Zona Zulie: Troppi tifosi da bar

Ho ritardato volutamente di un giorno la��uscita di a�?Zona Zuliea��, nella vana attesa che si potesse parlare seriamente di calcio, senza pensare di essere al baretto.

Ha vinto la Juve. Questo A? il freddo e finale dato oggettivo dello scontro diretto di due giorni fa.

Vogliamo fare un processo sul come? Benissimo. I dati oggettivi sono che il gol di Bonucci era regolare, che il rigore su Pogba ca��era, che era dubbissimo quello di Totti e che non ca��erano proprio nA� quello dato sul presunto mani di Maicon, nA� quello non dato per il presunto fallo su Marchisio.

La fredda matematica direbbe che, se la��arbitro Rocchi avesse azzeccato tutte le decisioni, sarebbe finita 2 a 1 per la Juve.

Ovvio che questo ragionamento vale per quel che vale, perchA� la partita poteva prendere tutta una��altra piega non sbloccandosi, ma tanta��A?a��

Il problema A? che la��arbitro, insicuro e cosciente di essere sotto esame dopo aver fatto dei disastri in Europa, ha sbagliato e molto. Anche quando ha fatto giusto. Come sul non-rigore su Marchisio. La��insicurezza sulla��aver scelto bene gli ha fatto perdere la bussola, fallendo in serie le scelte successive.

E comunque si era capito subito, dalla gestione dei cartellini, che il direttore di gara aveva paura. Avesse, ad esempio, ammonito subito Nainggolan, che ha fatto una serie di falli a�� anche cattivi a�� non avrebbe dato la��idea che si poteva buttarla sulla a�?rissaa�?. Rissa, senza virgoletta, che ca��A? stata poi alla fine. E, anche lA�: se davvero pensava che la��entrata di Morata fosse da rosso, perchA� non la��ha espulso subito, cosa che avrebbe evitato la sceneggiata successiva di Manolas? Ma la��intervento di Morata era da rosso? O nella confusione generale, la��ha sventolato pure a lui, che nel parapiglia successivo ha solo subito?

E perchA� non ha almeno ammonito Yanga-Mbiwa, quando gli ha platealmente riservato un ironico applauso dopo un fischio a sfavore del difensore romanista?

E, in ogni caso, mi chiedo: se la Roma avesse chiuso la partita col gol di un Gervinho che si invola verso la porta e va al tiro nonostante la��infortunio di Caceres, come avrebbero reagito le tante a�?anime candidea�? che da due giorni riempiono giornali, radio, tv e social network con le loro chiacchiere da bar?

Veniamo ora al resto del campionato: nuova figura barbina della��Inter, che dopo il pesante rovescio casalingo col Cagliari, becca tre reti pure a Firenze, ridando fiato a una Viola che finora aveva un poa�� deluso.

Vince, sebbene ancora senza convincere, il Milan che regola 2 a 0 un Chievo che a�� fatta eccezione per la��exploit di Napoli a�� continua a non riuscire a trarsi dal guado.

Va certamente meglio ai a�?cugini grandia�? della��Hellas, che nonostante non siano certo la squadra a�?bum buma�? dello scorso anno, riescono comunque ad inanellare vittorie, utili sul breve a far bella figura in classifica, e sul medio-lungo periodo a mettere fieno in cascina.

Chi invece sta facendo proprio un figurone A? la Sampdoria, solitaria al terzo posto, cinica quanto basta, con un Gabbiadini che meriterebbe la Nazionale, e sul quale la Juve dovrebbe fare una riflessione importantea��

A proposito di squadre che ben figurano, che dire della��Empoli giovane e bello di Sarri? Il suo netto 3 a 0 al Palermo A? tanta roba, anche perchA� A? la prima volta che i rosanero meritano davvero la scoppola, quando in altre circostanze avrebbero addirittura meritato di vincere o pareggiare, vedi le sfide con Verona e Lazio.

A proposito: la squadra di Pioli pare in costante ripresa, dopo che pur soffrendo ha la meglio sul Sassuolo, mentre rallenta la��Udinese, bloccata da un pari a�?cosA� cosA�a�? in casa col Cesena, fortunato nel trovare un rigore assolutamente inesistente, e proprio alla��ultimo respiro.

Continuano a soffrire le belle sorprese dello scorso anno, ossia Parma, Torino e Atalanta. I ducali, seppur nelle sconfitto, avevano mostrato cose positive nonostante le cessioni, ma ora faticano a risollevarsi. Il Toro A? in altalena, e del basso di questa domenica ha approfittato il Napoli, che si sta un poa�� riprendendo dopo il brutale inizio di stagione. Avanti a singhiozzo anche la��Atalanta, che ha cambiato molto e che continua a proporre giovani interessanti.

