Zona Zulie: MI7O!

Adesso è ufficiale: la Juventus conquista il suo settimo Scudetto consecutivo, il numero 34/36/38 (a seconda della sensibilità/contabilità di ognuno) dei suoi 120 anni di storia.
Lo fa con uno 0-0 all’Olimpico contro la Roma, vanificando la vittoria del Napoli per 2-0 a Genova con la Sampdoria (che così dice addio alle proprie speranze di qualificazione in Europa League), nello stesso stadio dove qualche giorno prima ha alzato la sua quarta Coppa Italia consecutiva (13ima in totale), spazzando via con un roboante 4-0 il Milan.

Per Max Allegri è il quarto double su altrettanti tentativi: non c’è riuscito nessun altro nella storia dei 5 principali campionati europei.
Qualcosa vorrà pur dire, per quanto il tecnico livornese non abbia sempre fatto tutto giusto, e chi scrive non gli abbia mai lesinato critiche.
Ma è altrettanto vero che, da queste pagine, lo si è sempre considerato superiore al suo predecessore, e a dimostrarlo – oltre ai diversi cammini europei – è proprio il titolo appena conquistato.
Infatti, era probabilmente dal primo Scudetto di questo ciclo, che la Juventus non doveva davvero giocarsela, la vittoria finale: allora era il Milan campione in carica guidato proprio da Allegri, a contendersi coi bianconeri di Antonio Conte il successo.
Poi sono seguiti anni ‘in carrozza’, come dimostrano i 101 punti di Conte stesso, o il secondo titolo firmato Allegri, con la squadra che in due mesi è passata da 14ima a prima, vincendo poi sul velluto.

Lo scorso anno a tenere un po’ vivo il tutto furono le fatiche juventine di coppa, più che i contendenti, mentre quest’anno il Napoli c’è andato davvero vicino, e bisogna tributargli i giusti onori, nonostante i bla bla bla di tecnico e presidente.
Che dovrebbero ricordarsi, specialmente il primo, che è uscito ‘di proposito’ dalla Champions League prima e dall’Europa League poi, per giocarsi tutto in campionato.
Però, sul più bello, la mentalità ha fatto la differenza e la Juve ce l’ha (tranne in Champions…).

Il passaggio dalla leggenda al mito segna la fine di un ciclo? Chi può dirlo.
In fondo, Gigi Buffon non ha ancora ufficializzato il ritiro, Chiellini e Barzagli hanno rinnovato i contratti in scadenza (a breve l’annuncio), Marchisio potrebbe restare nonostante i pochissimi spazi (ingiustamente) lui concessi.
E, soprattutto, Allegri ha fatto intendere come sia più facile una sua permanenza che un suo addio.

Magari la voglia di provare finalmente ad alzare quella ‘maledetta’ coppa terrà tutti (o quasi) ancora insieme almeno un altro anno…

Deciso lo Scudetto, rimane aperta la lotta per l’ultimo posto in Champions League, dato che il terzo è già della Roma: e questo indipendentemente dal punto fatto con la Juve, perché l’improvvida caduta interna dell’Inter contro un Sassuolo già salvo (1-2) aveva già garantito la qualificazione ai giallorossi, complicando terribilmente, invece, quella dei nerazzurri.
Che sono rimasti in gioco solo perché la Lazio non è andata oltre il 2-2 (e in rimonta, per giunta), contro il pericolante Crotone del vecchio cuore nerazzurro Walter Zenga, e quindi il tutto si deciderà nello scontro diretto tra ‘aquile’ e ‘biscioni’, domenica all’Olimpico.

Il Milan, invece, dopo la scoppola di Coppa Italia, si è assicurato la qualificazione in Europa League pareggiando 1-1 con l’Atalanta, grazie alla sorprendente caduta interna (0-1) della Fiorentina contro un Cagliari che sembrava ormai spacciato.
E proprio tra queste 3 squadre, Milan, Atalanta e Fiorentina, si giocherà tutto all’ultima giornata: i rossoneri, infatti, hanno solo la certezza di aver raggiunto almeno i preliminari, ma per la qualificazione diretta devono rimanere davanti ai bergamaschi. Che, a loro volta, non hanno ancora la certezza assoluta di aver agguantato almeno quelli, dato che la Fiorentina è a -3 e gli scontri diretti sono pari (doppio 1-1). Certo, la ‘banda Gasperini‘ ha una miglior differenza reti, e la Viola dovrà vedersela proprio contro il Diavolo di Rino Gattuso, mentre gli orobici faranno visita proprio al Cagliari, in lotta per la salvezza.

