Zona Zulie: Toda ‘Joya’, poca beleza

Ben ritrovati, amiche e amici di a�?Zona Zuliea��!

Si riparte dopo la sosta per gli impegni delle Nazionali, e io torno (finalmente) a poter mettere in copertina la mia Juventus.

Soddisfazione doppia, visto che le luci della ribalta sono tutte per il mio pupillo Paulo Dybala, per me semplicemente a�?U Picciriddua��.

Questo ragazzo mi colpA� giA� al suo primo anno in Serie A, quando rifilA? una doppietta alla Sampdoria allora guidata da Ciro Ferrara.

Ma non furono tanto i due gol a farmi notare che questo ragazzino (allora lo era veramente, stiamo parlando di 3 anni fa!), quanto la sua innata classe e quella sensazione che, una volta ricevuta/conquistata la palla, avrebbe potuto fare qualcosa di speciale.

Cosa, questa, che sta dimostrando anche nella Juventus; penso di non esserlo la��unico ad averlo notato, dato che i decibel della curva bianconera si alzano sempre quando il pallone ce la��ha tra i piedi il talentino argentino.

E, oggettivamente, poteva risolvere solo lui un match che ha in realtA� offerto poco o nulla: la Juventus A? ancora lontanissima dalla��avere una chiara e determinata filosofia tecnico-tattica, mentre il Milan paga un equivoco legato al gioco di Mihajlovic.

Difesa e ripartenza con la Sampdoria fanno far punti alla squadra, col Milan diventa un catenaccio inaccettabile per una squadra che, nei quasi trenta��anni di presidenza berlusconiana, ha sempre messo il bel gioco come valore non negoziabile.

In attesa di vedere qualcosa di meglio (e, per quanto riguarda Allegri, scelte definitive e possibilmente sensate: questa Juve A? tagliata per il 3-5-2, nel quale la coppia da��attacco deve essere Dybala-Morata, a sinistra deve giocare Alex Sandro e la��unica variabile deve essere sul lato opposto, con Lichtsteiner o Cuadrado a seconda della��offensivitA� che si pensa di poter impiegare e supportare), alla a�?Signoraa�� intanto vanno bene i 3 punti, che consentono il sorpasso proprio sul Diavolo, e di accorciare su un paio di altre a�?biga��.

Roma e Fiorentina, infatti, sono state entrambe bloccate sul 2 a 2, rispettivamente a Bologna e in casa con la��Empoli.

Se per i giallorossi ci sono le attenuanti della disastrosa condizione del campo (ma, dopo Perugia nel 2000, si puA? giocare ovunquea��tranne a Napoli col solea��)A� e della��ottimo momento di un Bologna rigeneratissimo dalla cura-Donadoni, A? sulla Fiorentina che bisogna approfondire di piA?.

Chi scrive, finora, non ha mai mancato di tessere le lodi di una a�?Violaa�� che rimane comunque la sorpresona del campionato.

Ma ieri ha regalato un tempo (e forse anche qualcosa di piA?) ad un Empoli che non poteva essere sottovalutato, dato quanto di buono fatto finora (Giampolo sta facendo addirittura meglio di Sarri, nonostante abbia perso pilastri di quella squadra come Valdifiori, Rugani ed Hysaj, tutti rimpiazzati da scommesse con ottimo potenziale ma zero certezze).

Paradossalmente sarebbe stato piA? capibile uno scivolone del genere contro il a�?vecchioa�� Bologna, per direa��

Va dato comunque merito a Paulo Sousa di aver saputo correggere le cose in corsa e, soprattutto, di aver poi avuto la��onestA� intellettuale di ammettere i suoi errori.

Ne hanno approfittato Inter e Napoli, che hanno fatto il loro dovere rispettivamente in casa col Frosinone e a Verona contro la��Hellas.

Nonostante sia stato piA? rotondo il successo dei nerazzurri (4 a 0), valso oltretutto la solitaria testa della classifica, a convincere di piA? A? il Napoli, che contro la squadra di Mandorlini ha dimostrato un dominio pressochA� totale, indipendentemente dal risultato finale (0 a 2).

La a�?banda Mancinia��, invece, continua a non convincere sul piano del gioco e, prima di dilagare, ha concesso troppo ad una squadra che, sulla carta, A? forse meno forte di un paio di a�?corrazzatea�� della Serie B.

Ciociari e veronesi sono sempre invischiatissimi nella a�?zona caldaa��: ma, se come dicevamo (pur con tutto il rispetto), la posizione della squadra di Stellone A? anche comprensibile, non si riesce a venire a capo della crisi che attanaglia Toni (al rientro dopo il lungo stop per infortunio) e compagni.

