Zona Zulie: ‘The Sacked One’ e altre storie

A? successo di tutto, nella settimana calcistica appena trascorsa!

Ma non penserete certo di trovarci impreparati, qui a a�?Zona Zuliea��, vero?

Partiamo con quella che, per chi scrive, A? stata la vera notizia shocking in ambito pallonaro: la��esonero di Mourinho.

Dopo settimane passate a sentire praticamente tutti a sottolineare come, nonostante i pessimi risultati, lo a�?Special Onea�� fosse blindato per questo o quel motivo, ecco arrivare la��annuncio del Chelsea ad informare che il portoghese non A? piA? il manager della squadra.

Il comunicato ufficiale parla di risoluzione consensuale, ma la sostanza non cambia: Abramovich ha deciso che non si poteva piA? portare avanti una situazione che sembrava ormai chiaramente compromessa.

Il a�?mago di Setubala�� non aveva piA? in mano lo spogliatoio: sarA� anche una frase fatta ma, nel caso in discussione, A? anche dannatamente vera.

Non a caso, appena Mou ha tolto il disturbo, i a�?Bluesa�� sono tornati a vincere, e pure convincendo, non come nei rari exploit di questa finora disgraziata stagione.

E il merito non A? stato certo della��allenatore ad interim Steve Holland, nA� delle improbabili doti da medium taumaturgico del non ancora insediato nuovo allenatore, la��ex CT olandese Guus Hiddink, che giA� era accorso al capezzale del club di a�?Stamford Bridgea�� dopo la��esonero di Felipe Scolari nel 2009, centrando una��insperata qualificazione in Champions e portando a casa la prestigiosa Coppa da��Inghilterra.

No, semplicemente i giocatori, liberatisi del peso che Mourinho era diventato, si sono rimessi ad essere i professionisti e campioni (alcuni) che erano fino a qualche mese fa, dato che a�� A? bene non dimenticarlo a�� sono la squadra campione da��Inghilterra in carica.

a�?The sacked onea��, come A? stato subito ribattezzato da alcuni media e dalla Rete, non ha imparato la lezione madrilena, dove si A? evidenziato in maniera clamorosa dove il suo metodo non sia buono sempre e comunque, a prescindere.

Un conto A? fare il a�?bulloa�� in uno spogliatoio di underdog, un conto A? confrontarsi con chi ha giA� vinto molto senza di te prima e, probabilmente lo farA� anche dopo.

Ecco spiegati i successi col Porto (non certo una potenza del calcio europeo), col suo primo Chelsea (la��era-Abramovich era appena iniziata e di argenteria, in casa, ca��era solo quella di a�?secondo pianoa�� portata da Gianluca Vialli qualche anno prima) e, soprattutto con la��Inter.

Una squadra vittima della sindrome da a�?vittoria mutilataa��, espressa bene dalle parole attribuite a Mourinho stesso, che si narra disse, appena messo piede ad Appiano Gentile, che dei 3 Scudetti vinti con Mancini, uno era arrivato a tavolino, il secondo senza avversari e il terzo solo alla��ultima giornata.

Senza dimenticare i clamorosi flop europei, che portarono il Mancio ad annunciare il suo addio a fine stagione, dopo la��ennesima brutta eliminazione in Champions League.

Al Real Madrid supergalattico (dove pure Mou ha vinto qualcosa in ognuna delle sue 3 stagioni merengue: Copa del Rey il primo anno, campionato il secondo, Supercoppa di Spagna il terzo. Arrivando inoltre tutti gli anni in semifinale di Champions League), i risultati sono stati altamente sotto le attese e, soprattutto, inferiori alle polemiche ed al can can mediatico suscitati.

E, parzialmente, la storia si A? ripetuta col Chelsea-bis: la squadra la��ha seguito finchA� ca��era da tornare a vincere (senza dimenticare che forse, dalle parti di Cobenham, qualcuno A? consapevole che la non certo lontana Champions League vinta nel 2012 con Di Matteo al timone A? stata tra le piA? immeritata della storia) ma, una volta centrato la��obiettivo (la scorsa stagione il Chelsea ha riconquistato la Premier League che mancava dal 2010, aggiungendoci pure la Coppa di Lega).

Un altro appunto che si puA? muovere al tecnico portoghese A? quello di non essersi fossilizzato solo sul metodo, ma pure sul gioco, cosa che prima invece aveva saputo cambiare con sagacia.

