Zona Zulie: New Year’s Fest Edition

Buon anno a tutti, fedeli seguaci di ‘Zona Zulie’, che sia per tutti noi un 2018 di soddisfazioni.

Niente sosta per le festività, quest’anno, in Serie A, e quindi nemmeno questa rubrica – come è stato per Natale – va in vacanza, ma è invece qui, puntuale a raccontarvi come si è chiuso il girone d’andata.

A metà campionato è il Napoli a fregiarsi del titolo di campione d’inverno, mantenendo il punto di vantaggio sulla Juventus, dato che entrambe le capofila hanno conquistato i 3 punti nell’ultimo turno.
I partenopei si sono imposti a Crotone col minimo sforzo (0-1), e con qualche recriminazione da parte dei pitagorici, che si sono in effetti visti negare un rigore che pareva sacrosanto (e il VAR? Boh!).

Poche ore dopo, i bianconeri hanno portato a casa il successo al ‘Bentegodi’ di Verona contro l’Hellas, grazie soprattutto alla doppietta di un ritrovato Paulo Dybala. L’argentino, reduce da un periodo ‘strano’, non ha – a dirla tutta – giocato un partitone, ma ha tirato fuori dal cilindro 2 reti, di cui la seconda da vero fuoriclasse, sfiorando poi il tris con una punizioni delle sue, che da tempo non si vedevano (su questo ha ragione Allegri).

Ora bisognerà capire le intenzioni di tecnico, allenatore e società: quest’ultima, in particolare, dovrebbe ben sapere che il ‘Picciriddu’ è la sua punta di diamante non solo da un punto di vista del talento, ma anche per tutto quello che riguarda il lato business. E la decisione di assegnargli, a inizio stagione, la maglia numero 10, significa che ai piani alti quel potenziale lo hanno intravisto. Dunque, se hanno intenzione di puntarci (e visto quanti bimbi lo imitano, o quante ragazze sui social si preoccupano per il buon andamento della sua love story con Antonella), meglio che facciano un discorso chiaro con l’allenatore che, dal canto suo, non può sempre arroccarsi sulle sue convinzioni, a costo di danneggiare il potenziale della squadra (che già a Vinovo qualcuno dovrebbe chiedergli conto dello scarso utilizzo di Douglas Costa e, soprattutto, Bernardeschi, giovane, italiano, pagato molto e che quando è entrato il suo lo ha sempre fatto eccome). Poi c’è da vedere anche cosa passa per la testa della ‘Joya’ (e del fratello procuratore): il recente ‘castigo’ potrebbe aver fatto valutare un addio alla maglia bianconera a fine stagione, ma nel ‘clan Dybala’ dovrebbero – magari dopo un bel confronto con Agnelli, Nedved, Marotta, ecc. – valutare bene le proprie opzioni. Garanzie che a Torino sarà la stella senza altri dubbi o perplessità tecnico-tattiche dovrebbero fargli preferire avventure con molte meno certezze. Allo United, per dire, non è che abbiano le idee chiarissime: Mourinho continua a intruppare la rosa di attaccanti, esterni offensivi e trequartisti vari (come il suo arcinemico Wenger fa da anni, inutilmente), e poi talenti puri come Martial e Rashford devono lasciar strada all’ultratrentacinquenne Ibrahimovic e al limitante (e limitato?) Lukaku, partito a razzo e presto spentosi. Al PSG fanno già panchina Di Maria, Pastore, Draxler, Lucas Moura e chi più ne ha più ne metta, e l’unica speranza sarebbe quella di essere scelto per rimpiazzare Cavani, per un tridente ‘leggero’ con Neymar e Mbappè. Al Real è finito fuori dai titolari persino Bale, reclamano spazio Asensio e Lucas Vazquez e Morata è dovuto scappare via. Al Barcellona non interessa, in quanto viene visto come un doppione di Messi. Quindi la miglior soluzione per il ragazzo è fare il definitivo salto di qualità di pari passo con la Juventus, che non ha ancora del tutto raggiunto la dimensione europea delle vere big del continente.

Dietro le due battistrada perde ulteriore terreno l’Inter, che non riesce più a conquistare una vittoria, e contro la Lazio non va oltre lo 0-0.

Di diverso valore il pareggio del Milan a Firenze (1-1): i rossoneri rimontano, dimostrando quel carattere che finora era sempre parso mancare, e il successo in Coppa Italia contro i ‘cugini’ pare aver dato una svegliata alla squadra di Rino Gattuso.

A completare la serie di pareggi tra le squadre di prima fascia, ecco la Roma che non riesce a fare bottino pieno in casa con il Sassuolo, e che appare un po’ in affanno.

Continua invece il periodo magico dell’Udinese di Oddo, che è andata a vincere a Bologna (1-2), portandosi a ridosso della zona Europa League, a 3 punti dalla Samp vittoriosa sulla SPAL per 2-0.

Nella lotta per la salvezza, importantissimo successo del Cagliari a Bergamo (1-2), mentre comincia a farsi preoccupante il momento negativo del Chievo, contro cui ha conquistato la sua prima storica vittoria in Serie A il Benevento (1-0).

In Premier League allenta, dopo una serie impressionante di vittorie, il Manchester City, fermato sullo 0-0 dal Crystal Palace della ‘vecchia volpe’ Roy Hodgson.
Il vantaggio in classifica dei ‘Citizens’ rimane comunque importante, con 12 lunghezze tra loro e i ‘cugini’ dello United, vittoriosi contro l’Everton del proprio ex capitano Wayne Rooney (2-0).
Anche perché i ragazzi di Pep Guardiola hanno una partita in meno (si gioca stasera), così come il Chelsea di Conte, attualmente terzo, ma che mercoledì se la vedrà con l’Arsenal.

Fermi tutti gli altri principali campionati europei, non mi resta che rinnovarvi gli auguri e darvi appuntamento alla prossima settimana!

Federico Zuliani

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Classe '82, juventino dalla placenta, nonostante la laurea in Scienze Politiche ha ben presto capito che la politica era meglio prenderla in giro che studiarla. Messe quindi da parte le varie ipotesi di riforma del sistema elettorale, ha scelto di dar libero sfogo al proprio umorismo abrasivo col ‘Pagellone’, attraverso cui dà i voti ai protagonisti della politica locale. Del medesimo argomento, di Sport e di tanto altro scrive sul settimanale LegnagoWeek. Collabora inoltre con altre testate cartacee e online, occupandosi di vari temi. Per ovviare allo stress dell’attività giornalistica nell’agone politico, si dedica alla “cultura del cibo”. In seguito a questa passione, ha intrapreso l’attività di food blogger, recensendo ristoranti, discutendo di ricette e litigando coi buchi della cintura. Mangia, prega, ama e impreca a Legnago.