Zona Zulie: Si parte!

Finalmente ci siamo! Anche i campionati italiani sono ripartiti, e da questa stagione a farvi compagnia nel seguirli (assieme anche a quelli stranieri) ci sarA� a�?Zona Zuliea��, la nuova rubrica settimanale da me ideata.

Non preoccupatevi, il suo avvento non vi toglierA� gli a�?All Time XIa��, che continuerA? a compilare: ne ho giA� una discreta lista, in lavorazionea��

Bene, superato lo scoglio della��introduzione, lanciamoci nella prima analisi 2014-a��15.

Partiamo dalla Juventus, campione da��Italia in carica, partita con il piede giusto dopo lo scetticismo che la��ha circondata in estate.

La a�?colpaa�? A? in primis della��inaspettato e repentino cambio della guida tecnica, con il tumultuoso addio di Antonio Conte e la��arrivo a Torino di Max Allegri.

Si aggiungano un mercato senza veri e propri a�?bottia�?, e un precampionato che potremmo definire interlocutorio (difficile trarre indicazioni da match esibizione come sono stati, di fatto, quelli della tournA�e asiatica), ed ecco che le perplessitA� hanno avuto un impennata.

Ma in veritA� la Juve non sta messa poi cosA� male: A? vero, il mercato A? stato a�?sparagninoa�?, ma intelligente, che a volte A? la cosa che serve di piA?, invece che spendere e spandere senza costrutto per finire solo con lo a�?Scudetto di Ferragostoa�? (Inter a�?morattianaa�? pre-Calciopoli docet).

Marotta e Paratici, ai quali non ho mai lesinato critiche, stavolta non si sono mossi affatto male. A loro sfavore vedo solo il sacrificio di Immobile. Ma per il resto hanno portato un giocatore con esperienza internazionale, a�?vecchioa�? ma non ancora bollito come Evra. Un ottimo rincalzo come Romulo, un altro (con potenzialitA� da titolare futuro) come Pereyra, uno dei migliori giovani da��Europa come Morata (peccato la��immediato infortunio) e scovato una gemma preziosa come Coman.

Inoltre hanno resistito agli assalti per Pogba (in veritA� non irresistibili, perchA� probabilmente col giocatore e a�� soprattutto a�� col suo entourage ca��era giA� un accordo per lasciarlo andare il prossimo anno) e per Vidal. Sul cileno ca��A? stato il grande pressing del Manchester United (del quale parleremo piA? avanti), e a�� checchA� se ne dica a�� il giocatore ha vacillato. Ma alla fine si allena ancora a Vinovo.

Secondo me, poi, A? stata una buona cosa anche il cambio in panchina: Conte ormai si sentiva piA? importante della Juve stessa, mentre forse piA? di qualche giocatore era un poa�� stufo dei suoi metodi.

Anche perchA� Allegri non A? quel a�?balubaa�? che in tanti hanno cercato di dipingere: al primo anno di Milan ha vinto lo Scudetto. La��anno dopo A? vero che A? stato superato proprio dalla Juve di Conte, la quale perA? aveva guadagnato un Pirlo riposato, nuovo entusiasmo a�?ambientalea�? e, cosa fondamentale, non aveva impegni di coppa.

Quindi, nonostante le cessioni di Ibrahimovic e Thiago Silva A? arrivato terzo, mentre la��anno scorso ha semplicemente fatto la��errore di voler restare quando tutti sapevano a�� lui compreso a�� che non gli sarebbe stato rinnovato il contratto, e quindi A? normale che a un certo punto abbia perso il controllo dello spogliatoio. E non pare che il suo successore, il tanto acclamato Seedorf, abbia fatto granchA� di meglio, e infatti A? saltato subitoa��

Sia come sia, la Juve A? partita con una vittoria, che fa sempre bene. Col Chievo (poca cosa: se A? effettivamente quello visto sabato A? Serie B scritta), ha stradominato, nonostante la vittoria di misura per 1 a 0. Tra parate di Bardi e legni della porta, poteva finire con risultato tennistico, e non ci sarebbe stato nulla da dire.

La risposta della rivale diretta dello scorso anno, la Roma, non sa��A? fatta attendere. I giallorossi hanno infatti piazzato un secco 2 a 0 contro la Fiorentina, caricando ancor di piA? un ambiente giA� molto gasato dopo lo scoppiettante mercato imbastito da Sabatini.

A� vero, i giallorossi hanno perso il miglior difensore di tutto il campionato, Benatia, ma la��hanno comunque rimpiazzato con elementi validi quali Astori ed il greco Manolas. In mezzo hanno rinfoltito le alternative con la��arrivo di Keita, uno degli a�?unsung heroesa�? del Barcellona targato Guardiola.

