Zona Zulie: …intanto è Serie Show

E’ una Serie A show, quella di questa seconda giornata, tra rimonte, goleade, risultate sorprendenti e gol “d’autore”.

La classifica vede in testa, oltre alle ‘regine’ dello scorso anno Juventus e Napoli, anche la SPAL, brava a sfruttare un calendario non troppo complicato per una squadra salvatasi in volata lo scorso anno.
E, a proposito di salvezza, per i ferraresi questi primi 6 punti su 6 sono importanti non tanto per la momentanea vette (che, certe, fa sicuramente piacere), quanto perché arrivate contro compagini – Bologna e Parma – che molto probabilmente saranno avversarie dirette nei momenti caldi.
Se si aggiunge che si è trattato di due ‘derby’…

E veniamo ora alle altre due capolista, reduci entrambi da vittorie importanti ma – per motivi diversi – con qualche ombra.
La Juventus, alla prima casalinga, batte 2-0 la Lazio ma fanno ancora discutere le scelte di Allegri, che torna al 4-3-3 ed esclude sia Dybala (rimasto in panchina tutto il match) sia Douglas Costa (entrato nella ripresa), scegliendo di affiancare a Cristiano Ronaldo due giocatori fuori dall’11 di Verona, Manduzkic (autore del secondo gol, dopo che la gara era stata sbloccata da Pjanic) e Bernardeschi.

L’idea, probabilmente, è stata quella di vedere come funziona la squadra con CR7 a sinistra, dopo che la prima col Chievo da centravanti lo ha visto poco capito dai compagni.
Il tecnico bianconero ha voluto in qualche modo riproporre una sorta di schieramento in stile Real, restando però a metà del guado per diversi motivi.
Intanto, nell’ultimo Real il portoghese partiva da seconda punta, più che da esterno, con Isco trequartista (e Bale in panchina…). Se poi è vero che anche la squadra di Zidane si distendeva su un 4-4-2 di fatto, vanno anche tenuti in debita considerazione gli interpreti: Bernardeschi può essere l’Isco juventino, ma di certo non è Matuidi il Kroos de’ noantri (il francese ha altre, meravigliose, caratteristiche).
Soprattutto, checché qualcuno insista, Mandukic NON è Benzema: non ha gli stessi piedi, la stessa vocazione al gol né tanto meno quella, fondamentale, al fraseggio.
E, infatti, rete fortunosa a parte (su inciampo di Ronaldo, con portiere a terra e a porta vuota…), il croato ha combinato poco, se non un paio di interventi da ‘stopper d’attacco’ di quelli che fanno esaltare i tifosi per lo ‘spirito da battaglia’, che nell’economia del gioco sono più da squadra di provincia che da aspirante campionessa d’Europa…

Il Napoli, invece, batte in rimonta il Milan 3-2, dopo aver subito un doppio svantaggio casalingo che ha fatto palpitare i tifosi rossoneri.
La squadra di Gattuso, però, si è dimostrata ancora bisognosa di crescere, si è spenta dopo il gol del 2-1, di fatto sparendo dalla tenzone.
I partenopei, invece, hanno fatto valere la superiorità tecnica e anche una maggior esperienza – in questo preciso momento storico – a certe sfide. Esperienza cresciuta in maniera esponenziale con l’arrivo di Carlo Ancelotti (con lui, la scorsa stagione, gli azzurri sarebbero crollati a Firenze dopo la rimonta della Juve sull’Inter?), bravo anche a correggere in corsa la formazione.
Ma quindi meno brava ad azzeccarla inizialmente: bella l’idea di provare Hamsik in regia, ma l’esperimento pare non funzionare.
Più che vedersi costretto a cambiare modulo (anche per far posto a Mertens…ma quel 4-2-3-1 è difficile da reggere tutta la stagione, la Juve 2016-’17 insegna…), forse ‘Carletto’ dovrebbe provare a scegliere un altro interprete, rivoluzionando un po’ la mediana.
Se non si vuole – per diversi fattori – rinunciare ad Hamsik, perché non riproporlo nel classico ruolo di mezzala sinistra, con Zielinski (che merita il posto da titolare, e non solo per la doppietta al ‘Diavolo’) sul lato opposto e Allan in mezzo?
Oppure rischiare il sacrificio del capitano per lanciare definitivamente lo scalpitante Diawara.

Nel frattempo è quasi-crisi all’Inter che, dopo lo scivolone col Sassuolo, si fa rimontare due reti da un Torino che pare davvero attrezzato per tentare di guadagnarsi una qualificazione europea.
Spalletti deve trovare con un’urgenza la quadratura, nella speranza che Nainggolan sia davvero il taumaturgo dei nerazzurri, altrimenti sarà una stagione complicata.

Tornando a parlare di aspiranti europee, pare che anche quest’anno l’Atalanta possa dire la sua, dopo il bel 3-3 dell’Olimpico contro la Roma.
La squadra di Gasperini si è portata addirittura sull’1-3, prima di cedere nel finale, ma va detto che il tutto è avvenuto con una squadra abbastanza diversa da quella titolare, e dove spiccava l’assenza della stella orobica ‘Papu’ Gomez.
In compenso si è subito messo in mostra il suo connazionale Emiliano Rigoni, autore di una doppietta.