Traguardo, quest’ultimo, che ha conquistato matematicamente il Bologna, nonostante la sconfitta interna (1-2) contro il Chievo, che adesso si giocherà la permanenza in Serie A in casa contro il Benevento, contro il quale basta un punto.
Coi felsinei, invece, se la vedrà l’Udinese, che ha vinto a Verona contro il già retrocesso Hellas (0-1), tornando padrona del proprio destino.
Stessa situazione per la SPAL che, dopo essersi ‘suicidata’ a Torino con i granata (sconfitta in rimonta 2-1 contro una squadra in teoria già in vacanza), ha comunque una chance sulla carta alla portata, in casa contro una Samp senza più ambizioni.

Chi rischia più di tutti è il Crotone: deve andare a vincere a Napoli e sperare nelle disgrazie altrui…

Si è chiusa la Premier League inglese, con il Manchester City che tocca quota 100 punti vincendo a Southampton per 0-1, stabilendo il nuovo record del torneo.
Secondi i ‘cugini’ dello United, che si preparano alla finale di FA Cup battendo il Watford in casa 1-0.
L’altra finalista della coppa nazionale è il Chelsea, che fallisce la qualificazione alla Champions League: il Liverpool, quarto, vince 4-0 in casa col Brighton, e comunque i Blues cadono con un rovinoso 3-0 in quel di Newcastle.
Terza pizza per il Tottenham, dopo un rocambolesco 5-4 interno contro il Leicester.
Europa League diretta, oltre che per la squadra di Antonio Conte, anche per l’Arsenal, mentre ai preliminari andrà il sorprendente Burnley. Retrocedono in Championship, invece, Swansea, Stoke City e WBA.

Chiude i battenti anche la Bundesliga, con il Bayern che, con la testa alla finale di Coppa di Germania, cede in casa per 4-1 contro lo Stoccarda.
Dopo lo Schalke04 secondo (chiude la stagione con l’1-0 all’Eintracht Francoforte), la volata per il gradino più basso del podio si conclude con 3 squadre a quota 55. La medaglia di bronzo, però, la conquista l’Hoffenheim, che nello scontro diretto piega 3-1 il Borussia Dortmund. I gialloneri, però, si qualificano ugualmente per la Champions League nonostante il 3-2 del Bayer Leverkusen all’Hannover, avendo gli scontri diretti a favore contro le ‘Aspirine’, che vanno così in Europa League, per la quale il Lipsia dovrà passare dai preliminari.
Retrocedono Colonia e Amburgo, per la prima volta nella sua storia, mentre il Wolfsburg farà i play-out.

In Spagna, archiviata la pratica titolo, il Barcellona perde l’imbattibilità dopo uno spettacolare 5-4 incassato sul campo del Levante.
La piazza d’onore, invece, le madrilene se la giocheranno all’ultima giornata: con gli scontri diretti in parità e una differenza reti nettamente migliore per il Real attualmente terzo, all’Atlético basterà un pari in casa con l’Eibar, dopo la vittoria in casa del Getafe (0-1).
Senza dimenticare che i ‘blancos’ avranno la testa alla finale di Champions League, per preparare la quale, peraltro, hanno strapazzato con un tennistico 6-0 il Celta Vigo pur applicando una buona dose di turnover.
Il Valencia, intanto, consolida il già certo quarto posto con lo 0-1 di Girona.

Ancora un turno anche in Ligue1, dove un PSG ormai in vacanza cada in casa per 2-0 contro il Rennes, e si gode da spettatore la lotta per il secondo posto.
Che è stato riacciuffato dal Monaco, vincente per 1-0 nel Principato contro il St. Etienne, e aiutato dagli stop delle dirette concorrenti: il Marsiglia fa 3-3 a Guingamp, il Lione addirittura perde a Strasburgo (3-2).
L’OM deve così dire addio alla piazza d’onore, visto che al massimo può agguantare i monegaschi ma ha gli scontri diretti a sfavore, e inoltre ha la testa alla finale di Europa League.
Doppietta e un assist, infine, per Mario Balotelli, nel 4-1 del ‘suo’ Nizza al Caen.

E anche il penultimo appuntamento di questa annata di ‘Zona Zulie’ si chiude, ci si legge la settimana prossima per gli ultimi verdetti e i saluti!

Federico Zuliani

About Federico Zuliani

View all Posts

Classe '82, juventino dalla placenta, nonostante la laurea in Scienze Politiche ha ben presto capito che la politica era meglio prenderla in giro che studiarla. Messe quindi da parte le varie ipotesi di riforma del sistema elettorale, ha scelto di dar libero sfogo al proprio umorismo abrasivo col ‘Pagellone’, attraverso cui dà i voti ai protagonisti della politica locale. Del medesimo argomento, di Sport e di tanto altro scrive sul settimanale LegnagoWeek. Collabora inoltre con altre testate cartacee e online, occupandosi di vari temi. Per ovviare allo stress dell’attività giornalistica nell’agone politico, si dedica alla “cultura del cibo”. In seguito a questa passione, ha intrapreso l’attività di food blogger, recensendo ristoranti, discutendo di ricette e litigando coi buchi della cintura. Mangia, prega, ama e impreca a Legnago.