Davanti, infine, oltre alla conferma (non scontata) di Gervinho ca��A? stata la��aggiunta di Iturbe: col Verona ha fatto vedere di essere un potenziale a�?craquea�?, a Roma potrebbe consacrarsi, portando la a�?Maggicaa�? a risultati che si attendo da qualche lustro, ormai.

La terza forza del campionato (stando ovviamente alla classifica finale di qualche mese fa), il Napoli, A? quella che finora ha palesato le maggiori incognite.

Il mercato non A? stato un granchA�: e non perchA� non sia arrivato il a�?nomea�?, ma perchA� nel bilancio tra partenze e arrivi non A? che il valore complessivo della squadra sia aumentato. Si, probabilmente la��olandese De Guzman A? meglio di Behrami o Dzemaili, ma siamo sempre lA�. E la difesa balla come lo scorso anno.

Inoltre ca��A? la a�?granaa�? Insigne, che continua a soffrire la propria a�?napoletanitA�a�?, e un Hamsik che stenta ancora a ritrovarsi.

La Fiorentina ha fatto tanti innesti a�?media�?, si A? tenuta Cuadrado (bisogna capire con quanto entusiasmo, perA?, il colombiano sia rimasto), ma ha di nuovo perso Pepito Rossi per infortunio.

Inoltre la crescita tecnico-tattica di Montella pare essersi bloccata: il a�?Guardiola italianoa�? sembra aver seguito le orme del suo omologo spagnolo, incartandosi sulle sue convinzioni.

Passiamo alla��Inter, che continua masochisticamente ad affidarsi alla��anticalcio Mazzarri, che dopo i tanti bla bla bla estivi, continua col suo 3-5-1-1 molto catenacciaro, valorizzando male le risorse a sua disposizione, e chiudendo come sempre la porta ai pur valorosi giovani prodotti del vivaio nerazzurro.

Se non altro, dalla parte della Pinetina possono gustarsi la costante crescita di Kovacic: il problema A? che se presto non sarA� la��Inter ad offrirgli certi palcoscenici, andrA� a cercarli presso altri lidia��

Nella��altra metA� di Milano ca��A? decisamente piA? entusiasmo: il merito A? quasi esclusivamente dovuto alla��a�?aureaa�? del nuovo allenatore Pippo Inzaghi, un mito di casa, perchA� in veritA� la squadra A? quella che A?, il precampionato A? stato pessimo e, soprattutto, gli arrivi in prestito di giovani altrui o di a�?nonnia�? a parametro zero palesa la��assenza di un progetto propriamente detto.

Se poi, perA?, Torres torna quello di una voltaa��

La Lazio ha rivoluzionato squadra e tattica, ma la partenza A? stata bestiale: tre pappine da un Milan tutta��altro che invincibile, e squadra ancora aggrappata a Klose. Che sarA� anche fresco campione mondiale, ma A? sempre un giocatore ben oltre la trentina con diversi acciacchi: Pioli non deve guardare in faccia al blasone del tedesco, e utilizzarlo part-time. Che tanto quel Djordjevic sembra avere dei numeria��

Dubito che il Parma rifarA� il campionato dello scorso anno, cosa che invece potrebbe riuscire al Toro.

A� vero che ha perso la sua super-coppia da��attacco Immobile-Cerci, ma A? anche vero che tecnico e societA� erano preparati alla cosa, e si sono mossi in maniera intelligente. Coi soldi presi hanno rinforzato gli altri reparti, e poi davanti A? arrivato Quagliarella, non proprio uno scarponea��

Dubbi ci sono sul suo partner: Ventura A? innamorato di Barreto, che perA? tra infortuni e squalifiche non A? mai sbocciato, anche se non A? ancora a�?vecchioa�?, quindi tutto A? possibile.

Idem per Larrondo, giocatore con dei a�?numeria�?, ma col brutto difetto della tendenza a a�?perdersia�?.

Ha venduto tutti i migliori il Verona, che si A? tenuto solo il a�?vecchietto terribilea�? Toni, divenuto anche capitano della squadra.

La��anno scorso, la scommessa di Ricky Sogliano fu il giovane a�?adombratoa�? Iturbe, ed A? stata stravinta.

Ora, invece, si punta sulla voglia di fare un ottimo canto del cigno da parte di Saviola. Una decina di anni fa era uno dei piA? promettenti talenti del calcio sudamericano, ma non A? mai esploso del tutto, pur vivendo buone stagione in giro per la��Europa.