Per i giallorossi ancora qualche problema nel trovare il migliore assetto, con Pastore che segna un fantastico gol di tacco ma fatica ancora a trovare la sua dimensione in questa Roma.
Ma Di Francesco è tecnico capace, e saprà sistemare al meglio i suoi.

Punta all’Europa anche la Fiorentina, maturata e rinforzata, e che spazza via il Chievo con un tennistico 6-1 che potrebbe essere preoccupante per i ‘Mussi Volanti’.
Se infatti, come comprensibile, contro la Juve la squadra ha giocato al di sopra delle proprie effettive forze (complice anche il rodaggio non ancora ultimato degli avversari), i tifosi gialloblu devono assolutamente sperare che la loro ‘vera squadra’ non sia assolutamente quella vista al ‘Franchi’…

Giornata a tinte alterne per le genovesi, al debutto dopo lo stop della scorsa settimana in rispetto di quanto accaduto con il Ponte Morandi.
Il Genoa vince in casa 2-1 contro un Empoli superiore ma sfortunatissimo, mentre la Samp cade a Udine (1-0). I friulani, partiti tra lo scetticismo generale, hanno finora fatto bene, rimontando 2 gol di svantaggio a Parma e vincendo al debutto casalingo.
Certo, questa Samp molto rinnovata e senza il centravanti ‘vero’ che ci si aspettava…

Bel 2-2 tra Cagliari e Sassuolo, con gli emiliani che pareggiano addirittura al 99′, dopo un rigore arrivato solo tramite VAR.
Scialbo, invece, lo 0-0 tra Frosinone e Bologna.

Continua il momento super buio del Manchester United in Premier League: i ‘Red Devils’ subiscono un rovinoso 3-0 casalingo contro il Tottenham, con Mourinho che già comincia a sclerare in conferenza stampa.
Nel frattempo rallentano i ‘cugini’ del City, bloccati sul campo del Wolverhampton: finisce 1-1 dopo che i padroni di casa erano andati in vantaggio con un gol di mano.
E così in testa a punteggio pieno rimane il quartetto formato proprio dal Tottenham e da Liverpool, Chelsea e Watford.
I ‘Reds’ battono l’ostico Brighton (settimana scorsa ha fatto fuori lo United…) grazie al ‘solito’ Salah, mentre la squadra di Sarri va a vincere 2-1 a Newcastle nel ‘derby napoletano’ con Rafa Benitez.
La sorpresa Watford, infine, batte il Crystal Palace grazie ai gol ‘italiani’ di Pereyra (ex Udinese e Juve) e Holebas (Roma).

E’ partita anche la Bundesliga, con il Bayern che inizia subito alla grande battendo 3-1 quell’Hoffenheim che lo scorso anno ha stupito tutti.
In una prima giornata di scontri diretti è però il Borussia Dortmund a fare il boom, con il 4-1 al Lipsia.
Male, invece, lo Schalke04, che cade a Wolfsburg 2-1.

In Spagna è già diarchia Real-Barca, uniche a punteggio pieno: i madrileni vincono 4-1 a Girona grazie a un Bale in grande spolvero, mentre i catalani passano a Valladolid grazie alla rete di un ritrovato Ousmane Dembele.
L’Atlético supera il Rayo Vallecano nel ‘derbino’ (a segno Griezmann), mentre Siviglia e Villareal impattano 0-0.

C’è un’accoppiata in vetta anche in Francia: e, se è prevedibile che una delle due ‘regine’ sia il PSG (3-1 interno all’Angers, con a segno tutti e tre i ‘big’), sorprende la seconda. Si tratta del Digione, che dopo aver vinto a Montepellier e in casa col Nantes, sbanca con un pirotecnico 4-0 Nizza.
Terza forza, al momento, il Lille dopo il 3-0 al Guingamp, mentre va segnalata la rete del ‘nostro’ Pietro Pellegri con la maglia del Monaco, nella sconfitta dei monegaschi a Bordeaux (2-1).

E anche il secondo numero è andato…

Federico Zuliani

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Classe '82, juventino dalla placenta, nonostante la laurea in Scienze Politiche ha ben presto capito che la politica era meglio prenderla in giro che studiarla. Messe quindi da parte le varie ipotesi di riforma del sistema elettorale, ha scelto di dar libero sfogo al proprio umorismo abrasivo col ‘Pagellone’, attraverso cui dà i voti ai protagonisti della politica locale. Del medesimo argomento, di Sport e di tanto altro scrive sul settimanale LegnagoWeek. Collabora inoltre con altre testate cartacee e online, occupandosi di vari temi. Per ovviare allo stress dell’attività giornalistica nell’agone politico, si dedica alla “cultura del cibo”. In seguito a questa passione, ha intrapreso l’attività di food blogger, recensendo ristoranti, discutendo di ricette e litigando coi buchi della cintura. Mangia, prega, ama e impreca a Legnago.