E ora spostiamoci alla��estero, come ormai da��uso.

In Premier League, continua la cavalcata del Chelsea di Mourinho, che mette anche stavolta in scacco anche psicologicamente WengA�r e il suo Arsenal. Non ca��A? niente da fare, la��alsaziano lo soffre troppo il portoghesea��

Segnali di ripresa alla��Old Trafford: il Manchester vince di nuovo, anche se pure stavolta almeno un gol lo subisce. Se non sono di piA? A? grazie ai miracoli in serie di De Gea, ma alla fine contano i tre punti e, nonostante tutte le difficoltA� iniziali i a�?Red Devilsa�� sono comunque quarti. E, come ha fatto giustamente notare il a�?santonea�? Van Gaal, che sta plasmando il post-Ferguson, se giocando male lo United A? quarto, quando inizierA� a far bene, dove andrA�?

In Germania, col Borussia impantanato in una crisi da��identitA� soprattutto psicologica (la��idea che per quanto la squadra faccia bene, una delle sue stelle la��anno dopo finisca comunque al Bayern potrebbe avere una��influenza a�?lassistaa�? sulla squadra) e le altre potenziali rivali non ancora alla��altezza, il Bayern Monaco sta giA� facendo un campionato a sA�.

In Spagna continua il super momento di Cristiano Ronaldo, che segna una media di due gol a partita, e ultimamente pare abbonato alla triplette. Il suo Real A? in rimonta, ma il Barcellona non molla niente, specie ora che pare trovata la chimica tra Messi e Neymar Jr. In compenso, faticano a trovar spazio due pilastri dei recenti successi blaugrana, Xavi e PiquA�. Se forse per il primo la cosa A? normale, visto che pareva giA� destinato a una ricca pensione araba, e che la societA� aveva giA� acquistato il suo sostituto (Rakitic dal Siviglia), la cosa fa un poa�� piA? specie per il marito di Shakira, sulla carta ancora uno dei difensori centrali piA? forti al mondo. Nonostante il momento non propriamente felice, il giocatore ha dichiarato di non pensare ad un ritorno al Manchester United (se na��A? parlato) e di voler finire la carriera al Camp Nou.

La��Atletico Madrid, dopo la battaglia (vinta) con la Juve, sa��A? sciolto subito contro la sorpresa Valencia, dalla quale ha preso tre pappine nel primo quarto da��ora di gioco.

Chiudiamo con la Francia, dove continua a volare il a�?mioa�? Olympique Marsiglia targato Bielsa, trascinato da un bomber tanto letale quanto sottovalutato come Gignac. Il suo stratosferico stato di forma ha a�?costrettoa�? Deschamps a sorvolare sui loro contrasti ai tempi in cui la��ex bianconero allenava la��OM, e a convocarlo per i prossimi impegni della Nazionale francese.

Il PSG, di contro, non va oltre il pareggio con un Monaco rimaneggiato e ridimensionato. Blanc traballa, e se non fosse per la finora ottima Champions, probabilmente sarebbe giA� saltato. Ma se da qui a fine stagione non aggiunge altri trofei alla bacheca, meglio inizi a cercarsi una��altra panchina, perchA� difficilmente sarA� confermato. Se non salta prima. In caso, A? giA� pronto il a�?solitoa�? Roberto Mancini, altrimenti a giugno-luglio occhio a Rudi Garcia e Diego Simeone, se non va al City.

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Federico Zuliani

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Classe '82, juventino dalla placenta, nonostante la laurea in Scienze Politiche ha ben presto capito che la politica era meglio prenderla in giro che studiarla. Messe quindi da parte le varie ipotesi di riforma del sistema elettorale, ha scelto di dar libero sfogo al proprio umorismo abrasivo col ‘Pagellone’, attraverso cui dà i voti ai protagonisti della politica locale. Del medesimo argomento, di Sport e di tanto altro scrive sul settimanale LegnagoWeek. Collabora inoltre con altre testate cartacee e online, occupandosi di vari temi. Per ovviare allo stress dell’attività giornalistica nell’agone politico, si dedica alla “cultura del cibo”. In seguito a questa passione, ha intrapreso l’attività di food blogger, recensendo ristoranti, discutendo di ricette e litigando coi buchi della cintura. Mangia, prega, ama e impreca a Legnago.

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