Zona Zulie: Il risveglio della Signora

Oh, finalmente una��edizione di a�?Zona Zuliea�� non scritta da incazzato, care lettrici (ammesso ce ne siano) e cari lettori (almeno uno, certo, che saluto: ciao Giulio!)a��

Finalmente la mia Juve A? tornata al successo, prima con una matura e convincente prova al debutto stagionale in Champions League (in casa del Manchester City, favorito numero uno del girone) e poi anche in campionato, con un grigio quanto fortunato (e/o fortunoso) 2 a 0 a a�?Marassia�� contro il Genoa.

La buona notizia, oltre al ritorno alla vittoria, sta nel fatto che Allegri pare avere trovato il giusto assetto alla squadra, quantomeno per le circostanze attuali.

Un centrocampo rimaneggiato, la��assenza di un vero trequartista e un Cuadrado cosA� in forma non potevano che far propendere per il 4-3-3, volendo mantenere la difesa a 4.

Qualche dubbio, semmai, A? sulle a�?pedinea�� da inserire in questo schema, anche in una��ottica di provanti impegni ravvicinati.

Ecco dunque perchA� A? legittimo chiedersi il perchA� della riproposizione di Morata quale esterno sinistro da��attacco: lo spagnolo ha giA� ampiamente dimostrato di avere tutte le carte in regola per essere uno tra i migliori a�?9a�� del Mondo, a breve-medio termine.

Ma a parte questo, avendolo sfiancato martedA� in coppa, e considerando che il giocatore era reduce da qualche recente problema fisico, perchA� non lasciarlo riposare, se proprio non si poteva fare a meno di Mandzukic al centro della��attacco?

La��insistenza sul croato, e il conseguente a�?ostracismoa�� verso Dybala e Zaza, iniziano ad essere fastidiosi: il fatto che questa cura abbia funzionato con Morata (che poi voglio vedere se lanciato definitivamente qualche mese prima, non sarebbe stato in grado di imporsi ugualmente), non significa che debba per forza andar bene con altri.

Oltretutto, se per lo spagnolo poteva andar bene il discorso della��ambientamento al campionato italiano, di certo non si puA? usare la stessa teoria per i due giocatori in questione: Zaza A? italiano, nato e cresciuto in Italia, ed ha giocato solo qui. La��argentino, invece, A? nel nostro Paese giA� da tre stagioni, di cui 2 in Serie A.

La stessa obiezione del fitto calendario la si puA? utilizzare anche per il ruolo di terzino sinistro: perchA� ancora Evra, spremuto dal personalissimo derby col City (essendo lui un ex di lungo corso dello United), nel quale peraltro ha spesso arrancato, e non Alex Sandro? Oltretutto il francese non A? certo piA? quello che ha contribuito in maniera determinante agli ultimi successi della��era-Ferguson: A? indubbiamente nella fase calante della sua carriera, e alla Juventus ha portato tanta esperienza e poco altro.

Di contro, il brasiliano A? giovane, forte, giA� affermato a livello internazionale (vista la��ottima Champions giocata col Porto lo scorso anno), ha fatto molto bene col Chievo e, non dimentichiamolo, ha comportato un investimento a�?da titolarea��, dato che si tratta pur sempre di un terzino costato 50 miliardi delle vecchie lirea��

Chiudo questo cahiers de dolA�ances con un tema che chi mi legge abitualmente sa essere ricorrente, ossia quello dei giovani. O, meglio, del loro mancato utilizzo.

Da quando A? sbarcato a Torino, Max Allegri ha iniziato praticamente subito a decantare le doti di Filippo Romagna, attuale capitano della Primavera bianconera. Raffinato quanto moderno regista di centrocampo (un mix tra un Pirlo meno a�?fantasistaa�� ma piA? dinamico, un Marchisio di oggi ma piA? raffinato e un De Rossi dei primi tempi ma meno mediano), convertito poi alla��impostazione in difesa (centrale alla Bonucci piA? che alla Chiellini/Barzagli, per intenderci), e quindi riconvertito alla linea mediana.