Il suo Porto a�?dei miracolia�� giocava col 4-3-1-2, mentre al Chelsea capA� subito come la rosa fosse piA? adatta al 4-3-3. Schema che provA? ad importare anche alla��Inter (da qui il disastroso, ma cancellato dai successi ottenuti, acquisto di Quaresma), capendo perA? come fosse meglio virare al 4-2-3-1 che valse il Triplete, da tutti considerati il suo capolavoro.

Considerazione che lo stesso Mou condivide, dato che poi non si A? piA? discostato da questo tipo di schieramento, proponendolo tanto al Real quanto nel suo ritorno al Chelsea.

Mourinho bollito, dunque?

Assolutamente no!

Ma forse A? il caso che anche lui evolva un poa��, specie se dovesse essere vero che una ripresa della��attivitA� sia per lui piA? vicina del previstoa��

E qui entriamo nella��annunciato (via Twitter) discorso sul valzerone internazionale delle panchine.

Si, perchA� proprio dalla��Inghilterra danno per sempre piA? vicino una svolta clamorosa nelle guide tecniche dei club di vertice: il Manchester United sarebbe pronto ad esonerare Louis Van Gaal per affidarsi proprio a Mourinho!

Questo con buona pace delle voci che davano la dirigenza dei a�?Red Devilsa�� soddisfatta dal lavoro complessivo (specie quello non prettamente sportivo) del a�?santonea�� olandese, e orientata a portare avanti il programma stabilito 18 mesi fa, con la��ex tecnico di Ajax, Barcellona, AZ Alkmaar e Bayern Monaco in carica fino al 2017, con successione giA� indirizzata a favore del suo attuale vice, la��ex gloria mancuniana Ryan Giggs.

In veritA�, qualcuno ha fatto balenare anche una soluzione a�?intermediaa��, ossia LVG saldo fino alla fine di questa stagione, e poi spazio a Pep Guardiola, di cui A? da tempo nota la��ammirazione proprio per il Manchester United.

Il tecnico spagnolo, infatti, non rimarrA� al Bayern Monaco, che ne ha giA� annunciato la successione a fine stagione con Carlo Ancelotti, che esce cosA� da tutte le altre ipotesi.

Se non che danno tutti per fatto la��accordo tra il a�?profeta del Tiki Takaa�� e proprio i rivali cittadini dello United, ossia quel Manchester City gestito da due vecchie conoscenze di Guardiola: Ferran Soriano e Txiki Begiristain, rispettivamente a�?mentea�� societario-finanziaria e direttore sportivo del Barcellona che ha incantato il mondo intero, e ora CEO e director of football dei a�?Citizensa��.

Conferme ufficiali in tal senso perA? non ce ne sono, e proprio a questo si aggrapperA� ad esempio Roman Abramovich per provare a portare Pep al Chelsea, dove la��incarico di Hiddink A? solo da traghettatore.

In un gioco di incastri, qualora Guardiola finisse effettivamente al City, la��attuale tecnico della squadra dello sceicco Mansour, il cileno Manuel Pellegrini, diverrebbe uno dei principali candidati proprio per il Chelsea, in una sorta di rivalsa nei confronti di Mourinho, che lo rimpiazzA? al Real.

Altri nomi che circolano per i a�?Bluesa�� sono quelli del CT azzurro Antonio Conte e, soprattutto, di Diego Simeone, sempre in bilico tra la forte appartenenza alla��AtlA�tico Madrid e la��ambizione di dimostrare le sue capacitA� anche in un ambiente diverso.

Appare meno saldo del solito anche un pressochA� intoccabile come ArsA?ne Wenger, che non dovesse portare a casa nulla nemmeno questa��anno (specie per quanto riguarda il campionato: con il Chelsea fuori dai giochi, lo United non ancora rimessosi completamente in carreggiata, il Liverpool in piena ricostruzione e, soprattutto, un City che continua ad apparire caratterialmente immaturo per rimanere costantemente a certi livelli), potrebbe finalmente lasciare i a�?Gunnersa�� (e non sto qui ad annoiarvi del perchA� sarebbe sacrosanto: ci sono giA� tornato diverse volte sulla a�?bollituraa�� del tecnico alsaziano).

Si dice che, nel caso la Francia toppasse clamorosamente la��Europeo casalingo (o arrivasse la chiamata giusta), Deschamps potrebbe salutare con due anni di anticipo, e che proprio Wenger sarebbe in pole position per succedergli come CT.

Wenger che una volta piaceva da matti a Florentino Perez, ma che forse ormai il treno per il a�?Santiago Bernabeua�� lo ha perso definitivamente (ammesso gli sia mai effettivamente interessato).