Se ha voglia e sta bene, la sua mano puA? darla eccome. Se invece sarA� un Bojinov-bisa��aiutoa��

Tra le a�?minoria�? (senza offesa per nessuno), pare piA? attrezzato della��anno scorso (con inoltre la��esperienza accumulata) il Sassuolo, mentre il Chievo peggiora sempre, e il Genoa A? come sempre una��incognita, dopo la��ennesima rivoluzione della rosa.

Anche il Cagliari ha cambiato molto, e con Zeman in panchina proprio tranquilli non A? il caso di starea��

Paiono infine non adeguatamente attrezzate due delle tre neopromosse: Cesena (nonostante il vincente debutto contro il Parma) ed Empoli mi paiono piA? da B che da A.

Dovrebbero star tranquille, e magari togliersi pure qualche soddisfazione, sia la Sampdoria sia la��Atalanta, che potrebbero essere quel che A? stato il Parma la��anno scorso.

I blucerchiati hanno Mihajlovic dalla��inizio, e dei titolari A? partito solo Mustafi, la cui partenza permetterA� perA? di dar spazio al prodotto casalingo Fornasier e al talento difensivo a�?made in Trigoriaa�? Romagnoli.

I bergamaschi, invece, hanno svecchiato la difesa, bomber Denis A? sempre lA� davanti (con un ottimo vice come Rolando Bianchi, e un potenziale nuovo partner talentuoso come Boakye), e hanno rimpiazzato il partente Bonaventura col a�?Papua�? Gomez, che aveva lasciato la��Italia dopo aver fatto faville a Catania.

Di Serie B e Lega Pro, magari, parliamo settimana prossima, dato che la A sarA� ferma per gli impegni della Nazionale.

Il cui nuovo CT A? proprio Antonio Conte. Voglio aspettare di vederne un poa�� il lavoro, prima di giudicare.

Certo, qualche questione a�� extra campo a�� va analizzata.

Tipo lui, la��integerrimo Antonio, che accetta di lavorare per quella a�?agghiaggiandea�? Federazione che la��ha ingiustamente condannato.

O la FIGC stessa, che prima decide di eleggere presidente un a�?vecchio arnesea�? della politica sportiva come Tavecchio, per poi ingaggiare un allenatore condannato per il Calcioscommesse, affiancandogli un team managerA� macchiato da a�?Passaportopolia�?a��maha��

E ora, una veloce occhiata alla��estero, prima dei saluti.

Partiamo dalla Bundesliga, campionato della squadra che ha vinto il Mondiale.

Il Bayern ha aggiunto alla giA� ricca a�?argenteriaa�? il bomber polacco Lewandowki, soffiato a parametro zero ai rivali del Borussia Dortmund (che la��hanno rimpiazzato, almeno numericamente, col a�?nostroa�? Ciro Immobile). Ma siccome la squadra A? comunque partita stentando, ed A? stata pure bersagliata dagli infortuni, ecco pure Benatia in difesa e il madridista Xabi Alonso a centrocampo.

Il problema dei bavaresi, perA?, si chiama Pep Guardiola. Ormai prigioniero da un lato della sua a�?aureaa�? e dalla��altro dalla necessitA� di sposare la sua filosofia con quella a�?della casaa�?.

Risultato? Confusione tattica, giocatori sperimentati fuori ruolo a go go, il talentino di casa Kroos che scappa via (al Real) perchA� non sa cosa la��ex mister del Barcellona voglia da lui, e gli spremuti Ribery e Robben che partono ancora davanti ai giovani (e tedeschi) MA?ller e GA�tze, ossia i due principali protagonisti della vittoria tedesca nella Coppa del Mondo.

Il Borussia, perso Lewandowski ha puntato, come si diceva prima su Immobile. Che perA? non si A? ancora integrato nel sistema di gioco di Klopp, e rischia la��iniziale bocciatura.

Il ritorno del giapponese Kagawa, che allo United ha fallito ma che A? giocatore di qualitA�, potrebbe voler dire che da punta, piA? di movimento, potrebbe giocare la��ex milanista Aubameyang, con appunto Kagawa, Mithikaryan e Reus alla spalle.

Passiamo alla Spagna, dove il Real campione da��Europa ha pensato bene di prendersi pure il capocannoniere del Mondiale, il colombiano James Rodriguez, e appunto Toni Kroos per la mediana, in una sorta di a�?scambioa�? con Xabi Alonso. In questo Ancelotti ci ha guadagnato, perchA� la��ex regista del Liverpool il meglio ormai la��ha dato, mentre il tedesco ha poco piA? di venta��anni, e un talento super.

