Zona Zulie: Parte l’era di CR7!

Amiche ed amici di SportBloggers, ben ritrovati su ‘Zona Zulie’, che anche quest’anno analizzerà per voi l’andamento della Serie A e degli altri principali campionati calcistici europei.

La nostra Serie A ha preso il via sabato 18 alle 18, dallo stadio ‘Marc’Antonio Bentegodi’ di Verona, dove i padroni di casa del Chievo hanno ospitato il debutto ufficiale di Cristiano Ronaldo in maglia bianconera.

Il portoghese ha disputato una buona gara, pur non trovando la via del gol: nonostante non sia ancora al 100% (lui, come tanti altri, ha iniziato la preparazione in ritardo essendo impegnato ai Mondiali…a differenza dei giocatori italiani…), il Pallone d’Oro in carica ha fatto vedere buoni spunti, e solo un formidabile Sorrentino (a proposito: un augurio di pronta guarigione al portierone gialloblu, che in uno scontro fortuito proprio con CR7, ha riportato la frattura del naso e qualche altro acciacco) gli ha impedito di bagnare l’esordio con una marcatura, in un match che ha comunque visto finire nel tabellino ben 5 reti.

I bianconeri, infatti, hanno dovuto faticare più del previsto per avere la meglio sulla coriacea compagine scaligera che, dopo lo svantaggio iniziale siglato da Khedira, ha saputo addirittura ribaltare il punteggio grazie alle reti di Stepinski e Giaccherini (su rigore che lo stesso ex di giornata si è procurato).
Sotto per 2-1, la Juve ha tirato fuori la grinta che aveva lasciato agli avversari dopo aver trovato la via del gol, ed ha dapprima pareggiato grazie a un’autorete di Bani (su tocco di Leo Bonucci), e poi conquistato i 3 punti grazie alla zampata di Federico Bernardeschi.

La ‘Vecchia Signora’, dato il suo potenziale, ha un po’ deluso: certo, senza i miracoli dell’estremo difensore avversario poteva finire con punteggio tennistico o quasi, e comunque siamo in agosto, e la preparazione è stata fatta a singhiozzo, ecc.

Tuttavia, dato il potenziale di una e dell’altra squadra, sarebbe stato lecito attendersi da questa Juventus ben altra prestazione.
E qui andiamo sul tasto che molti tifosi bianconeri vogliono vedere affrontato: Max Allegri.

Il tecnico, a parere di chi scrive, già da tempo si sente un po’ troppo sicuro di sé e padrone di quella panchina e, quando le cose si mettono così, poi c’è sempre il rischio che quelle che partono come delle convinzioni, diventano delle fisse, che si rivelano poi dannose.

A partire, ad esempio, da quella per Pjanic regista: per quanto Allegri insista, il bosniaco in quella posizione non funziona.
Nel centrocampo a due (specie se come partner ha un bradipo come Khedira) escono tutti i suoi limiti in fase di interdizione e personalità (e, infatti, il centrocampo a 3 del Chievo, pur non certo composto da fenomeni, ha più volta imbrigliato la manovra juventina), e in quello a 3 costringe a schierargli in fianco 2 ‘mastini”, togliendo la possibilità di aggiungere qualità tecnica alla formazione.

Questo, nonostante gli ultimi anni ci abbiano insegnato come sia il centrocampo a 3 con un ‘mediano’ in mezzo e due giocatori dai piedi buoni ai lati, a fare le fortune delle squadre, soprattutto in Europa.
Le ultime 5 Champions League le hanno vinte squadre schierate con il 4-3-3, e solo in un caso il ‘metodista’ era anche un super regista, Xabi Alonso nel Real della ‘Decìma’ di Carlo Ancelotti.
Ma lo spagnolo aveva un fisico nettamente superiore a quello di Pjanic (e anche di Pirlo, di cui non aveva però lo stesso livello di piedi, seppur dotatissimo…)!

E questo problema a centrocampo lo scontano poi anche gli altri reparti, perché nessuno copre le avanzate dei terzini/ala (ed ecco, infatti, che Cancelo si perde Giaccherini ed è costretto ad abbatterlo in area), a loro volta costretti quindi a collaborare meno del dovuto/voluto con il reparto avanzato.