A chiudere il terzetto delle pericolanti A? il Carpi, sconfitto in casa nello scontro diretto con la��altra veronese, il Chievo.

Male il secondo debutto sampdoriano (dopo quello da giocatore) di Vincenzo Montella: il Doria perde 1 a 0 con la��Udinese e, per quanto visto in campo, la��ex a�?Aeroplaninoa�� avrA� ancora molto da lavorarea��

Bene invece la��altra metA� di Genova, che batte il Sassuolo per 2 a 1 dopo un finale al cardiopalma.

E bene anche il Toro, che sbanca Bergamo col minimo sforzo, mentre continua il periodo poco brillante della Lazio, che non va oltre un 1 a 1 casalingo contro il Palermo che, onestamente, sta pure stretto ai rosanero del neo-tecnico Ballardini (un ex, oltretutto).

Apertura da��obbligo su Claudio Ranieri e il suo Leicester, per quanto concerne il calcio internazionale.

La squadra del tecnico romano A? da sola in testa alla Premier League, dopo aver sbancato Newcastle con un secco 3 a 0 (e la decima partita consecutiva con gol di James Vardy: un record) e approfittando quindi delle cadute di Arsenal e Manchester City.

I a�?Gunnersa�� inciampano sul campo del WBA, mentre gli a�?Sky Bluesa�� vengono travolti addirittura per 4 a 1 in casa contro lo spumeggiante Liverpool di Klopp.

Approfitta delle disgrazie di Wenger e Pellegrini anche Van Gaal, che dopo il faticoso 2 a 1 in casa del Watford, vedo il suo United al secondo posto, proprio davanti ai a�?cuginia�� e ai londinesi.

Torna alla vittoria il Chelsea, ma sono 3 punti tutta��altro che convincenti: un misero 1 a 0 casalingo contro il Norwich non fa certo esaltarea��

In Germania prosegue senza problemi il dominio del Bayern, anche se la squadra di Guardiola ha dovuto faticare forse piA? del previsto per tornare da Gelsenkirchen coi 3 punti, che valgono doppio visto la contemporanea sconfitta del Borussia Dortmund ad Amburgo.

Vincono invece le altre inseguitrici a�?attesea��: il a�?Gladbach in casa con la��Hannover (2 a 1), il Bayer Leverkusen (3 a 1 in trasferta a Francoforte) e, soprattutto, il Wolfsburg terzo, che rifila un tennistico 6 a 0 casalingo al a�?mioa�� povero Werder Brema.

Nella Liga A? ovviamente il soprendente esito del a�?ClA�sicoa�� a tener banco, dopo che il Barcellona ha macellato il Real Madrid al a�?Bernabeua��, vincendo 4 a 0 con Messi inizialmente in panchina.

Rafa Benitez A? nel mirino, Florentino Perez ancora piA? del tecnico (e circolano voci di dimissioni del presidentissimo) e lo spogliatoio una polverieraa��

Approfittano della crisi a�?merenguea�� i a�?cuginia�� della��AtlA?tico, che vincendo 1 a 0 a Siviglia contro il Betis operano il sorpasso al secondo posto.

In Francia, infine, campionato praticamente finito, ammesso sia mai cominciato: il PSG va a vincere a Lorient, godendosi poi il crollo del Lione secondo in classifica, sconfitto per 3 a 0 a Nizza.

Tornano alla vittoria il Monaco (1 a 0 in casa col Nantes) e il Marsiglia, che va a vincere per 2 a 0 sul campo di un St. Etienne in crisi nerissima, dopo un roseo inizio che aveva visto i biancoverdi essere gli unici a tenere il passo dei campioni in carica.

Pure stavolta A? tutto, ora buona settimana di calcio europeo, cari lettori!

Federico Zuliani

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Classe '82, juventino dalla placenta, nonostante la laurea in Scienze Politiche ha ben presto capito che la politica era meglio prenderla in giro che studiarla. Messe quindi da parte le varie ipotesi di riforma del sistema elettorale, ha scelto di dar libero sfogo al proprio umorismo abrasivo col ‘Pagellone’, attraverso cui dà i voti ai protagonisti della politica locale. Del medesimo argomento, di Sport e di tanto altro scrive sul settimanale LegnagoWeek. Collabora inoltre con altre testate cartacee e online, occupandosi di vari temi. Per ovviare allo stress dell’attività giornalistica nell’agone politico, si dedica alla “cultura del cibo”. In seguito a questa passione, ha intrapreso l’attività di food blogger, recensendo ristoranti, discutendo di ricette e litigando coi buchi della cintura. Mangia, prega, ama e impreca a Legnago.

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