Zona Zulie: Il risveglio del Diavolo

A? stato un a�?Derby della Maduninaa�� magari non bellissimo, da un punto di vista della��estetica del calcio, ma comunque avvincente e vibrante, nei suoi colpi di scena, nelle sue botte (metaforiche) e nei suoi botti, nella��extra campo e nel dopopartita.

Insomma, chi ha guardato Milan-Inter si A? sostanzialmente divertito. Interisti a partea��

Si, perchA� i nerazzurri sono stati schiantati con un secco 3 a 0 dai a�?cuginia��, mandando sul palo il rigore del possibile 1 a 1, e finendo con un allenatore espulso e impegnato a fare gestacci ai (maleducati) tifosi avversari.

Ma Mancini non A? da mettere sul banco degli imputati nA� per il dito medio A�a 8 tifosiA� nA� per le risposte maleducate a Mikaela Calcagno di Premium Sport (tanto affascinante quanto oggettivamente antipatica e indisponente. E lasciamo perdere le bizzarre teorie che vorrebbero gli allenatori a�� maschi a�� fare i a�?gradassia�� con lei solo perchA� donna. Sesso e sessismo non ca��entrano nulla: A? che lei ha proprio un brutto modo di porsi!), quanto perchA� la sua gestione A? fallimentare.

Ha smontato e rimontato la squadra come e quando ha voluto lui, facendo il mercato in prima persona, degradando il capitano in carica (Ranocchia) in favore della stella a�� o presunta tale a�� della squadra (Icardi), salvo poi gestire malissimo il nuovo leader.

E poi, cambi di formazione e di modulo a non finire, per una��Inter che a girone di ritorno giA� iniziato non ha ancora una��identitA� precisa.

ChissA� dove sarebbe la��Inter ora, senza quella invero fortunosa striscia vincente di inizio stagionea��

Nemmeno il mercato di riparazione pare aver trovato una cura, al club di Thoir: A? arrivata la��ennesima seconda punta, Eder dalla Sampdoria, ma il problema non stava (e non sta) in chi deve fare gol, ma il fatto che nessuno metta gli attaccanti nelle condizioni di farlo, dato che il centrocampo A? decisamente piA? di lotta, che di governo.

Forse che tocchi rimpiangere non la��aver puntato sulla potenziale crescita di Kovacic, invece di gridare al colpaccio per la��esosa cessione al Real Madrid?

Di contro, i rossoneri vedono di colpo aumentare le loro quotazioni nella corsa per il terzo posto, vista appunto la��impasse dei concittadini, le incertezze delle romane e la��involuzione della Fiorentina.

I viola hanno fatto un mercato invernale a�?controversoa��, che ha indispettito Paulo Sousa. Il quale, evidentemente, pensava di poter dettare la linea, come in estate, quando fu ad esempio su suo impulso che la dirigenza puntA? su Kalinic, per la��attacco.

Ma qualcosa deve essere successo, se la societA� ha deciso di muoversi in maniera differente.

Che magari qualche avvisaglia di a�?mancinismoa��, nel tecnico portoghese, abbia indispettito chi di dovere?

O che certe situazioni abbiano instillato dubbi sulla gestione del gruppo da parte del tecnico, vedi ad esempio la��accantonamento di a�?Pepitoa�� Rossi?

E i giovani, teoricamente fiore alla��occhiello della societA� gigliata? A parte Bernardeschi fuori ruolo, non A? che gli altri trovino granchA� spazio. Babacar, che pur quando impegnato i gol li fa, continua ad essere piA? come vice-Kalinic che come suo potenziale partner (un poa�� come capita a Gabbiadini a Napoli), mentre fa storcere il naso che un a�?portierinoa�� molto apprezzato come Lezzerini non possa essere in prospettiva migliore di un Tatarusanu, specie se si pensa che il Milan ha lanciato il ben piA? giovane Donnarumma facendo fuori uno a�� Diego Lopez a�� che ha fatto il titolare al Real Madrida��

Sulla Roma un giudizio piA? chiaro lo si potrA� dare solo tra 3-4 partite, necessarie per capire i reali effetti della cura-Spalletti.

Nel frattempo ca��A? stata una mezza rivoluzione in squadra, tra scelte tecnico-tattiche e mercato, con De Rossi a guidare la difesa a 3, la partenza di Gervinho e gli arrivi di El Shaarawy, Perotti e Zukanovic.

Al contrario, i a�?cuginia�� laziali non hanno fatto praticamente nulla sul mercato, specchio di una societA� che pare in stallo: provare, mettendo finalmente mano al salvadanaio, a fare il salto di qualitA� (trattenendo i migliori e aggiungendo una o due pedini di peso alla��anno per il prossimo triennio), o fare cassa a fine stagione e ripartire con un progetto nuovo?