La prima linea, poi, deve chiaramente trovare l’intesa con il suo terminale principale: e, anche qui, la speranza è che Allegri non giustifichi l’iniziale corrente alternata del ‘Dybaldo’ per riproporre il ‘solito’ Mandzukic.
Che, alla faccia di un commento che continua ad essere ripetuto ad libitum, non è affatto la copia di Benzema

Sì, è vero, entrambi sono attaccanti bravi a creare spazio per un esterno/seconda punta dal gol facile come Cristiano Ronaldo, ma il francese ha anche un tocco di palla, movimenti e tecnica di base che non si ritrovano certo nel croato.
Sennò anche Iaquinta avrebbe giocato nel Real Madrid…

Detto ciò, anche un innamorato di Paulo Dybala come scrive, non può che fare un appello al 10 argentino: si dia una svegliata e, soprattutto, la smetta di farsi distrarre dalle faccende extra campo.
La modella che ti ispira i capelli argentati la lasci a qualcun altro…

Chiuso questo lungo capitolo bianconero, passiamo al resto: male l’Inter, che dopo essere stata – al netto del colpo CR7 da parte della Juve – la regina del mercato (sulla carta i nerazzurri sono la squadra che più si è migliorata rispetto allo scorso anno), parte con il piede sbagliato perdendo 1-0 in casa del Sassuolo.
Vero che la sconfitta è arrivata solo su rigore, e che alla ‘Benamata’ manca una pedina importante come Nainggolan, però si tratta comunque di un risultato che sorprende.

Parte bene, invece, il Napoli, che nel primissimo big match stagionale contro la Lazio, sbanca l’Olimpico (1-2) grazie al duo MilikInsigne.

Inizia con i 3 punti anche la Roma (pure lei rinnovatasi molto in sede di calciomercato), anche se deve lottare fino all’ultimo per avere la meglio su un Torino con ambizione europee.

Ottimo esordio dell’Atalanta, che spazza via con un secco 4-0 il Frosinone, e altrettanto si può dire per l’Empoli, che regola 2-o il Cagliari.

Amara la prima panchina bolognese di Pippo Inzaghi, con i suoi rossoblu che cedono in casa nel ‘derby’ contro la SPAL (0-1).

Palpitante 2-2, infine, tra Parma e Udinese, con i ducali che si erano portati addirittura sul doppio vantaggio, poi recuperato dalla formazione friulana.

In seguito ai fatti di Genova, infine, sono state rinviate Sampdoria-Fiorentina e Milan-Genoa.

 

Andiamo in Premier League, dove le giornate giocate sono già due, e dove il Manchester City ha ripreso il filo da dove lo aveva lasciato, ossia dominando.
La squadra di Pep Guardiola, dopo aver strappato il Community Shield al Chelsea di Sarri, ha esordito in campionato andando a vincere in casa dell’Arsenal per 2-0, per poi massacrare con uno spettacolare 6-1 l’Huddersfield.
A tenere il passo, tra le big, sono proprio il Chelsea (che ha vinto gli stessi match del City al contrario, esordendo con l’Huddersfield e poi affrontando il derby con i ‘Gunners’), il Liverpool (4-0 al West Ham e 2-0 al Crystal Palace) e il Tottenham, mentre già arranca lo United di José Mourinho, che ha vinto a fatica in casa alla prima contro il Leicester (2-1), ed è poi clamorosamente caduto a Brighton (3-2, ma con il secondo gol arrivato solo nei minuti di recupero su rigore).

Ancora in stand-by la Bundesliga, ci spostiamo in Spagna, dove all’esordio vincono sia Barcellona (3-0 casalingo all’Alaves) sia Real Madrid (2-0 al ‘Bernabeu’ contro il Getafe), mentre l’Atlético impatta 1-1 con il Valencia.
Da segnalare la tripletta dell’ex milanista André Silva, fondamentale nel 4-1 con cui il suo Siviglia si è imposto sul campo del Rayo Vallecano.

Chiusura francese, con anche la Ligue1 già alla seconda giornata: il PSG è come da programma in testa alla classifica, ma a sorprendere sono i ‘compagni di viaggio’.
Con i capitolini, infatti, ci sono a punteggio pieno Nimes, Digione e Reims, mentre il Monaco è a 4 punti e Marsiglia e Lione a 3.

 

Questo primo numero della nuova stagione di ‘Zona Zulie’ si chiude qui!

Federico Zuliani

About Federico Zuliani

View all Posts

Classe '82, juventino dalla placenta, nonostante la laurea in Scienze Politiche ha ben presto capito che la politica era meglio prenderla in giro che studiarla. Messe quindi da parte le varie ipotesi di riforma del sistema elettorale, ha scelto di dar libero sfogo al proprio umorismo abrasivo col ‘Pagellone’, attraverso cui dà i voti ai protagonisti della politica locale. Del medesimo argomento, di Sport e di tanto altro scrive sul settimanale LegnagoWeek. Collabora inoltre con altre testate cartacee e online, occupandosi di vari temi. Per ovviare allo stress dell’attività giornalistica nell’agone politico, si dedica alla “cultura del cibo”. In seguito a questa passione, ha intrapreso l’attività di food blogger, recensendo ristoranti, discutendo di ricette e litigando coi buchi della cintura. Mangia, prega, ama e impreca a Legnago.