Zona Zulie: Il mercatino delle pulci

Cari pochi ma affezionati lettori di questa rubrica,

Voglio iniziare il numero di questa��oggi scusandomi con voi per avervi lasciato senza la mia fastidiosa compagnia, la scorsa settimana.

Purtroppo, un sovraccarico di attivitA� giornalistiche (e faccende personali) mi hanno di fatto impedito di mettere a�?nero su biancoa�? le mie scemenze calcistiche.

Il ritardo di questa settimana, invece, A? voluto, essendoci stata anche la Coppa Italia.

Anzi, partiamo subito dalla coppa nazionale: innanzitutto per dire che ho orgogliosamente appoggiato, firmandola, la petizione lanciata da UKCalcio.com per riformare il torneo sul modello della��inglese FA Cup (che anche voi potete sottoscrivere, cliccando QUI).

E passiamo ora al campo, come si suol dire. La settimana scorsa abbiamo avuto le prime due semifinaliste: la Lazio ha tolto al Milan anche la��ultimo obiettivo realistico, vincendo 1 a 0 a San Siro e mettendo forse in dubbio come non mai la panchina di Pippo Inzaghi. La��ex superbomber rossonero alla fine la��ha sfangata e, a meno di clamorosi rovesci, dovrebbe riuscire a portare a termine la stagione. DopodichA�, se avrA� conquistato almeno il quinto posto (e in questo spera possano dargli una mano i nuovi acquisti Destro e Cerci davanti, e Paletta dal Parma dietro), che vale la��Europa League, probabilmente (ma non ci metteremmo la mano sul fuoco) sarA� confermato, altrimenti via alla��ennesima rivoluzione.

Nel frattempo in campionato A? tornato a vedere un poa�� di sereno, grazie al 3 a 1 casalingo rifilato al sempre piA? disastrato Parma.

I Ducali, usciti senza demeritare dalla Coppa Italia contro la Juventus (seconda semifinalista, quindi, vincitrice solo per 1 a 0 nel recupero, con la��azione del gol forse viziata da un fuorigioco), durante la sessione di mercato sono stati un vero e proprio porto di mare, a partire dalla��addio che ha fatto piA? rumore, quello di Antonio Cassano. Il barese, stanco dei tira e molla societari su pagamenti e quanta��altro, ha rescisso il contratto, rimettendoci a suo dire quasi 4 milioni di Euro, e senza una vera alternativa in mano. Infatti adesso A? a spasso, anche se ha tempo fino a fine mese per trovare squadra. Si parla di Inter, o di un romantico ritorno al Bari. Difficili, stando alle sue parole di scherno, approdi a�?esoticia�? come gli Emirati Arabi, Dubai o la MLS nordamericana.

Dove A? invece giA� sbarcato un altro ex parmense: Sebastian Giovinco, che ha lasciato la Juve in anticipo sui tempi e si A? giA� accasato al Toronto FC, dove guadagnerA� 6 milioni di Euro netti a stagione piA? bonus.

Un addio controverso, quella tra la a�?Formica Atomicaa�� e la a�?Vecchia Signoraa��: sbolognato in Emilia, la Juventus ha tirato fuori fior di quattrini per riprenderselo, salvo poi non dargli mai una vera chance. Di contro, il ragazzo A? sembrato non volersi mettere fino in fondo in gioco, dando quasi la sensazione di aver mollato, a un certo punto. Peccato, per quello che A? sembrato piA? vicino di tutti, tra i tanti che ca��hanno provato (vedi un altro parmense: Palladino), ad essere il a�?nuovo Del Pieroa�?.

