forse dettato dalle troppe tensioni estive, che qualche scoria potrebbero averla lasciata.

E così, intanto, dietro le due ‘regine’ si issa la Fiorentina, dopo un 2-0 foriero di polemiche inflitto all’Atalanta.
Vero, il team arbitrale ha toppato sul rigore che ha portato in vantaggio i toscani, soprattutto nell’inspiegabile scelta di non utilizzare il VAR, ma va detto che comunque i bergamaschi quest’anno sono un po’ altalenanti. Ma ci sta: tra l’immeritata eliminazione europea e i sempre importanti cambiamenti in rosa, può esserci una fase di assestamento. Ma Gasperini è bravo, e saprà aggiustare il suo splendido ‘giocattolo’.

Nel frattempo ringalluzziscono le milanesi: l’Inter si libera senza troppo dannarsi del Cagliari (2-0), mentre il Milan va a vincere in casa di quella che, negli ultimi anni, è stata la sua bestia nera: il Sassuolo.
Un 4-1 ancora più prezioso, se si pensa che i rossoneri erano privi di Higuaìn.

La differenza, tra le due compagini meneghine, è che Spalletti pare aver trovato la ‘sua’ squadra, mentre per Gattuso c’è ancora un po’ di lavoro da fare.

Ridono anche le genovesi: la Samp supera 2-1 la SPAL, piantatasi dopo le prime scoppiettanti giornate mentre il Genoa, dal canto suo, lascia ancora a zero punti il Frosinone imponendosi col medesimo risultato frutto, tanto per cambiare, di un’altra doppietta di Piontek.
Il polacco sta segnando a medie….ronaldiane, e sarà sicuramente uomo mercato l’estate prossima, se non già a gennaio.

Nelle retrovie, ottime vittorie negli scontri diretti per le emiliane Bologna e Parma: i rossoblu si impongono 2-1 sull’Udinese, mentre i ducali battono 1-0 l’Empoli.

Buio profondo, infine, per il Chievo, sconfitto in casa per 1-0 dal Torino: D’Anna a rischio esonero, anche se obiettivamente è difficile dire se un altro allenatore possa far meglio, con il materiale umano a disposizione…

In Inghilterra è di nuovo crisi per il Manchester United, che cade per 3-1 sul campo del West Ham, e vede i cugini del City tornare in testa, con 9 punti di vantaggio. E per Mourinho si fa sempre più dura…
La squadra di Guardiola batte 2-0 il Brighton e si gode il pari nello scontro al vertice tra Chelsea e Liverpool (1-1), agguantando in testa quest’ultimo.
Quarta forza del torneo è ora il Tottenham che, nonostante i numerosi infortuni, vince ad Huddersfield e si mantiene a ridosso del terzetto che la precede.

Momento no, in Bundesliga, per il Bayern Monaco che, dopo il pari interno di settimana scorsa, cade stavolta a Berlino contro l’Herta (2-0), e viene sopravanzato in classifica dal Borussia Dortmund, che va a vincere 4-2 in casa del Bayer Leverkusen.

Giornata interlocutoria, per le big, in Spagna: il Barcellona viene bloccato sull’1-1 casalingo dall’Athletic Bilbao, mentre le madrilene impattano tra loro 0-0 nel derby.
Ad approfittarne è il Siviglia, che vince 3-1 in casa dell’Eibar (ancora in gol l’ex milanista André Silva) sopravanzando in classifica i ‘Colchoneros’, e portandosi a una sola lunghezza dai campioni d’Europa.

In Ligue1 rimane ancora a punteggio pieno il PSG, che vince 3-0 in casa di un Nizza lontano parente di quello dello scorso anno, e con un Mario Balotelli ancora tutt’altro che in forma smagliante.
Ancora male le altre ‘big’: il Marsiglia perde 3-0 a Lilla (padroni di casa ora secondi), e il Monaco cede 2-0 sul campo del St. Etienne, salito al terzo posto con il Montpellier, che ha regolato per 3-0 il Nimes in casa.

E anche per questa settimana abbiamo fatto il nostro, ora spazio agli impegni europei!

Federico Zuliani

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Classe '82, juventino dalla placenta, nonostante la laurea in Scienze Politiche ha ben presto capito che la politica era meglio prenderla in giro che studiarla. Messe quindi da parte le varie ipotesi di riforma del sistema elettorale, ha scelto di dar libero sfogo al proprio umorismo abrasivo col ‘Pagellone’, attraverso cui dà i voti ai protagonisti della politica locale. Del medesimo argomento, di Sport e di tanto altro scrive sul settimanale LegnagoWeek. Collabora inoltre con altre testate cartacee e online, occupandosi di vari temi. Per ovviare allo stress dell’attività giornalistica nell’agone politico, si dedica alla “cultura del cibo”. In seguito a questa passione, ha intrapreso l’attività di food blogger, recensendo ristoranti, discutendo di ricette e litigando coi buchi della cintura. Mangia, prega, ama e impreca a Legnago.

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