Mentre le altre si arrovellano tra questo e quel problema, continua la marcia spedita del duo di testa.

Juve e Napoli sono protagoniste di un botta e risposta con 4 gol di scarto, di cui sono vittime loro malgrado Chievo (che ha ceduto Paloschi in Premier League) ed Empoli, due delle sorprese positive di questa stagione.

I bianconeri, in campo alle 12.30, superano momentaneamente i rivali in classifica, sbancando Verona con un 4 a 0 griffato da un ritrovato Morata, alla seconda doppietta nel giro di pochi giorni dopo quella che ha affondato la��Inter in Coppa Italia, e da un Pogba finalmente leader. Oltre ovviamente al solito Dybala, che stavolta non segna ma regala come sempre lampi della sua immensa classe.

Prona la risposta dei partenopei, che col 5 a 1 di Empoli si riprendono la vetta nel giro di qualche ora, col solito gol di Higuain (viaggia alla media di un centro a partita), e un Lorenzo Insigne che pennella punizioni e assist come un certo Diegoa��

SarA� un caso, ma entrambe le squadre non hanno fatto un mercato roboante: il Napoli ha allungato la panchina con Grassi e Regini, mentre la Signora ha pensato direttamente al futuro, bloccando i giovani Mandragora (dal Genoa, ma in presto al Pescara, dove rimarrA� fino a fine stagione) e Sensi (del Cesena: finirA� la stagione coi romagnoli, quindi la prossima sarA� al Sassuolo, con cui i bianconeri hanno operato in sinergia).

Al contrario, mercato decisamente movimentato per le genovesi: la Sampdoria ha ceduto il suo fiore alla��occhiello Eder e pure il suo miglior difensore, Zukanovic. E, probabilmente, solo i malumori del tecnico Montella e della piazza hanno impedito che partisse anche Soriano.

Il Grifone ha dato il lA� al solito viavai di giocatori, e la sensazione A? che il saldo positivo sia solo quello del conto in banca, non certo quello tecnicoa��

Anche se poi, sul campo, i rossoblA? hanno comunque strappato un punto alla Fiorentina (peraltro appannata), mentre i blucerchiati hanno perso 3 a 2 Bologna, che sul mercato aveva giA� fatto molto in estate, e si A? limitato a completare la rosa.

German Denis saluta la��Atalanta col gol che vale la��1 a 1 casalingo contro il Sassuolo: due terzi del tridente argentino dei bergamaschi se na��A? andato, visto che precedentemente anche Maxi Moralez aveva lasciato la Dea. A rimpiazzare il a�?Tanquea�� e il suo a�?gemelloa�� sono arrivati due italiani: Diamanti (ai margini in Inghilterra) e Borriello, uscito presto dal progetto-Carpi. Si spera nella loro voglia di rivalsa: basterA�?

Al momento gli orobici hanno un margine discreto nella a�?zona caldaa��, dato che nessuna delle inseguitrici ha portato a casa i 3 punti.

Il Palermo pareggia 1 a 1 a Carpi, in un match tra due squadre che hanno cambiato molto in corso da��opera: i siciliani soprattutto in panchina (adesso a guidare la squadra A?, formalmente, la��ex bandiera Giovanni Tedesco, che affianca la��argentino Guillermo Barros Schelotto), mentre gli emiliani hanno praticamente disconosciuto il mercato fatto da Sean Sogliano (accasatosi nel frattempo al Genoa) e dato via a una restaurazione, iniziata richiamando in panchina Castori, e riportando poi a casa Poli e Porcari, protagonisti della storica promozione in A.

Buon punto contro la Lazio per la��Udinese, ancha��essa protagonista di un mercato sostanzialmente tranquillo, incentrato quasi esclusivamente sulla cessione degli a�?esuberia��.

Langue in fondo alla classifica, infine, la��Hellas Verona, che ha giA� iniziato a smantellare, segno di una rassegnazione che le parole di Delneri mascherano a fatica.

Via due bandiere come Rafael e Halfredsson, via il gioiellino Sala, rescissioni per Rafa Marquez e Matuzalem.

Si pensa forse giA� al futuro, sebbene qualche ansia sulla situazione societaria ci siaa��

In Inghilterra, Premier League ferma (riprende stasera) per lasciar spazio alla FA Cup, che negli ottavi vedrA� la sfida tra Chelsea e Manchester City.

La squadra dello sceicco Mansour A? stata la protagonista assoluta del botto finale della sessione di mercato, annunciando ufficialmente che dalla prossima stagione la��allenatore sarA� Pep Guardiola.

I tifosi si augurano che la news abbia lo stesso effetto che ebbe 3 anni fa sul Bayern Monaco: dopotutto, i a�?Citizensa�� sono ancora in corsa per tutto, Coppa di Lega compresa, nella cui finale affronteranno il Liverpool. Pellegrini, quindi, potrebbe potenzialmente salutare come fece Heynckes: con 4 trofei vinti, Treble compreso.

