Zona Zulie: Il bello del calcio

Il vostro ipercritico commentatore, questa settimana, ha deciso di aprire invece con qualcosa di bello…sorpresi, eh?!

Il bello del calcio è Federico Chiesa che sigla il definitivo 3-0 con cui la Fiorentina riporta con i piedi per terra una fin qui superlativa SPAL, e va ad esultare abbracciando il fratellino Lorenzo, raccattapalle a bordo campo.

Il bello del calcio è il coast-to-coast di Gervinho, che sigilla il 2-0 con cui il Parma si sbarazza del Cagliari, agguantando in classifica l’Inter e addirittura superando il Milan.

Il bello del calcio è il ‘missile terra-aria’ di Rodrigo De Paul, talentino argentino che sta finalmente sbocciando, in una Udinese in cui si pensava che invece sarebbe affondato, visto lo scetticismo che circonda i friulani da quest’estate.
E invece Behrami e compagni stanno facendo meglio delle citate milanesi, ma anche di una Roma sempre più ingarbugliata su se stessa.
A farne le spese (0-2) è un Chievo già malmesso per via della penalizzazione (-3), e che non ha ancora vinto una gara. L’ultima volta di un digiuno così lungo (5 gare), finì con la retrocessione…

Il bello del calcio, infine, sono le lacrime europee di Cristiano Ronaldo, straziato dall’aver – ingiustamente – lasciato in 10 la Juve proprio nella competizione per la quale ha investito su di lui 110 milioni tra cartellino e spese varie, e altri 180 lordi di stipendio per il prossimo triennio.

Ma la Signora ha comunque portato a casa i 3 punti a Valencia, e altrettanto ha fatto domenica a Frosinone, in un assalto a Fort Alamo sbloccato proprio dal portoghese nei minuti finali, e arrotondato poi da un Federico Bernardeschi in stato di grazia.

Nonostante il vergognoso catenaccio frusinate, i bianconeri hanno forse giocato la loro miglior partita stagionale: sarà un caso, ma c’erano in campo Emre Can e Dybala, oltre a CR7 e Pjanic. Il bosniaco, grazie al maggior dinamismo e forza fisica dell’ex Liverpool rispetto al ‘moviolista’ Khedira, ha avuto più possibilità di muoversi e dialogare, tanto che a un certo punto le trame juventine erano un quasi tiki-taka tra lui, l’ex del Real Madrid e ‘La Joya’.
Ne sono stati penalizzati, e non è un caso, Mandzukic (ovviamente titolare anche in questo caso, non sia mai…) e Cuadrado: il primo, giocatore più di lotta che di ‘governo’, è un pesce fuor d’acqua in una Juve che ricama. Il secondo, invece, sconta la sua insipienza tattica, che se a volte lo rende utilissimamente imprevedibile, spesso ne inficia i mezzi tecnici e atletici. Cancelo, al netto delle lacune difensive che ancora mostra, è decisamente più adatto per questo tipo di gioco.
Che però deve essere attuato in tutte le zone del campo: inutile avere dei terzini-ala, se poi il resto della manovra è macchinosa, fumosa, inconcludente.
E non a caso la Juve ha finalmente sfondato il muro eretto da mister Longo con in campo l’ex interista e Bernardeschi: a dimostrazione che il bel gioco alla lunga paga, nonostante quel che dice Allegri.
Anche perché poi, ovviamente, contano anche i giocatori: ma Allegri avrebbe vinto gli ultimi 3 Scudetti con il Napoli di Sarri?
Personalmente ne dubito.
Il combinato disposto di giocatori di alto valore tecnico e bel gioco, invece, è quasi sempre garanzia di successo.
Basta il contropiede del 2-0 a dire tante cose: in bianconero non se ne vedeva uno così dai tempi del gol di Thuram al Milan.
E in campo non c’erano né Mandzukic né Khedira. Provate a pensare, invece, se ci fosse stato anche Douglas Costa

Con le milanesi e la Roma che arrancano, come si diceva prima, ecco venir fuori il Napoli come antagonista dei campioni in carica: tolto lo scivolone con la Samp, i partenopei le hanno vinte tutte, e Carletto Ancelotti sta trovando la quadratura (al netto di un Torino, sconfitto 3-1, decisamente sottotono). Anche se, per tornare al discorso di prima, l’allenatore non basta…

Andiamo ora a dire delle squadre sui cui si è puntato il dito: l’Inter, al meno da un punto di vista caratteriale, appare in ripresa, visto la vittoria in rimonta di coppa e il successo dell’ultimo guizzo contro la Samp, ma pare ancora troppo poco.
Il Milan subisce l’ennesima rimonta, stavolta contro un’Atalanta che pare essersi ripresa dopo l’appannamento post-eliminazione europea: se poi Gasperini tira fuori il 3-3-1-3 di marca ajacide-bielsiana (senza dimenticare il ‘nostro’ Ezio Glerean), siamo all’apoteosi.