Il che non significa che Rafa Benitez saprA� tenersi stretta quella panchina che, anzi, ha giA� rischiato di vedersi sfilare da Zinedine Zidane in corso da��opera.

Zizou A? il nome forte in caso di esonero anticipato della��ex tecnico napoletano, ma siamo sicuri che sia il primo nome sulla lista in caso di divorzio solo a fine campionato?

Altre panchine che a�?scottanoa��?

Potenzialmente tante, visto anche che ci sarA� la��immancabile ricambio anche alla guida delle Nazionali.

Guardando in casa nostra, e partendo proprio dalla Nazionale, il CT Antonio Conte A? in scadenza.

La FIGC avrebbe voluto giA� da tempo prolungargli il contratto fino al Mondiale 2018, ma la��ex condottiero bianconero ha finora tentennato.

Ultimamente parte della stampa ha fatto trapelare che, tutto sommato, alla��allenatore pugliese la guida degli Azzurri non dispiacerebbe poi tanto, ma pare piA? un tenere il piede nella porta che altro.

Se arriverA� la��offerta giusta, Conte tornerA� a fare quel che gli piace di piA?, ossia la��allenatore di club.

Non fosse cosA�, magari gli rifiorirebbe il patriottismoa��

In ogni caso, oltre che al citato interesse del Chelsea, su di lui hanno puntato gli occhi (almeno) Roma e Milan.

Nella Capitale non A? in questione il a�?sea�� ma il a�?quandoa�� Rudi Garcia se ne andrA�.

La societA�, fondamentalmente, spera di non doverlo cacciare prima di fine stagione, visto che sarebbe altrimenti costretta a trovare un traghettatore per non precludersi di scegliere a maggio/giugno la nuova guida tecnica, cosa che invece non potrebbe avvenire qualora arrivasse in tempi brevi un nome a�?pesantea��.

Discorso un poa�� differente a Milanello: Mihajlovic A? stata una scelta piA? dettata dalle circostanze che da una��effettiva convinzione, e comunque sta andando meno bene di quanto (legittimamente o meno) la societA� si aspettasse.

Senza contare che certi atteggiamenti del tecnico serbo non sono piaciuti moltissimo nei dintorni di Arcore: A? vero che il carattere del personaggio era noto, ma si pensava anche che la consapevolezza di essere arrivato in una societA� di un certo blasone, facesse capire a Sinisa come fosse il caso di adattare un attimo il proprio modo di essere.

Incertezza anche in casa Juve: A? vero che Max Allegri ha un altro anno di contratto e che sta facendo complessivamente bene.

PerA? il tecnico livornese appare sempre non completamente integrato con la��ambiente, certe voci e polemiche lo anno un poa�� infastidito, gli ammiratori (anche stranieri) non gli mancano e inoltre potrebbe essere un ottimo nome da spendere in ottica Nazionale.

Ma se Allegri se ne andasse davvero, chi lo rimpiazzerebbe a Vinovo?

Dal ritorno di Deschamps alla��ammirazione per lo spagnolo Unai Emery (ma A? noto che Agnelli non straveda per i tecnici a digiuno di campionato italiano), passando per un improbabile Conte-bis, e fino alle ipotesi riguardanti i piA? o meno emergenti Di Francesco, Giampaolo e Pioli (che dopo la vittoria sulla��Inter pare in grado di rimettere in carreggiata la Lazio), le voci sono tante. Senza dimenticare la stuzzicante fantasia di soffiare Paulo Sousa alla Fiorentinaa��

Ricordiamo, infine, che sulla piazza ci sono fior fiore di tecnici italiani come Capello, Lippi, Prandelli, Spalletti e Mazzarri, che immeritatamente gode di fama importante.

Mentre alla��estero potrebbero entrare in gioco Laurent Blanc del PSG, il CT campione mondiale Joachim LA�w, la��ajacide Frank de Boer, Mauricio Pochettino del Tottenham, i portoghesi Jardim (Monaco), Nuno (ex Valencia) e Villas-Boas (che a fine stagione lascerA� i russi dello Zenit).

Considerando che, oltre a quelle citate, potrebbero liberarsi le panchine del Porto, di qualche squadra spagnola di fascia medio-alta e quella della��Inghilterra, ci sarA� di che divertirsi.

E passiamo ora, prima del consueto sguardo su Serie A e campionati stranieri, allo scandalo FIFA.

