Zona Zulie: Rewind

Clamorosamente, la situazione nella lotta per la conquista del campionato torna a prima di Juventus-Napoli.
Sabato, infatti, i bianconeri hanno superato – più col cuore e con l’abitudine a certe pressioni, che con la prestazione – il ‘nemici giurati’ dell’Inter a San Siro (2-3), mettendo il Napoli in una situazione di ‘sovraccarico psicologico’ che è esploso al ‘Franchi’ di Firenze, coi partenopei rimasti in 10 dopo appena 6 minuti (espulsione per fallo da ultimo uomo proprio del match-winner di settimana scorsa, Koulibaly, per rendere ancora più evidente la beffa), e sconfitti con un netto 3-0 firmato dal ‘Cholito’ Simeone.

La Vecchia Signora torna dunque a +4, e si gode questo riavvolgimento del nastro nonostante le rumorose e incessanti polemiche sulla sfida coi nerazzurri.
Partiamo da una considerazione che esula dalle decisioni arbitrali: la squadra di Max Allegri ha offerto ancora una volta una prestazione tutt’altro che convincente, anche se non disgraziata come quelle dell’andata dei quarti di Champions con il Real Madrid o, peggio ancora, proprio quella contro il Napoli.
Però, che una squadra in vantaggio e con l’uomo in più si faccia ribaltare da un’avversaria che non stava oltretutto mettendo in campo nulla di trascendentale, è evidente abbia qualche problema.

Il quasi esperimento di Cuadrado terzino si è rivelato piuttosto inutile, con una squadra che continua a puntare su un non-gioco catenacciaro, mentre lascia sempre perplessi vedere uno come Dybala in panchina. Anche se dopo un paio di partite no, se si pensa che ci sono giocatori che hanno il posto fisso e intoccabile nonostante magari non segnino da troppo (Higuain, che fino al gol-vittoria è stato nullo ed ha sbagliato l’impossibile) o siano mesi che arrancano al piccolo trotto (Khedira). Per non dire di chi (Mandzukic) non viene sostituito nemmeno dopo una ferita da 10 punti di sutura su un piede, se non a secondo tempo inoltrato…

Poi è subentrata la capacità della Juventus di dare tutto soprattutto nelle situazione ad alto coefficiente di sforzo mentale, prima ancora che fisico. E il resto lo ha fatto Spalletti, quando ha tolto Icardi e pensato a contenere, dando ormai per morti i bianconeri. Paradossalmente, un errore che più di una volta ha fatto proprio Allegri, quest’anno, col risultato di soffrire anche sfidando squadre decisamente minori.
Per carità, con la squadra in 10 ci sta che il tecnico di Certaldo si sia interrogato se non fosse il caso di tirare un po’ i remi in barca, ma non puoi permetterti di fare questo ragionamento quando incontri la Juve.
Certo, avesse subito ugualmente la controrimonta, gli si sarebbe contestato di non aver fatto i cambi, spompando la squadra…

Parlato di tutto ciò, non possiamo far finta che non ci sia stata la questione arbitrale. Sgombriamo subito il campo da dubbi: Orsato ha arbitrato male, questo è fuor di dubbio. Ma la sua serata storta ha favorito la Juve?
Sull’espulsione di Vecino lui aveva sbagliato, decidendo solo per l’ammonizione. Senza VAR aveva quindi sfavorito i bianconeri. C’era un rigore abbastanza netto su Matuidi, non dato. La spallata di Skriniar a Higuain era fallo da ultimo uomo, con conseguente rosso all’interista. Orsato non ha fischiato nulla.
Di contro, l’Inter può attaccarsi solo alla mancata espulsione di Pjanic per somma di ammonizioni: secondo loro, dopo il primo giallo al bosniaco, sarebbe dovuto arrivare il secondo in almeno due occasioni.
Ma, come ha ben spiegato, attraverso le pagine del suo blog, l’ex arbitro Luca Marelli, “Il contrasto di Pjanic è irregolare e sbaglia Orsato a non fischiare. Ma non c’è alcuna imprudenza, il contatto è irregolare ma molto leggero, Rafinha esaspera enormemente la portata del fallo. Intervento negligente, nulla di più”.
Il giallo, invece, ci stava più sì che no nel ‘tuffo’ su Rafinha. Qualche commentatore ha spiegato che c’è differenza tra questo e quello subito dallo stesso Pjanic da Baselli nel derby. Tuttavia, guardando la partita in diretta, secondo me era da ammonizione. Qualcuno sostiene non sia arrivata perché il primo giallo al regista bianconero, arrivato per proteste, fosse un po’ eccessivo, e l’arbitro abbia voluto ‘compensare’. Può essere, come no. Più probabilmente, visto la piega presa dal match, Orsato ha solo pensato a non decidere nulla di troppo rilevante (si vedano, appunto, gli errori di cui sopra), magari con l’idea di non diventare lui protagonista – in negativo – dell’incontro. E di solito, quando si fa così, succede proprio il contrario di quanto si voleva.