La Juve la��ha rimpiazzato con il ritorno di Matri (e, a proposito di ritorni: stando in tema di asse Parma-Torino, in bianconero si rivede Paolino De Ceglie, altro che meritava di essere trattato meglio, e che auspico possa rimanere definitivamente nella a�?suaa�? squadra, seppur con un ruolo non di primo piano), pupillo di Allegri e attaccante sempre affidabile e di quelli che non rognano se fanno panchina. Non sarA� Van Basten, ma il a�?Mitraa�? il suo la��ha sempre fatto, sia alla Juve, sia nella recente esperienza col Genoa, sia soprattutto a Cagliari, dove era esploso. Ha cannato solo la scorsa stagione, tra Milan e Fiorentina, ma puA? capitare, e magari non era nemmeno tutta colpa suaa��

Nel frattempo la Juve ha tirato il fiato ad Udine, non andando oltre lo 0 a 0 e non riuscendo quindi a sfruttare il primo vero match-ball per a�?ammazzarea�? il campionato, visto il freno a mano tirato che da qualche tempo a questa parte ha la rivale Roma, che perde costantemente terreno nonostante gli aiutini, per i quali Garcia non suona nessun violinoa��

In compenso, qualche tifoso vorrebbe suonarle a lui, vista la crisi della squadra e la��eliminazione dalla Coppa Italia, arrivata con un secco 2 a 0 dalla Fiorentina.

Merito della doppietta di un finalmente ritrovato (pare) Mario Gomez, tornato al gol anche in campionato, dove la Viola (che nella semifinale di coppa affronterA� la��arcinemica Juventus) prova ad insidiare il quarto posto a Sampdoria e Lazio.

I biancocelesti, probabilmente la squadra del momento, non hanno fatto molto mercato, perchA� la squadra ha trovato la sua quadratura grazie al bravo tecnico Pioli, e non aveva bisogno di particolari innesti. Forse qualche seconda linea per allungare la panchina, ma puA? star bene anche cosA�.

Hanno fatto invece una mezza rivoluzioni i doriani: via il capitano Gastaldello in difesa (A? sceso in B, scommettendo sul rilancio in grande stile del Bologna), sostituito con la��argentino Munoz dal Palermo, che farA� tappa sei mesi a Genova, prima di accasarsi a parametro zero al Milan. Via Krsticic in mediana (anche lui al Bologna), e via soprattutto la a�?stellinaa�? della squadra, Manolo Gabbiadini, ceduto al Napoli bisognoso di rimpiazzare il lungodegente Insigne. In luogo della��attaccante di scuola atalantina (e che era per metA� della Juve: secondo me ha fatto male a non puntare su di lui per il futuro) sono arrivati la��eterna promessa Muriel dalla��Udinese e, soprattutto, la��ex a�?tripletistaa�? Etoa��o, reduce da sei mesi non entusiasmanti alla��Everton.

La seconda avventura italiana del camerunense, perA?, non A? iniziata nel migliore dei modi: prima il lungo tira e molla sul suo ingaggio, quindi Mihajlovic che palesa di non essere particolarmente felice dello a�?scambioa�? Gabbiadini-Etoa��o e, infine, il litigio di qualche giorno fa tra lo stesso allenatore e il giocatore, dopo che questi aveva saltato la��allenamento punitivo del pomeriggio, seguito alla��imbarazzante sconfitta per 5 a 1 contro il Torino.

Ferrero ha cercato di fare il colpaccio mediatico, ma rischia di aver rotto un giocattolo che rasentava la perfezione, mettendo in pericolo i sogni europei dei blucerchiati.

Proprio a vantaggio della Fiorentina di cui sopra; che ha si ceduto Cuadrado al Chelsea per oltre 30 milioni, ma ha comunque incamerato il talentino egiziano Salah, e riportato in Italia i a�?cinesia�? Diamanti e Gilardino (che forse non ha scelto benissimo: passi il a�?noa�� al a�?suoa�? Parma, ma forse un pensierino sul Cagliari, dove sarebbe stato titolarissimoa��qui ha davanti Gomez e Babacar, senza contare che prima o poi tornerA� anche a�?Pepitoa�� Rossia��), allungando la rosa e magari riequilibrandosi tatticamente (il colombiano seconda punta era decisamente sprecato).

A Genova, comunque, pare stiano comunque peggio i a�?cuginia�?, che hanno dovuto subire la��ormai tristemente classico smantellamento di gennaio. Via Sturaro (approdato alla Juve con sei mesi da��anticipo), via capitan Antonelli (tornato, finalmente per lui, al Milan), via Matri e Pinilla (alla��Atalanta). A� tornato Marco Borriello dalla Roma, chissA� se anche stavolta saprA� a�?miracolarea�? il a�?Grifonea��.