Condivido pienamente gli elogi fatti dal mister al ragazzo, peccato non si siano mai tramutati in fatti. A? vero che Romagna lo scorso anno A? stato molto penalizzato da acciacchi fisici vari, ma ciA? non toglie come non sia possibile che non abbia ancora visto il campo con la Prima Squadra.

Ma perchA� cercare soluzioni improbabili alla Padoin, insistere su chi in questo momento non riesce a dare come Sturaro, o affrettare rientri con infortuni annessi come con Marchisio, quando si poteva schierare un giovane della propria cantera che in quel ruolo ci A? nato e ci gioca tuttora?

Un difetto, questo di trascurare i propri giovani, che vale anche per la prima della classe, la��Inter.

La scorsa stagione si A? decantata con troppa fretta la storia del Mancini che crede nel vivaio.

Il a�?Mancioa�� ha fatto giocare qualche ragazzo perchA� la contingenza la��ha costretto a farlo, tra infortuni e giocatori che lui non riteneva adatti. Deriva da ciA? la vetrina concessa a Gnoukouri.

Ma finita la stagione, la��ex manager del Manchester City non ci ha pensato un secondo a farsi una bella risata alla voce programmazione: ha imposto alla societA� di acquistare senza soluzione di continuitA�, prendendo anche due a�?biga�� del centrocampo come Felipe Melo e Kondogbia. Risultato? Gnoukouri non la��ha piA? visto nessunoa��

Classica scelta alla��italiana: si cerca la scorciatoia per vincere, almeno una volta, e poi campare sugli allori di quel successo per un poa��. Poi, al massimo, si fa una��altra mini-rivoluzione e si fa ripartire il giro.

La��idea di costruire una legacy, come fatto dal Manchester United di Ferguson o come si A? visto nella��ultimo decennio a Barcellona non riesce a far presa nel Belpaesea��

Tanto conta solo la classificaa��la quale, dopo 4 giornate, dice che la��Inter A? a punteggio pieno, e pazienza se non ca��A? stata una vittoria che sia stata convincente.

Lo A? stata, invece, quella del ritrovato Napoli, che ha schiantato con un sonoro 5 a 0 una Lazio pallidissima ombra di quella della stagione scorsa.

Strana involuzione, quella della squadra di Pioli: la squadra non ha perso pezzi importanti sul mercato, eppure manca evidentemente qualcosa rispetto alla��anno scorso. Forse qualcuno avrebbe gradito una munifica cessione a club piA? blasonato (tipo Biglia o Felipe Anderson), qualcun altro maggior fiducia (ad esempio un Candreva deluso per la mancata fascia da capitano)a��

Chiara, invece, la��evoluzione dei partenopei: Sarri mette in campo la squadra con caratteristiche piA? adatte ai suoi giocatori, passando dal 4-3-1-2 al 4-3-3, e magicamente Hamsik e compagni ripartono alla grande.

Non ha avuto bisogno di ripartenze il Torino, splendido secondo in solitaria, che con una doppietta di Quagliarella ha avuto la meglio su una Samp che finora aveva fatto benissimo.

Si rifA� dopo il derby perso il Milan, ma quanta fatica per avere la meglio su un Palermo ancora interlocutorio, sconfitto per 3 a 2 solo grazie alla��ormai solito ottimo Bacca.

In Premier League risorge il Chelsea (giA� risollevatosi con una vittoria alla prima europea di mercoledA�), e la fa a�� nemmeno a dirlo a�� contro la��Arsenal di quel Wenger che A? noto essere il piA? acerrimo nemico dello a�?Special Onea��.

