Zona Zulie: Il “settebello” della svolta

Con un rotondissimo sette a zero, la Juventus ha spazzato via un Parma sempre piA? in caduta libera (e il fatto che la��Inter si sia fatta battere dai Ducali dA� da pensarea��) ma, soprattutto, ha dato ufficialmente il via alla��era Allegri.

No, non sono impazzito, lo so ancha��io che la��ex guida del Milan A? sulla panchina bianconera da luglio.

Ma le idee di Allegri sono andate a compimento in questa settimana, tra il sofferto turno di Champions coi greci e appunto ieri col Parma.

Qualcosa si era giA� visto: molti meno lanci (per fortuna) da parte di Bonucci, un centrocampo piA? dinamico rispetto a quello Pirlo-centrico delle ultime tre annate, ma per il resto il solito 3-5-2 sprecone in attacco marchio di fabbrica di Antonio Conte dal girone di ritorno del primo anno fino alle dimissioni di qualche mese fa.

Difesa a 4, centrocampo con un regista a�?di lotta e di governoa�? come Marchisio e due mezzali di sostanza (Romulo, in attesa di Vidal) e talento (Pogba) e un attacco a tre con un trequartista a�?classicoa�? (Pereyra), una seconda punta che balla tra le linee (Tevez) e un centravanti a�?puroa�? (Llorente).

Ovviamente questo Parma era troppo brutto e molle per essere un test attendibile, perA? schierata cosA� la Juve puA? fare il decisivo e atteso salto di qualitA� in ambito europeo.

Con Evra al posto di Padoin e il rientro di Vidal la Juve sarebbe a�� per la sua dimensione a�� pressochA� perfetta. Deve solo aumentare il ritmo, non farsi prendere dalle nostalgie per Pirlo e capire come inserire Morata, che A? evidentemente superiore di Llorente, ma non fa lo stesso a�?gioco sporcoa�? che qui in Italia A? tanto amato.

Ci sarebbe la��ipotesi Tevez trequartista coi due spagnoli in coppia, ma dubito che ci sia questo coraggio nel Belpaese. Forse, con un allenatore stranieroa��

La Roma tiene il passo, con un secco 3 a 0 ad un Torino altrettanto evanescente, ma qualche scricchiolio ca��A?a��vedi il nervosismo di Totti. Inspiegabile, visto che gioca anche troppo: il capitano A? sempre piA? un peso che un valore aggiunto, ma A? intoccabile per questioni ambientalia��e intanto Destro scalpitaa��

Continua la ripresa del Napoli, che ha la meglio (di misura, ma meritava molto di piA?) su una Fiorentina sempre nel limbo: forse, dalle parti del Franchi, a fine stagione sarebbe il caso di pensare a una (mezza) rivoluzione. Peccato, per i partenopei, il ginocchio a pezzi di Insigne, proprio ora che il ragazzo di casa stava trovando la sua dimensione. Ne approfitterA� Mertens: il belga la��hanno scorso A? stato un rivale alla pari con Lorenzino, mentre questa��anno ha trovato poco spazio. Ora il posto A? suo, e vedremo se saprA� sfruttare la��occasione, per quanto infausta.

Cosa che urge senza��altro alla Pinetina: Mazzarri ha avuto tutte le chance possibili, ma A? inutile insistere. Lui A? questo, e questo A? il suo (non)gioco, ca��A? poco da fare.

I nerazzurri non vado oltre un 2 a 2 casalingo contro il Verona (della��interista Mandorlini), che si A? pure mangiato un rigore con Toni.

Pareggio anche per il Milan, che grazie a un rigorino si salva contro la sempre piA? convincente Sampdoria di Mihajlovic. A fine stagione i blucerchiati potrebbero essere saccheggiati, a partire proprio dalla��allenatore, dato in pole position per guidare la��Inter dalla prossima stagione. Ma non vanno persi di vista i vari talenti che compongono la squadra: Okaka e Gabbiadini davanti, Soriano e Obiang in mezzo al campo, De Silvestri e Regini dietro. Ca��A? da vedere cosa vorrA� fare la��istrionico presidente Ferrero, se provare la��ulteriore salto di qualitA� o fare cassa, provando a costruire comunque una squadra competitiva, dando il lA� ad un circolo virtuoso sul modello della��Udinese.

A proposito, anche i friulani continuano a far bene: pare davvero indolore il passaggio da Guidolin e dal 3-5-2 di casa a Stramaccioni e alla difesa a 4. La prova del nove, perA?, sarA� capire se la squadra saprA� organizzare per bene il dopo-Di Natale. Il capitano A? ancora fondamentale, ma fa ombra a un crack potenziale come Muriela��chissA�. Per i bianconeri un ottimo (e fortunato) pareggio con un Palermo piA? bello che concreto. Se i rosanero riuscissero a raccogliere tre quarti di quanto seminano, si giocherebbero la��Europa. Anche perchA� Dybala cresce a vista da��occhio (un vanto per me, che me ne sono calcisticamente innamorato ancora un paio di anni fa).