Non abbiamo ancora parlato di altre due a�?biga�? del campionato, ossia Napoli ed Inter, che oltretutto sono state le ultime protagoniste a�� ieri sera a�� del nostro argomento iniziale, la Coppa Italia.

I partenopei hanno eliminato i milanesi in pieno recupero, grazie al a�?solitoa�? HiguaA�n, sempre piA? bomber di razza, che proprio per questo rischiamo di goderci ancora per poco nella nostra disastrata Serie A.

SarA� un caso, ma la squadra di Benitez ha trovato via del gol, vittoria e qualificazione, dopo la��uscita dal campo di capitan Hamsik, sempre piA? in ombra.

Su di lui temo abbia ragione da vendere il tutta��altro che scemo Mino Raiola: personaggio che (come era per Moggi) puA? non piacere (e infatti a me non piace), ma che sa il fatto suo (si veda la lunga intervista rilasciata alla a�?Gazzetta dello Sporta�� la scorsa settimana).

Lo slovacco dovrebbe cambiare indirizzo: sarebbe un bene sia per lui a�� che troverebbe nuovi stimoli -, sia per la squadra, che non ne sarebbe piA? condizionata tatticamente.

Per i nerazzurri, invece, piA? che di condizionamenti tattici, si potrebbe parlare di quelli a�?psicologicia�?.

Sulla carta, infatti, il mercato ha rinforzato a�� e nel modo giusto a�� la rosa. Anche se forse non si A? calcolato bene tutto: ad esempio il fatto che Podolski e Shaqiri sono si giocatori di talento. Ma che vengono da una stagione di panchina, e quindi magari non in formissima (basta guardare il tedesco, per capirci).

Questo, unito al fatto che la squadra A? nata per giocare – con tutto il rispetto – come il Treviso di Bellotto, avrebbe dovuto condurre Roberto Mancini a a�?piA? miti consiglia�?, invece di pensare di giocare come la��Arsenala��

Il passaggio avrebbe dovuto essere graduale, come ha fatto Allegri alla Juve: sacrosanta la difesa a 4, ma intanto pensare a un rombe in mezzo con le due punte, invece che a quel 4-2-3-1 con dei mezzi trequartisti a fare i mediania��

Di conseguenza, invece di comprare bulimicamente dalla cintola in su, non si poteva pensare a qualcosa per puntellare dietro, dove ci sono due problemoni, ossia che Vidic sta facendo capire perchA� lo United la��ha scaricato e Ranocchia sempre piA? fuso?

Il capitano (a proposito: lui e la fascia al braccio sono come la��acqua e la��olioa��) A? un grande difensore sulla carta. Peccato gli manchino gli attributi agonistici.

Se il suo ex a�?gemelloa�? Bonucci ha fin troppa esuberanza (a volte pensa di essere Beckenbauera��), a lui difetta completamente il carattere. Gli andrebbe affiancato un tipo alla Puyol, spessore internazionale e personalitA� da vendere.

Nulla da aggiungere sul centroclassifica, in fondo a�� dato per spacciato, salvo a�?miracolissimia�? il Parma a�� A? lotta a quattro per due posti, tra Empoli, Cagliari, Chievo e Cesena (mentre dalla��Atalanta in su pare possano respirare, ma senza mollare niente). I romagnoli paiono i meno attrezzati, mentre il Cagliari sul mercato dovrebbe aver fatto le mosse giuste, e puA? contare sulla��entusiasmo a�?territorialea�? di Gianfranco Zola in panchina. La��Empoli A? quella che gioca meglio, ma sfortunatamente non raccoglie quanto semina, mentre il mercato del Chievo direi che non ha spostato di molto gli equilibri. Dovessi fare un pronostico, non scommetterei sulla salvezza dei bianconeri allenati da Mimmo Di Carlo, mentre propendo per una corsa fino alla��ultima giornata tra le altre tre.

Chiuso il lungo percorso sulla nostrana Serie A, trasferiamoci in Inghilterra, dove la settimana scorsa in FA Cup (ecco il fascino di cui sopra) sono finite clamorosamente fuori, eliminate da squadre di serie minori, le prime tre della classifica, ossia Chelsea, Manchester City e Southampton.