Approfondita largamente la parte riguardante la lotta per lo Scudetto, guardiamo ora al resto del torneo, con le romane che approfittano della caduta dell’Inter per portarsi a +4 nella corsa a un posto in Champions League. La Roma ha inaugurato il turno battendo 4-1 un Chievo sempre più inguaiato, e che per provare a trovare la salvezza ha esonerato Rolando Maran e promosso in panchina il tecnico della Primavera, l’ex bandiera Lorenzo D’Anna.
La Lazio, invece, va a vincere in casa del Torino (0-1), ma potrebbe aver perso il suo bomber Ciro Immobile per la volata finale (sospetto stiramento).

Nella zona Europa League vincono tutte: della Fiorentina si è già detto, ma fanno il loro dovere anche il Milan (2-1 a Bologna, non senza qualche patema), l’Atalanta (3-1 al Genoa) e la Sampdoria (4-1 al Cagliari, ma si è infortunato Quagliarella).

Per la salvezza, infine, importanti successi di Crotone e SPAL in due scontri diretti probabilmente decisivi: i calabresi battono 4-1 in casa un Sassuolo forse convinto di essere ormai salvo (e, in effetti, sebbene la matematica ancora non lo certifichi, è probabilmente così), mentre i ferraresi sbancano Verona con un 1-3 che ha probabilmente decretato la fine delle speranze per un Hellas che, in verità, sarebbe comunque ancora in gioco.

Un punto è meglio di niente, invece, al debutto sulla panchina dell’Udinese per Igor Tudor, nel 3-3 in casa di un Benevento già retrocesso, ma mai domo.

Assegnato il titolo al Manchester City, in Premier League si lotta per i piazzamenti europei: lo United consolida il secondo posto, battendo 2-1 l’Arsenal e allungando sul Liverpool che, pensando al ritorno di Champions con la Roma, non va oltre lo 0-0 casalingo contro lo Stoke City. Ora la squadra di Klopp è a -5 da quella di Mourinho, e oltretutto con una partita in più (i ‘Red Devils’ devono recuperare il turno saltato per le semifinali di FA Cup). Quarto è al momento il Tottenham, che deve a sua volta recuperare un match, e che stasera nel posticipo contro il Watford, potrebbe riportarsi a +5 sul Chelsea di Antonio Conte, che ha vinto 1-0 a Swansea.

In Germania è la lotta per la piazza d’onore a suscitare interesse, con lo Schalke04 (secondo) e il Borussia Dortmund (terzo) che rallentano (1-1 casalingo per i biancoblu contro il Borussia M’Gladbach, stesso punteggio a Brema contro la Werder per i gialloneri), e l’Hoffenheim (quarto) che incalza, dopo la vittoria interna sull’Hannover (3-1).

Anche la Liga spagnola ha finalmente la sua regina: è, come ormai scontato da settimane, il Barcellona, che va a vincere 4-2 a La Coruña (tripletta di Leo Messi e retrocessione per il Deportivo di Clarence Seedorf), conquistando matematicamente il titolo.
Si lotta per le altre posizioni, con Atlético e Real entrambe vincenti (1-0 ad Alaves, 2-1 in casa con il Leganes) e ancora separate da 4 punti (ma i blancos hanno una partita in meno), e il Valencia quarto che non va oltre lo 0-0 del ‘Mestalla’ con l’Eibar.

In Francia, infine, il Monaco non riesce a riprendersi dalla batosta con il PSG (diventato campione vincendo lo scontro diretto coi monegaschi con un devastante 7-1), e si fa superare al secondo posto dal Lione. I biancorossi, infatti, impattano 0-0 in casa con l’Amiens, e l’OL vince 2-0 contro il Nantes di Claudio Ranieri (che rischia la cacciata per contrasti con la dirigenza). Non approfitta, invece, del blocco mentale in quel di Montecarlo l’Olympique Marsiglia, che ad Angers non va oltre l’1-1 e rimane quarto. Ma tra OL e OM ci sono solo 2 punti, con il Monaco in mezzo e ancora 3 giornate alla fine, e sarà quindi una volata molto interessante.

Abbiamo detto tutto anche questa settimana, ora lasciamo di nuovo spazio alle semifinali europee!

Federico Zuliani

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Classe '82, juventino dalla placenta, nonostante la laurea in Scienze Politiche ha ben presto capito che la politica era meglio prenderla in giro che studiarla. Messe quindi da parte le varie ipotesi di riforma del sistema elettorale, ha scelto di dar libero sfogo al proprio umorismo abrasivo col ‘Pagellone’, attraverso cui dà i voti ai protagonisti della politica locale. Del medesimo argomento, di Sport e di tanto altro scrive sul settimanale LegnagoWeek. Collabora inoltre con altre testate cartacee e online, occupandosi di vari temi. Per ovviare allo stress dell’attività giornalistica nell’agone politico, si dedica alla “cultura del cibo”. In seguito a questa passione, ha intrapreso l’attività di food blogger, recensendo ristoranti, discutendo di ricette e litigando coi buchi della cintura. Mangia, prega, ama e impreca a Legnago.