Cade la Lazio, altra bella sorpresa fino ad ora, che incappa nella giornata no e concede i tre punti alla��Empoli, finora ben al di sopra delle aspettative, e che sta mettendo fieno in cascina in ottica salvezza.

Dove tre punti che valgono sei li fa il Chievo, che batte nello scontro diretto il Cesena, grazie ad una doppietta del redivivo Pellissier.

Continua la��anemia della��Atalanta, che impatta in un bruttissimo 0 a 0 con un Sassuolo un poa�� troppo altalenante per avere delle certezze, nonostante il potenziale, e il fatto che la squadra che si A? salvata lo scorso anno questa��anno A? partita dalla��inizio con tutti gli uomini al posto giusto.

Chiudiamo col Genoa, che rallenta col Cagliari zemaniano nel bene e nel male, come sempre.

In Inghilterra allunga il passo il Chelsea, che si sbarazza di un Liverpool troppo brutto per essere vero, con un Balotelli che se non fosse per i tabloid, nessuno saprebbe che ca��A? (e qualcuno mi deve spiegare perchA� Conte lo convoca, lasciando perA? a casa il suntuoso Gabbiadini della Samp. Ma stiamo parlando della��allenatore che ha scartato Immobile, salvo poi farlo, a furor di popolo, il centravanti della Nazionale).

Mourinho approfitta dello stop del City (2 a 2 sul campo del QPR) e del fatto che le altre a�?biga�? continuano ad avere un andamento altalenante: la��Arsenal perde 2 a 1 con lo Swansea, lo United torna a vincere, ma con un misero 1 a 0 casalingo contro il Crystal Palace.

Tiene botta solo il Southampton della premiata ditta Koeman-PellA�, secondo a quattro punti dai Blues, e con altrettanti punti di vantaggio sui Citizens.

In Germania A? sempre dominio Bayern (4 gol in trasferta a Francoforte), mentre il Borussia Ma��gladbach rallenta perdendo a Dortmund, coi gialloneri che ritrovano la vittoria in una sfida importante, forse centrando la svolta della stagione, e facendo perdere ai rivali il secondo posto in classifica in favore del Wolfsburg, che batte 2 a 0 la��Amburgo.

Seconda vittoria consecutiva per la Werder Brema, cui ha fatto bene il cambio in panchina: 2 a 0 allo Stoccarda.

Inarrestabile la marcia del Real in Liga: da quando Ancelotti ha trovato la quadra, non ce na��A? piA? per nessuno. I a�?Blancosa�? rifilano 5 gol al Rayo Vallecano, mentre il Barcellona fatica a strappare i tre punti alla��Almeria. Rallentano tutte le altre inseguitrici: pareggi per Siviglia (col Levante) e Valencia (con la��Athletic Bilbao), addirittura sconfitto la��Atletico Madrid a San SebastiA�n, sul campo della Real Sociedad.

Chiudiamo come da��uso con la Ligue 1: nel big match al vertice il a�?mioa�? Olympique perde immeritatamente per 2 a 0 al a�?Parco dei Principia�� contro il PSG, ma mantiene comunque la vetta, seppur con un solo punto di vantaggio.

Ne approfitta il Lione, che si porta a due lunghezze dalla vetta battendo il Guingamp per 3 a 1.

Vittorie (esterne, entrambe per 2 a 1) anche per le squadre seguenti, Bordeaux e Nantes, che superano cosA� il St. Etienne, bloccato sulla��1 a 1 dal Monaco che tiene botta, nonostante lo smantellamento di questa��estate.

Ce la��abbiamo fatta anche questa settimana, ora sosta per la Nazionale!

A�

Federico Zuliani

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Classe '82, juventino dalla placenta, nonostante la laurea in Scienze Politiche ha ben presto capito che la politica era meglio prenderla in giro che studiarla. Messe quindi da parte le varie ipotesi di riforma del sistema elettorale, ha scelto di dar libero sfogo al proprio umorismo abrasivo col ‘Pagellone’, attraverso cui dà i voti ai protagonisti della politica locale. Del medesimo argomento, di Sport e di tanto altro scrive sul settimanale LegnagoWeek. Collabora inoltre con altre testate cartacee e online, occupandosi di vari temi. Per ovviare allo stress dell’attività giornalistica nell’agone politico, si dedica alla “cultura del cibo”. In seguito a questa passione, ha intrapreso l’attività di food blogger, recensendo ristoranti, discutendo di ricette e litigando coi buchi della cintura. Mangia, prega, ama e impreca a Legnago.

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