Questa��ultimo, che pare un poa�� a�?in riservaa�?, A? stato poi scavalcato in campionato dal Manchester United, la migliore delle a�?biga�? ad essere ancora in gioca nella coppa (dove la��ha sfangata anche la��Arsenal, mentre A? costretto al replay pure il Liverpool), e che nonostante gli alti e bassi potrebbe anche tentare una zampata che avrebbe del clamoroso, visto la partenza da panico della��era Van Gaal.

Forse i a�?Bluesa�� di Mourinho sono difficili da prendere e probabilmente faranno loro il titolo a fine stagione, ma i a�?cuginia�? del City non sono lontanissimi, hanno il piacevole ingombro della Champions League e qualche infortunio di troppo. Riprendersi almeno il dominio cittadino non A? impresa impossibilea��

A� finalmente ripresa la Bundesliga, con la sosta che ha fatto malissimo ai campioni in carica del Bayern Monaco. La squadra di Guardiola ha iniziato il suo 2015 con un sonoro 4 a 1 subito sul campo del Wolfsburg, seguito dalla��1 a 1 casalingo nel turno infrasettimanale di martedA�, contro lo Schalke 04 (che, sullo 0 a 0, si A? pure visto parare un rigore). Fortuna, per i bavaresi, che i a�?Lupia�� targati Volkswagen non hanno saputo dar seguito alla��impresa, impattando 1 a 1 a Francoforte contro la��Eintracht, sennA? avrebbero riaperto il campionato. Che A? sempre piA? un incubo per il Borussia Dortmund, tristemente ultimo in classifica, anche se a soli tre punti dalla salvezza.

In Spagna il canovaccio non cambia: Real Madrid sempre al comando e che, anzi, allunga, dove aver vinto anche nel recupero del match col Siviglia, a�?congelatoa�? per la partecipazione di Cristiano Ronaldo e compagni al Mondiale per Club poi vinto. A proposito: la squadra di Ancelotti ha fatto 6 punti nonostante la��assenza per squalifica del portoghese (che oggi compie trent’anni: tanti auguri!), che tornerA� a�� riposato: ne aveva bisogno a�� per il derby contro la��AtlA�tico, vera bestia nera di Carletto (finale di Champions League a partea��che non A? poco!).

Dietro, il Barcellona fatica non poco a tenere il passo, sudandola fino alla��ultimo in casa col Villareal, contro il quale A? andato sotto due volte. Con lo stesso punteggio il Siviglia aveva superato la��Espanyol, riscavalcando in classifica il Valencia, sconfitto 1 a 0 a MA�laga.

Chiusura per la��avvincente lotta a tre al vertice della Ligue 1: il Lione esce indenne dal a�?Louis IIa�� di Montecarlo, impattando 0 a 0. Ma perde comunque due punti di vantaggio sulle a�?gemellea�? inseguitrici Olympique Marsiglia e PSG, entrambe vincitrici in casa per 1 a 0, rispettivamente contro Stade Rennais ed Evian. Domenica ci sarA� lo scontro diretto tra la capolista e i parigini, cosa di cui potrebbe approfittare la a�?Banda Bielsaa��a��

Siamo arrivati in fondo, appuntamento a settimana prossima!

Federico Zuliani

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Classe '82, juventino dalla placenta, nonostante la laurea in Scienze Politiche ha ben presto capito che la politica era meglio prenderla in giro che studiarla. Messe quindi da parte le varie ipotesi di riforma del sistema elettorale, ha scelto di dar libero sfogo al proprio umorismo abrasivo col ‘Pagellone’, attraverso cui dà i voti ai protagonisti della politica locale. Del medesimo argomento, di Sport e di tanto altro scrive sul settimanale LegnagoWeek. Collabora inoltre con altre testate cartacee e online, occupandosi di vari temi. Per ovviare allo stress dell’attività giornalistica nell’agone politico, si dedica alla “cultura del cibo”. In seguito a questa passione, ha intrapreso l’attività di food blogger, recensendo ristoranti, discutendo di ricette e litigando coi buchi della cintura. Mangia, prega, ama e impreca a Legnago.

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