 

Per il resto, grandi colpi di mercato non ce ne sono stati: forse la squadra che piA? ha fatto in positivo A? il Newcastle, che ha preso Doumbia (centravanti che i gol non li ha fatti solo alla Romaa��per il resto, un cecchino) e prova a rilanciare Townsend, esterno offensivo che era stata una delle poche cose buone uscite dal Tottenham di Tim Sherwood, ma che si A? poi perso durante la gestione Pochettino (che ha comunque valorizzato diversi altri elementi del vivaio: la��anno scorso ha favorito la��esplosione di Harry Kane, mentre questa��anno ha lanciato Dier e, soprattutto Alli).

 

La��Italia continua a tirare, Oltremanica: lo Swansea, dopo aver scelto Guidolin per la panchina, mette Alberto Paloschi al centro del proprio attacco. Una bella sfida, per il ragazzo cresciuto con la frettolosa etichetta di a�?nuovo Inzaghia��, ma che comunque ha dimostrato di poter essere un giocatore da livelli importanti.

 

 

In Germania sono protagoniste le chiacchiere su un Bayern con problemi di spogliatoio: sarA�, ma intanto in bavaresi continuano a vincere (2 a 0 in casa con la��Hoffenheim, doppietta del solito Lewandowski) e a guidare la classifica con 8 punti di vantaggio sul Borussia Dortmund (che col medesimo risultato si sbarazza della��Ingolstadt, anche qui con una doppietta di un a�?solitoa��: Aubameyang).

 

Staccatissima terza piazza per la��Herta Berlino, che a Brema si fa recuperare 2 gol di vantaggio dal a�?vecchioa�� Claudio Pizarro, per un pirotecnico 3 a 3 con la Werder.

 

Ne approfitta la quarta forza del torneo, il Bayer Leverkusen, che rosicchia 2 punti con un 3 a 0 casalingo rifilato alla��Hannover (e, anche qui, abbiamo una doppietta tutta��altro che inattesa, quella del a�?Chicharitoa�� Hernandez).

 

 

Bel colpo del Barcellona, nella Liga: i blaugrana vincono (2 a 1) lo scontro diretto con la��AtlA�tico Madrid, e lo staccano in testa alla vetta della classifica nonostante una partita in meno, con la concreta possibilitA� quindi di centrare la fuga decisiva.

 

I a�?Colchonerosa��, oltretutto, hanno ora il fiato sul collo dei piA? blasonati concittadini del Real, che seppelliscono con un tennistico 6 a 0 la��Espanyol, portandosi ad un solo punto dal secondo posto.

 

Consolida la quarta piazza il Villareal, che si sbarazza col minimo sforzo del Granada, mantenendo gli 8 punti di vantaggio sul Siviglia (che batte 3 a 1 il Levante, la curi rete della bandiera A? siglata da a�?Pepitoa�� Rossi).

 

 

 

Non ci sono piA? parole, infine, per certificare la chiusura ampiamente anticipata della Ligue1.

 

Il PSG va a vincere anche a St. Etienne (doppietta di Ibra), e allunga a +24 sulla seconda, il Monaco, spazzato via per 3 a 0 sul campo della ritrovata sorpresa Angers, terzo.

 

Al quarto posto il Caen agguanta il Nizza, dopo averlo sconfitto per 2 a 0 in casa, mentre danno un sussulto di vita Bordeaux e Montpellier, con due 4 a 0, rispettivamente in casa col Rennes e in trasferta ad Ajaccio.

 

Il Lione perde a Bastia mentre la��Olympique Marsiglia non va oltre la��1 a 1 casalingo contro il Lille, ma si consola col ritorno del talentino Thauvin, reduce da un mezzo fallimento al Newcastle.

 

 

 

A? tutto anche per questa settimana, ora spazio alla Premier e al turno infrasettimanale della Serie A!

 

 

Federico Zuliani

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Classe '82, juventino dalla placenta, nonostante la laurea in Scienze Politiche ha ben presto capito che la politica era meglio prenderla in giro che studiarla. Messe quindi da parte le varie ipotesi di riforma del sistema elettorale, ha scelto di dar libero sfogo al proprio umorismo abrasivo col ‘Pagellone’, attraverso cui dà i voti ai protagonisti della politica locale. Del medesimo argomento, di Sport e di tanto altro scrive sul settimanale LegnagoWeek. Collabora inoltre con altre testate cartacee e online, occupandosi di vari temi. Per ovviare allo stress dell’attività giornalistica nell’agone politico, si dedica alla “cultura del cibo”. In seguito a questa passione, ha intrapreso l’attività di food blogger, recensendo ristoranti, discutendo di ricette e litigando coi buchi della cintura. Mangia, prega, ama e impreca a Legnago.

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