La��arrivo del 10 del Monaco, invece, gli ha complicato i piani tattici, visto che questa scelta ha portato il sacrificio di Angel Di Maria, tatticamente molto piA? utile.

Se Carletto riesce comunque a trovare la quadra, ha la squadra piA? forte del Mondo in mano.

Il Barcellona sta rivoluzionando: nuovo allenatore, anche se sempre a�?della casaa�? come Luis Enrique, nuovo portiere, difesa in evoluzione dopo il ritiro di capitan Puyol. Idem a centrocampo, dove la��utilizzo di Xavi diventerA� part-time. In attacco, poi, A? arrivato la��uruguaiano Suarez, che morsi a parte A? probabilmente il 9 piA? forte del momento, e potrebbe voler dire un ritorno alla��originale ruolo di attaccante esterno destro per Messi. A meno che a�?Luchoa�? non vari un 3-2-3-2 mutuato dal suo ex allenatore Van Gaal (sul quale stiamo per andare).

La��Atletico ha venduto Diego Costa e Filipe Luis, ma ha confermato la sua fortissima coppia di difensori centrali, rimpiazzato il brasiliano naturalizzato spagnolo con Mandzukic e aggiunto qualitA� davanti col Griezmann e Cerci, arrivato alla��ultimo giorno di mercato.

Chiudiamo con la��Inghilterra: i campioni del City hanno aggiunto Mengala in difesa e Fernando del Porto come forte alternativa in mezza, confermando poi tutti i a�?biga�?. A partire dal ritrovato Jovetic, talmente in forma da aver tolto il posto da titolare ad Aguero.

Dalla��altra parte della cittA�, ca��A? fermento: dopo il fallimento dello scorso anno sono arrivati acquisti milionari e un santone dalla panchina come Van Gaal. Dopo un precampionato sfavillante, la squadra non ha vinto una partita ufficiale che sia una: sconfitta al debutto in campionato contro lo Swansea, cui sono seguiti due pareggi. Addirittura umiliato in Coppa di Lega (schierando le riserve delle riserve, va detto), con il 4 a 0 subito dal MK Dons.

Il a�?magoa�? olandese sprizza comunque sicurezza, ed ha aggiunto ulteriori acquisti a molti zeri: ecco Di Maria, Daley Blind e, soprattutto, Radamel Falcao.

A farne le spese, due prodotti di casa: il centrocampista Cleverley, prestato alla��Aston Villa, e la��attaccante Welbeck, ceduto alla��Arsenal.

Wenger, evidentemente, aveva bisogno del diciottesimo attaccante di movimento/trequartista/seconda punta. Tra un poa�� qualcuno di questi lo metterA� a fare il terzino, per trovar spazio a tuttia��

Il Liverpool ha perso Suarez, ma ha irrobustito tutti i reparti, e davanti ha cambiato tipo di gioco, prendendo la��ottimo esterno Llalana e la��esperto centravanti Lambert, e soprattutto giocandosi la scommessa Balotelli. Anche se poi a�� caso quasi unico a�� i pilastri della squadra sono gli inglesi: da capitan Gerrard, al suo a�?gemelloa�? in mediana Henderson, per chiudere con bomber Sturridge e il giovane fulmine di origine caraibica Sterling.

Da non dimenticare, ovviamente, il Chelsea di Mourinho. Lo a�?Special Onea�? sa��A? liberato di Torres ed Etoa��o, rimpiazzandoli rispettivamente con uno degli attaccanti del momento, ossia Diego Costa, e col figliol prodigo Drogba. Ha inoltre aggiunto Fabregas in mediana, e avvicendato il logoro Ashley Cole col brasiliano Filipe Luis sulla fascia sinistra. BasterA�?

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Federico Zuliani

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Classe '82, juventino dalla placenta, nonostante la laurea in Scienze Politiche ha ben presto capito che la politica era meglio prenderla in giro che studiarla. Messe quindi da parte le varie ipotesi di riforma del sistema elettorale, ha scelto di dar libero sfogo al proprio umorismo abrasivo col ‘Pagellone’, attraverso cui dà i voti ai protagonisti della politica locale. Del medesimo argomento, di Sport e di tanto altro scrive sul settimanale LegnagoWeek. Collabora inoltre con altre testate cartacee e online, occupandosi di vari temi. Per ovviare allo stress dell’attività giornalistica nell’agone politico, si dedica alla “cultura del cibo”. In seguito a questa passione, ha intrapreso l’attività di food blogger, recensendo ristoranti, discutendo di ricette e litigando coi buchi della cintura. Mangia, prega, ama e impreca a Legnago.

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