Il solito, deleterio tifo da bar si A? ovviamente concentrato sulla condanna della��ex juventino Platini: potrei elencare qui una serie inconfutabile di macchie per questa o quella squadra che non sia la Juventus (non tanto per il risibile a�?cosA� fan tuttia�?, quanto per spiegare che qualcuno dovrebbe avere la decenza di tenere a freno la lingua e le dita sulla tastiera, magari bevendosi una bella camomilla invece del caffA?. Anche perchA�, se A? di quelli Herrera stylea��), ma non mi va di perdermi in un modo di discutere calcio che detesto.

Personalmente non saprei dire se a�?le Roia�� sia innocente o colpevole: di certo mi sento di affermare che la��essersi messo contro Blatter (sul quale, invece, penso e spero nessuno abbia dubbia��nemmeno quelli che inneggiano al suo sostenitore Putina��), specie dopo esserne stato inizialmente un sostenitore (per interesse, senza dubbio, piA? che per convinzione) A? costato caro al presidente UEFA.

Il quale, magari, tra un poa�� di tempo ne uscirA� pulitissimo, ma intanto per stavolta il treno pare averlo proprio perso, e probabilmente definitivamente.

Ma fatto fuori il candidato principale, siamo sicuri che gli altri pretendenti siano il meglio che il calcio mondiale possa offrire?

Su principi, sceicchi e sultanelli vari avrei, personalmente, sempre delle remore, e quindi non impazzisco nA� per il giordano (e vice presidente uscente) Ali bin Hussein nA� per Al-Khalifa, presidente della confederazione asiatica.

Il francese Champagne A? stato uno stretto collaboratore di Blatter, quindi dovrebbe essere tenuto a distanza di defaulta��

Rimangono la��imprenditore sudafricano Sexwale, ex compagno di cella di Nelson Mandela, e la��italo-svizzero Gianni Infantino, segretario generale di Platini alla UEFA.

Fantino mi A? sempre piaciuto, ma se non va bene Platini, perchA� il suo braccio destro sA�?

Rimarrebbe Sexwale, che infatti danno tutti senza speranzaa��

E veniamo finalmente al core business di questa rubrica:

Crolla la��Inter, in casa con la Lazio, e da��un tratto tutto quello che in casa nerazzurra non andava nemmeno prima, appare chiaro e cristallino anche a chi si rifiutava di vedere.

E, puntualmente, ecco trapelare i problemi di spogliatoio, i litigi, le risse sfioratea��un classico!

Ne godono tutte le inseguitrici che, in attesa del posticipo che vedeva protagonista la capolista, facevano tutte il loro dovere.

Vittorie infatti per Napoli, Fiorentina, Juventus e Roma, anche se non tutte dello stesso tenore.

Se a risaltare maggiormente, per una questione complessiva, A? quella di una Juve capace di risalire dal 14A� posto al -3 dalla vetta, va detto che i bianconeri hanno sudato piA? del previsto con un Carpi stabilmente nei bassifondi della classifica.

In particolare, quel pericolosissimo calo nel finale, che ha portato la squadra di Castori ad un tiro ciccato dal clamoroso pareggio, ha giustamente fatto incavolare come una bestia Allegri, che deve lavorare ancora un poa�� per completare la crescita mentale di un gruppo molto cambiato rispetto alla��annata precedente.

Deludente anche la vittoria della Roma, che ha fatto il minimo contro un Genoa tutta��altro che in palla, e infatti i tifosi hanno rumoreggiato e le acque a Trigoria si sono tutta��altro che calmate.

Bene, nonostante qualche rischio, il Napoli a Bergamo, mentre A? stata soprattutto la vittoria della Fiorentina col Chievo a dimostrare la soliditA� della squadra guidata da Paulo Sousa.

Vince anche il Milan, a Frosinone, ma tutta��altro che in carrozza e, infatti, pure a Milanello le nubi non vogliono saperne di diradarsia��

Torna alla vittoria la Sampdoria, che batte un Palermo ancora troppo altalenante e confuso, ma per il momento Zamparini non pare intenzionato a tornare sui suoi passi, dopo che dieci giorni fa pareva quasi pronto a richiamare Iachini.

Continua a fare benissimo la��Empoli, che va ancora meglio della��anno scorso, e va a vincere sul campo di un Bologna rivitalizzato (la��abbiamo giA� detto) dalla cura Donadoni.

Scivolone interno del Toro, che perde 1 a 0 con la��Udinese, mentre Sassuolo e Verona impattano su un inutile 1 a 1, con gli scaligeri che rimandano ancora una volta la��appuntamento con la prima vittoria stagionale.

