Zona Zulie: (S)Ventura, un anno dopo

Ieri (giornata in cui, tra l’altro, avrebbe dovuto uscire questo editoriale, ma il vostro Zulie ha anche del lavoro cui badare…), ricorreva un anno dalla devastante mancata qualificazione ai Mondiali dell’Italia guidata dal Gian Piero Ventura.

Ebbene, un anno dopo l’ex CT è del nuovo al centro delle polemiche, oltre che di nuovo a spasso, data che è stata ufficializzata la risoluzione contrattuale con il Chievo, la squadra che aveva deciso di puntare sulla voglia di rilancio dell’allenatore genovese, per provare a centrare una salvezza ai limiti dell’impossibile.

Un progetto naufragato nel giro di un mese e 4 partite, le prime 3 delle quali perse. Poi, domenica, ecco lo scontro diretto (più o meno) con il Bologna, con i gialloblu che si dimostrano nettamente superiore ai felsinei, e a cui il 2-2 finale stava decisamente stretto.
Segnali positivi, dunque, che evidentemente Ventura non ha interpretato così, dato che pochi minuti dopo il fischio finale hanno iniziato a circolare voci di sue dimissioni, per lo sconcerto di giocatori e dirigenti scaligeri.

Dopo 2 giorni di fibrillazioni, ipotesi e trattative, ecco che si arriva alla chiusura della vicenda: Ventura saluta Verona, e al suo posto torna Mimmo Di Carlo, già 3 volte sulla panchina del club della Diga.

Chiusa la questione, l’ex CT – che sui social si è preso gli insulti e gli sberleffi dei tifosi, oltre che gli strali del capitano clievense Pellissier – si è affrettato a rimarcare, forse memore delle polemiche post-Svezia sulla buonuscita, di aver rinunciato al contratto in essere fino al 2020, indicando in divergenze di vedute con la società i motivi del suo passo indietro.

Ma cos’ha turbato Ventura a tal punto dal fare, a un anno da quel patatrac con la Nazionale, una scelta che gli ha procurato questi ulteriori attacchi?
Stando al post di Pellissier, si potrebbe pensare che l’allenatore abbia ben presto realizzato di essere l’uomo sbagliato nel posto sbagliato, poco convinto nella riuscita dell’impresa che gli si chiedeva di compiere.

Al che, verrebbe da pensare che abbia valutato come inadatti i giocatori a disposizione. Ma, almeno formalmente, non è così, dato che ha sempre parlato bene della squadra, al di là della comprensibile rabbia espressa da Pellissier.

E allora perché?
Probabilmente lo scopriremo in sede di mercato ‘di riparazione’: se il club non dovesse intervenire in maniera decisa e importante per migliorare la rosa, ecco che non sarebbe difficile immaginare che sia stato questo l’argomento del contendere tra l’allenatore e i piani alti di via Galvani.

Viceversa, l’ipotesi più probabile risulterà un errore di valutazione di Ventura: la voglia di rimettersi in gioco (e le manifestazioni di stima del presidente Campedelli) lo hanno portato ad accettare un incarico verso il quale non nutriva la giusta convinzione.

Quella del Chievo, peraltro, non è l’unica panchina protagonista di un avvicendamento: è infatti saltato anche Velazquez a Udine, sostituito da quel Davide Nicola che ha stupito tutti col Crotone, e che era forse il preferito proprio dai tifosi del Chievo come prima scelta per la guida tecnica della squadra.
Fatale, al tecnico spagnolo, la sconfitta nello scontro diretto con l’Empoli, culmine di una serie di risultati non certo positivi, dopo un inizio di stagione, invece, alquanto interessante.

Ecco, dopo quest’insolita apertura dedicata alla zona ‘hot’ della classifica, torniamo ad occuparci della vetta.

Prova di forza della Juve, che va a vincere a San Siro 2-0 contro il Milan, scrollandosi di dosso le scorie della rocambolesca sconfitta casalinga in Champions contro il Manchester United.

I bianconeri non sono stati brillanti come tante altre volte negli ultimi tempi e, guarda caso, ciò è avvenuto con il ritorno tra i titolari di Mario Mandzukic.
Peraltro, il croato ha segnato il gol che ha sbloccato la partita, ma certamente non solo di questo è fatto un match calcistico.
Con Marione al centro dell’attacco, Dybala ha giocato la sua peggior partita da quando è tornato titolare, e ad essere onesti nemmeno Cristiano Ronaldo ha giocato un partitone, specie se commisurato a varie prove recenti, compresa proprio quella di coppa.

Poi, certo, lui è uno dei più grandi giocatori di calcio di tutti i tempi, e quindi qualcosa tira sempre fuori: in questo caso, la sassata da centro area con cui ha chiuso il match, dimostrando anche di aver ben assimilato gli errori di qualche giorno prima…

E il Milan? Poca cosa, rispetto ai bianconeri. Oltretutto rimaneggiato, e con un Gonzalo Higuaìn che ha sentito troppo la sfida, facendosi prima parare il rigore del potenziale 1-1, e quindi incorrendo in un rosso diretto per proteste, che ha ricordato molto quello di qualche anno fa a Udine, quando giocava per il Napoli.

I rossoneri non sono ancora in grado di poter stare alla pari con le squadre che si giocano lo Scudetto, e Gattuso lo sa bene. Ci penserà il mercato a dare qualcosa in più al Diavolo?

