Zona Zulie: Sempre ad inseguire…

Campionato giA� fermo, dopo la��esordio una decina di giorni fa. a�?Colpaa�? delle Nazionali, che tra amichevoli e match di qualificazione agli Europei, stanno monopolizzando a�� come giusto a�� la settimana calcistica.

La nuova Italia di Conte ha debuttato molto bene, vincendo e convincendo grazie al 2 a 0 rifilato ad una��impalpabile Olanda, ancha��essa con un a�?nuovoa�? CT, dopo il passaggio del a�?magoa�? Van Gaal al Manchester United. Ho usato le virgolette perchA� quello della panchina a�?oranjea�? A? un bis, dato che A? tornato un altro a�?santonea�?: Guus Hiddink.

Gli Azzurri hanno dominato la gara, la nuova coppia da��attacco del momento Immobile-Zaza, ha fatto faville, e in generale sia i vecchi sia i nuovi si sono mossi bene, palesando subito quella��agio in maglia azzurra che A? drammaticamente mancato in Brasile.

Detto delle punte, sulle quali torniamo a breve, da segnalare la��ottima prova di Matteo Darmian, terzino destro del Torino, e giA� uno dei pochi a salvarsi nella disastrosa avventura mondiale di qualche mese fa.

Dicevamo degli avanti: la��ex granata ora al Borussia Dortmund, non A? una totale scoperta. Anzi, giA� al Mondiale da molti era stato indicato come potenziale salvatore della Patria. Sfortunatamente, la��ottusitA� di un Prandelli Balotelli-centrico ha fatto si che Ciro fosse buttato nella mischia solo alla��ultima spiaggia, caricandolo di una responsabilitA� cui non era stato adeguatamente preparato.

Buffo che ora sia la��uomo copertina o quasi della Nazionale di Conte, dato che, aldilA� dei salamelecchi di circostanza, A? noto come la��emigrazione in Germania del ragazzo, invece che il ritorno in quella Juve nella quale A? cresciuto sia proprio colpa del CT.

Che non lo vedeva a Siena, quando la��ha avuto in prestito, dandogli pochissimo spazio (tanto che il ragazzo, a metA� campionato, fu costretto ad emigrare al Grosseto). Non ha minimamente pensato a lui quando, a Pescara, aveva praticamente vinto a gennaio la classifica cannonieri, lasciando che la societA� lo cedesse in comproprietA� al Genoa. Infine, ne ha avallato senza patemi la cessione definitiva al Borussia, quando era ancora alla guida della Juve, ritenendolo non idoneo alle sue idee tattichea��

Diverso il discorso per Zaza, che in Nazionale ci si affaccia proprio grazie a Conte, che magari nel suo caso la��avrebbe invece voluto a Torino, e non ceduto definitivamente al Sassuolo, col quale era in comproprietA�. Anche se la Juventus ha una clausola per il riacquisto, e se il ragazzo saprA� fare il salto di qualitA� definitivo, potrebbe essere che Marotta e Paratici decidano di puntare piA? su di lui, piuttosto che su Gabbiadini, giocatore al quale A? legato a doppio filo.

Stessa etA� (entrambi classe a��91), entrambi cresciuti nella��Atalanta e passati dalla Sampdoria, con i loro cartellini scambiati, quando la Juve prese tutto Zaza (in scadenza), in cambio della metA� di Gabbiadini, appena riscattato dalla��Atalanta.

Anche la punta blucerchiata meriterebbe una chance azzurra, dopo la��ottima stagione disputata agli ordini di Mihajlovic.

La��entusiasmo post-Olanda, comunque, deve ora trovare il riscontro dei tre punti, domani sera, contro la Norvegia. Partire bene nelle gare che contano davvero sarA� importante, per aprire bene il nuovo ciclo di questa Nazionale, peraltro ancora incompleta tra infortuni (Barzagli e Chiellini: che scemenza il a�?casoa�? scoppiato attorno al rientro a casa di questa��ultimo), squalifiche (Marchisio) e marce indietro come quella di Pirlo.