Se da un lato devo dire che il portoghese inizia a risultarmi parecchio antipatico (quando, da juventino, ne sono stato un sincero ammiratore negli anni interisti), devo sottolineare ancora una volta come a mio parere la��alsaziano abbia fatto il suo tempo sulla panchina dei a�?Gunnersa��, e non certo da ieria��

Crolla invece a sorpresa il Manchester City, che ha evidentemente pagato il contraccolpo della��ennesimo flop europeo, dato che da squadra a punteggio pieno in Inghilterra affrontava in casa una Juventus in crisi nerissima.

Gli a�?Sky Bluesa�� cedono il passo, anche stavolta in casa, al West Ham. Il quale, se A? vero che A? una delle squadre del momento dopo le vittorie contro Newcastle e in casa del Liverpool, A? pure la squadra che ha preso 4 gol in casa contro il Bournemoutha��

Dello scivolone dei prima della classe, approfittano i a�?cuginia�� dello United: la squadra di Van Gaal, rispetto ai a�?vicini chiassosia�?, non si A? fatta buttar giA? dalla��amaro ritorno in Champions (sconfitta ad Eindhoven contro il PSV, con annesso gravissimo infortunio a Luke Shaw), ed ha saputo avere la meglio in trasferta a Southampton, nonostante le due reti subite (doppietta del a�?nostroa�� Graziano PellA?). Il mattatore, in casa a�?Red Devilsa��, A? il 19enne francese Martial, che dopo il gol al debutto contro il Liverpool, sfodera una doppietta che porta Rooney e compagni a soli 2 punti dalla vetta.

Ancora male il Liverpool, che non va oltre la��1 a 1 casalingo contro il Norwich City, mentre merita un nuovo plauso il Leicester City di Claudio Ranieri, terzo in classifica (a pari merito col succitato West Ham) e capace di rimontare il doppio svantaggio in trasferta a Stoke.

Continua la diarchia Bayern Monaco-Borussia Dortmund in Germania: alla vittoria a tinte bianconere dei bavaresi (nel 3 a 0 esterno al Darmstadt sono andati in rete i due ex juventini Vidal e Coman, oltre a Rode), i gialloneri rispondono strapazzando il Bayer Leverkusen, squadra che fa la Champions League (medesimo il punteggio, casalingo in questo caso). Dietro di loro tiene botta il Wolfsburg, che batte 2 a 0 la��Herta Berlino tra le mura amiche.

Liga spagnola sempre targata Barcellona, che rimane a punteggio pieno dopo il 4 a 1 rifilato al Levante, con Leo Messi che si puA? permettere anche il lusso di sbagliare un rigore.

Il Real non molla la presa, a due lunghezze, anche se lo striminzito 1 a 0 casalingo contro il Granada non ha affatto convinto.

Tutto come prima, infine, nella Ligue1, dove tanto il PSG quanto il Lione vengono fermati sulla��1 a 1 esterno, rispettivamente a Reims e a Marsiglia. Ne approfitta il St. Etienne, che batte in casa per 2 a 0 il Nantes e agguanta al secondo posto Lacazette e compagni.

E anche stavolta A? tutto, buon turno infrasettimanale!

Federico Zuliani

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Classe '82, juventino dalla placenta, nonostante la laurea in Scienze Politiche ha ben presto capito che la politica era meglio prenderla in giro che studiarla. Messe quindi da parte le varie ipotesi di riforma del sistema elettorale, ha scelto di dar libero sfogo al proprio umorismo abrasivo col ‘Pagellone’, attraverso cui dà i voti ai protagonisti della politica locale. Del medesimo argomento, di Sport e di tanto altro scrive sul settimanale LegnagoWeek. Collabora inoltre con altre testate cartacee e online, occupandosi di vari temi. Per ovviare allo stress dell’attività giornalistica nell’agone politico, si dedica alla “cultura del cibo”. In seguito a questa passione, ha intrapreso l’attività di food blogger, recensendo ristoranti, discutendo di ricette e litigando coi buchi della cintura. Mangia, prega, ama e impreca a Legnago.

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