Ed eccoci alla Premier League, della quale abbiamo giA� detto molto in tema di allenatori, ma dove ora dobbiamo concentrarci sul campo, dove continua a fare meraviglie il Leicester di Ranieri (a proposito: A? circolata anche la��ipotesi di un suo clamoroso ritorno al Chelsea, dove fu sostituito proprio da Mourinho nel 2004, dopo esser stato il primo tecnico della��era-Abramovich, e fautore della��arrivo in blue di Frankie Lampard), che va a vincere sul sempre difficile campo della��Everton, consolidando il primato in classifica.

A tallonare le a�?Volpia�� rimane al momento solo la��Arsenal, che nello scontro diretto del a�?Monday Nighta�� ha la meglio (2 a 1) sul Manchester City, sempre terzo, ma a -6 dalla vetta.

La fortuna dei a�?Citizensa�� A? che i a�?cuginia�� dello United riescono nella��impresa (negativa) di perdere in casa (anche loro per 2 a 1) col Norwich, facendosi oltretutto agguantare in quarta posizione dal Tottenham, vittorioso per 2 a 0 in trasferta a Southampton.

Del ritorno alla vittoria del Chelsea (3 a 1 in casa contro il Sunderland) abbiamo giA� detto, mentre ha fatto decisamente rumore il netto 3 a 0 incassato dal Liverpool sul campo del Watford.

In Bundesliga, il Bayern Monaco si riprende subito dalla battuta da��arresto della settimana scorsa, andando a vincere ad Hannover.

Oltretutto per i bavaresi si ristabiliscono le distanze, dato che la��inseguitore Borussia Dortmund cade a Colonia (2 a 1), tornando a -8.

Continua la��ottimo momento del Borussia MA�nchengladbach che, dopo aver inflitto la prima sconfitta in questo campionato al Bayern, batte anche il Darmstadt, seppur soffrendo.

Vince anche il Bayer Leverkusen (1 a 0 a Colonia), mentre il Wolfsburg cade a Stoccarda (3 a 1).

Prova di forza, in Spagna, del Real Madrid, che nel a�?piccolo derbya�� casalingo esagera, seppellendo con un 10 a 2 il Rayo Vallecano.

Ma inizialmente i blancos, si sono trovati sotto per 2 a 1, e solo un rigore molto dubbio e ben 2 espulsioni tra le fila degli avversari li hanno rimessi in carreggiata, prima di dilagare.

Battuta da��arresto per la capolista AtlA�tico Madrid, sconfitto per 1 a 0 a Malaga, mentre il Barcellona dovrA� recuperare il turno, in quanto impegnato nel Mondiale per Club, vinto con un duplice 3 a 0; prima in semifinale a�� nonostante la contemporanea assenza di Messi e Neymar a�� ai cinesi della��Evergrande (la��ex squadra di Lippi prima e Cannavaro poi) quindi, nella��atto conclusivo, agli argentini del River Plate.

6 reti in tutto, di cui 5 firmate da un Suarez (tripletta in semifinale, doppietta in finale, dove la��altro gol la��ha siglato Leo Messi) in forma straripante, e assurdamente fuori dai giochi per il Pallone da��Oro.

In Ligue1, infine, il PSG distrugge 3 a 0 in trasferta il Caen in un poco credibile a�?scontro direttoa�� (i padroni di casa erano terzi in classifica), allungando ulteriormente in classifica visto che la��improbabile inseguitrice Angers ha perso (1 a 0) a St. Etienne.

Pareggi per Monaco (0 a 0 a Troyes) e Marsiglia (1 a 1 a Bordeaux), mentre continua il periodo nerissimo del Lione, sconfitto anche ad Ajaccio.

E per questo 2015 parrebbe essere tuttoa��ma siamo proprio sicuri? O il buon Zuliani ha in serbo qualche sorpresa?!

Nel mentre io per primo ci rifletto, un caro augurio di Buon Natale a tutti!

Federico Zuliani

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Classe '82, juventino dalla placenta, nonostante la laurea in Scienze Politiche ha ben presto capito che la politica era meglio prenderla in giro che studiarla. Messe quindi da parte le varie ipotesi di riforma del sistema elettorale, ha scelto di dar libero sfogo al proprio umorismo abrasivo col ‘Pagellone’, attraverso cui dà i voti ai protagonisti della politica locale. Del medesimo argomento, di Sport e di tanto altro scrive sul settimanale LegnagoWeek. Collabora inoltre con altre testate cartacee e online, occupandosi di vari temi. Per ovviare allo stress dell’attività giornalistica nell’agone politico, si dedica alla “cultura del cibo”. In seguito a questa passione, ha intrapreso l’attività di food blogger, recensendo ristoranti, discutendo di ricette e litigando coi buchi della cintura. Mangia, prega, ama e impreca a Legnago.

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