Che ha pensato bene di rimangiarsi, dopo poco piA? di un mese, il suo addio alla Nazionale.

Ed A? un male: perchA� vuol dire non aver imparato nulla dalla lezione tedesca, tanto adulata neanche due mesi fa.

Il a�?Maestroa�? ha dato tanto, tantissimo alla��Italia. A� stato, assieme alla difesa, uno dei pilastri del trionfo di Berlino nel 2006.

Ma ormai ha il motore che gira al minimo, i lanci non sono piA? precisi come un tempo, il suo gioco lo conoscono tutti e il suo ingombrante blasone toglie spazi di crescita ai potenziali eredi.

Non la��ha capito la Juve, che ha fatto il tragico errore di rinnovargli il contratto (biennale e strapagato), ora non lo capisce Conte, che da non volerlo in bianconero ci ha poi costruito la squadra attornoa��

Chiuso col calcio giocato, passiamo a quello a�?in ufficioa�?.

La Gazzetta di oggi si occupa ampiamente degli ingaggi in Serie A, eccetera. Il a�?Paperonea�? dei calciatori italiani A? il romanista Daniele De Rossi, con uno stipendio annuale netto di 6,5 milioni di Euro.

Poco piA? di un terzo di quanto prende Cristiano Ronaldo al Real Madrid coi suoi 18 milioni. Messi tocca addirittura quota 20 al Barcellona, mentre sono 15 quelli di Ibra al PSG. Non se la passano male nemmeno Falcao e Rooney allo United, rispettivamente con 12 e 11.

Cifre che, viene detto alla��unanimitA�, noi non ci possiamo permettere. Vero. Ma perchA�?

PerchA� siamo indietro in tutto, dobbiamo sempre inseguire, e manco ne siamo capaci.

Le nostre squadre sono infarcite di a�?riservea�? con stipendi a�?media�? (diciamo tra gli 1,5 e i 3 milioni di Euro), quando al loro posto gli squadroni hanno ragazzi del vivaio, che prendono si e no 500mila Euro.

E vogliamo parlare del marketing? Facciamo un paragone tra United e Juventus. Entrambe sono alla��ultimo anno di Nike, ed entrambe la��anno prossimo passeranno ad Adidas.

Uguale anche la��atteggiamento? Certo che no!

Lo United ha fatto una massiccia campagna attorno alle proprie magliette, vestendo tutti e tre i kit nella tournA�e americana, facendo grandi presentazioni, un video bellissimo e toccante, mettendo i nuovi con tutte le maglie possibili in mano.

Alla Juve? Ripropongono quei cavolo di numeri gialli (fortunatamente, dopo ampie proteste convertiti al nero), non presentano ufficialmente le maglie, vanno in tour in Asia giocando sempre e solo in bianconero, e della terza divisa quasi non si sapeva la��esistenza. Menomale che la��hanno indossata i ragazzi nel a�?Memorial Scireaa��, cosA� ora sappiamo che trattasi di divisa a�?all greena�? con inserti neri. Che non ca��entra niente con la Juventus, ma magari mostrandola a qualcuno piace e la compra, no?

A�

Federico Zuliani

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Classe '82, juventino dalla placenta, nonostante la laurea in Scienze Politiche ha ben presto capito che la politica era meglio prenderla in giro che studiarla. Messe quindi da parte le varie ipotesi di riforma del sistema elettorale, ha scelto di dar libero sfogo al proprio umorismo abrasivo col ‘Pagellone’, attraverso cui dà i voti ai protagonisti della politica locale. Del medesimo argomento, di Sport e di tanto altro scrive sul settimanale LegnagoWeek. Collabora inoltre con altre testate cartacee e online, occupandosi di vari temi. Per ovviare allo stress dell’attività giornalistica nell’agone politico, si dedica alla “cultura del cibo”. In seguito a questa passione, ha intrapreso l’attività di food blogger, recensendo ristoranti, discutendo di ricette e litigando coi buchi della cintura. Mangia, prega, ama e impreca a Legnago.

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