La Roma, dopo la ripassata di Champions contro il Real, si scioglie pure contro un finora molto remissivo Bologna: i felsinei si impongono 2-0, mentre Di Francesco si domanda quale dispetto avrà mai fatto a Monchi e/o a Pallotta per vedersi non solo smontata la squadra, ma anche rimontata con ‘pezzi’ poco funzionali al suo credo tattico…

Sull’altra sponda del Tevere, intanto, Simone Inzaghi ringrazia il fratello Pippo per la supremazia cittadina, e si gode i suoi che superano senza particolari affanni il Genoa per 4-1: un plauso al tecnico per la scelta di rinunciare a Luis Alberto, dando fiducia a Caicedo, che ha aperto le marcature.

Un plauso, infine, al Sassuolo, che De Zerbi continua a far giocare bene, e che si impone per 3-1 sull’Empoli.

Crisi finita, in Premier League, per il Manchester United, si diceva. E invece i ‘Red Devils’ non vanno oltre l’1-1 casalingo con il Wolverhampton, e perdono ulteriore terreno dalla capolista Liverpool, ancora a punteggio pieno (6 vittorie su 6, 14 gol fatti e 2 soli subiti) dopo il 3-0 al Southampton, e che stacca il Chelsea, stoppato sullo 0-0 in casa del West Ham.
I ‘Blues’ vengono così raggiunto al secondo posto dal Manchester City, che rifila una cinquina esterna al Cardiff, mentre rallenta ancora ma mantiene la quarta piazza il Watford, dopo l’1-1 in casa del Fulham.

Anche il Germania la capolista è a punteggio pieno: si tratta, ovviamente, del Bayern Monaco, che vince 2-0 in casa dello Schalke04, e si gode il pareggio tra Hoffenheim e Borussia Dortmund (1-1), di cui approfitta anche l’Herta Berlino, che batte 4-2 il Borussia M’Gladbach, e si issa al secondo posto.
I gialloneri, inoltre, vengono agguantati sul gradino più basso del podio dalla Werder Brema, che sbanca 3-2 Augsburg.

Si stoppa, invece, la striscia vincente del Barcellona nella Liga: i blaugrana pareggiano soffrendo 2-2 in casa col Girona, finendo addirittura in svantaggio grazie alla doppietta dell’ex attaccante della Reggina, l’uruguagio Stuani, prima che Piqué rimetta le cose (parzialmente) a posto.
I catalani vengono così raggiunti in vetta dal Real Madrid, che col minimo sforzo (1-0) batte l’Espanyol a ‘Bernabeu’.
Terza piazza per il sorprendente Alavés, che rifila un 5-1 esterno al Rayo Vallecano.
Da segnalare, infine, il tennistico 6-2 con cui il Siviglia vince a Valencia contro il Levante.

In Francia fatica ma vince e rimane saldamente in testa il PSG, andato in svantaggio a Rennes prima di rimontare fino al 3-1 finale.
I parigini, inoltre, possono godere dell’andamento non certo sfavillante delle altre ‘big’: il Monaco non va oltre l’1-1 interno con il Nimes, mentre il Marsiglia cade rovinosamente a Lione per 4-2.
E così ecco che la seconda piazza se la prende il Lille, grazie al 2-1 casalingo contro il Nantes.

Anche per oggi è tutto, ora spazio ai turni infrasettimanali!

Federico Zuliani

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Classe '82, juventino dalla placenta, nonostante la laurea in Scienze Politiche ha ben presto capito che la politica era meglio prenderla in giro che studiarla. Messe quindi da parte le varie ipotesi di riforma del sistema elettorale, ha scelto di dar libero sfogo al proprio umorismo abrasivo col ‘Pagellone’, attraverso cui dà i voti ai protagonisti della politica locale. Del medesimo argomento, di Sport e di tanto altro scrive sul settimanale LegnagoWeek. Collabora inoltre con altre testate cartacee e online, occupandosi di vari temi. Per ovviare allo stress dell’attività giornalistica nell’agone politico, si dedica alla “cultura del cibo”. In seguito a questa passione, ha intrapreso l’attività di food blogger, recensendo ristoranti, discutendo di ricette e litigando coi buchi della cintura. Mangia, prega, ama e impreca a Legnago.