Se il Milan non è ancora pronto a lottare per il vertice, i ‘cugini’ dell’Inter non lo sono invece per gestire il doppio impegno ai massimi livelli.
E così, dopo l’1-1 con il Barcellona che ha dato dell’Inter l’idea di una squadra quadrata, che sa soffrire e poi colpire nell’unica vera occasione, ecco il 4-1 subito a Bergamo contro un’Atalanta degna dei giorni migliori dell’era-Gasperini.

Al contrario dei nerazzurri, il Napoli al momento pare capace di lottare su più fronti, anche grazie all’esperienza in tal senso di Carlo Ancelotti.
I partenopei, pur dovendo stringere i denti, si sono imposti a Marassi contro il Genoa per 2-1, in rimonta.
Un segnale importante.

Sconfitta anche per l’altra compagine genovese, la Sampdoria, che sta passando un periodo meno brillante ed è crollata 4-1 all’Olimpico contro la Roma.
Grande protagonista, con una doppietta, Stephan El Shaarawy, in un ottimo momento di forma, anche se non ci ha fatto caso il CT azzurro Roberto Mancini, che lo ha escluso dalle ultime convocazioni.

Sull’altra sponda del Tevere non si va oltre l’1-1 in casa del Sassuolo mentre, rimanendo nell’ambito della lotta per la zona-Europa League, male il Torino che perde in casa 2-1 contro un redivivo Parma, ad oggi più proiettato verso metà classifica che non la zona della lotta per non retrocedere.

Due pareggi, infine: 2-2 a Ferrara tra SPAL e Cagliari, con i sardi bravi a recuperare il doppio svantaggio, e l’1-1 di Frosinone tra i ciociare e la Fiorentina.

Esiste il karma anche in Premier League, evidentemente: ed ecco, ad esempio, che il Manchester United di Mourinho perde il derby 3-1 contro il City di Guardiola. Chissà se il montatissimo e sopravvalutatissimo tecnico portoghese si sarà portato la mano all’orecchio come a Torino.
Ma forse i fischi si sentivano lo stesso…
Il successo nella stracittadina lascia i ‘Citizens’ solo in testa alla classifica, con Liverpool (2-0 casalingo sul Fulham) e Chelsea (pari a reti inviolate in casa, contro l’Everton) prime inseguitrici.

E’ il Borussia Dortmund, in Germania, ad aggiudicarsi il ‘Kassiker’, battendo 3-2 un Bayern Monaco tornato quello titubante di inizio stagione.
I gialloneri, con questa vittoria, si portano a +4 sulla seconda, che adesso è il Borussia M’Gladbach, vittorioso per 3-1 in casa della Werder Brema.
Seguono Lipsia ed Eintracht Francoforte, entrambe vincenti per 3-0 tra le mura amiche: la squadra della Red Bull battendo il Bayer Leverkusen, i ‘Levrieri’ sbarazzandosi dello Schalke04.

Clamorosa sconfitta del Barcellona, in Liga: i catalani cedono 2-0 a quel Betis Siviglia che in Europa League ha fatto vedere i sorci verdi al Milan.
La squadra di Valverde mantiene comunque la testa della classifica, ma ora ha solo un punto di vantaggio sul terzetto a pari merito che occupa la seconda posizione.
Vincono, infatti, Siviglia (2-1 all’altra squadra di Barcellona, l’Espanyol), Atlético Madrid (3-2 nella sempre tosta sfida con l’Atlhetic Bilba) e la sorpesa Alaves (2-1 con l’Huesca), che pare non voler dare alcun segnale di possibile fiato da dover tirare.
Vittoria esterna, infine, del Real Madrid, che supera 4-2 il e conferma Santiago Solari in panchina con contratto fino al 2021.

Allunga ulteriormente la propria striscia vincente il PSG, in Francia: i capitolini si sbarazzano del sempre più disastrato Monaco, che incassa il secondo 4-0 casalingo consecutivo, dopo quello europeo contro il Brugge.
Stoppa invece la crisi l’Olympique Marsiglia, che batte 2-0 in casa il Digione, e respira un po’, riportandosi a ridosso delle più immediate inseguitrici dei parigini. Tra le quali, peraltro, vince solo il Lione, 4-2 a Guingamp, mentre il Lilla non va oltre lo 0-0 casalingo con lo Strasburgo, e il Montpellier addirittura perde ad Angers (1-0).

E anche per questa settimana ce l’abbiamo fatto, ora è di nuovo tempo di sosta per le Nazionali!

Federico Zuliani

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Classe '82, juventino dalla placenta, nonostante la laurea in Scienze Politiche ha ben presto capito che la politica era meglio prenderla in giro che studiarla. Messe quindi da parte le varie ipotesi di riforma del sistema elettorale, ha scelto di dar libero sfogo al proprio umorismo abrasivo col ‘Pagellone’, attraverso cui dà i voti ai protagonisti della politica locale. Del medesimo argomento, di Sport e di tanto altro scrive sul settimanale LegnagoWeek. Collabora inoltre con altre testate cartacee e online, occupandosi di vari temi. Per ovviare allo stress dell’attività giornalistica nell’agone politico, si dedica alla “cultura del cibo”. In seguito a questa passione, ha intrapreso l’attività di food blogger, recensendo ristoranti, discutendo di ricette e litigando coi buchi della cintura. Mangia, prega, ama e impreca a Legnago.